Basket - 22 aprile 2026, 07:40

«NBA Europe? Scelti per la nostra gestione. Il budget per l’anno prossimo? Dipende dall’Europa»

Ieri all’Ultima Contesa quasi un’ora di chiacchierata con Paolo Perego, vicepresidente di Pallacanestro Varese. Tanti gli argomenti trattati, a partire da NBA Europe: «Abbiamo clausole di riservatezza invalicabili, ma i tifosi sappiano che il rispetto della nostra storia lunga 80 anni è stata una conditio sine qua non di ogni discussione. Se hanno pensato a Varese è perché qui esiste un’ottima base». E poi la situazione economico finanziaria della società: «Abbiamo raddoppiato i ricavi rispetto all’era pre Scola e l’ultimo aumento di capitale è qualcosa di mai visto qui, ma l’unica strada che continueremo a perseguire, diversi da tutti gli altri club, è quella della sostenibilità: non ha senso mettere due milioni di euro in più sulla squadra per poi non averli più l’anno dopo…». E ancora Orrigoni, Kastritis, i playoff e persino… i Pelligra

Paolo Perego all'Ultima Contesa

Paolo Perego all'Ultima Contesa

Da coach Kastritis all’eventuale raggiungimento dei playoff, da NBA Europe ai Pelligra, dal budget per l’anno prossimo agli aumenti di capitale. E a tanto altro. Quasi un’ora di chiacchierata, nella puntata di ieri sera de l’Ultima Contesa, con Paolo Perego, vice-presidente di Pallacanestro Varese. Ecco tutti gli argomenti toccati, un piccolo ma prezioso sunto di ciò che è oggi la società biancorossa fuori dal campo, nei progetti, nelle intenzioni, nelle difficoltà e negli obiettivi.

A che punto è il progetto Scola (minuto 09:24): «Da quando c’è stato il cambio di proprietà siamo andati in progressione, sia dal punto di vista societario - con l’aumento della sostenibilità finanziaria, dei ricavi, dell’importanza del settore giovanile e con i progetti - sia quest’anno con i risultati sportivi. Siamo allineati al piano che c’eravamo prefissi all’inizio, pur in un cammino che ci ha mostrato difficoltà, situazioni pregresse da sistemare e cose che abbiamo dovuto correggere che hanno avuto un costo economico. Si impara anche dagli errori: con il nostro modo di gestire la società vogliamo ridurre al minimo gli errori».

Sull'eventuale raggiungimento dei playoff e sul lavoro di coach Kastritis (12:00): «Parto da Ioannis: si è identificato tantissimo nella nostra società e nel nostro progetto. È un lavoratore incredibile. Sono assolutamente soddisfatto personalmente del suo lavoro e bisogna sempre considerare il contesto in cui si trova a operare. La sua conferma è segno di stabilità e questo è importante. I playoff? Economicamente sposterebbero poco o nulla, almeno che non si vada oltre il primo turno: aiuta ma non cambia il conto economico. Sono importanti, invece, per andare avanti con il progetto e una loro conquista ci metterebbe al primo o al secondo posto come costo vittoria e questo è un indicatore del fatto che si è operato bene»·

Su costi e ricavi della società (16.30): «L’anno prossimo arriveremo a raddoppiare i ricavi rispetto a quello che erano quando siamo entrati. Ma questo è un business in cui i soldi non bastano mai e i rapporti tra costi e vittorie delle altre squadre lo dimostrano. Noi continueremo a perseguire una strada completamente diversa dalla maggior parte degli altri club: la strada della sostenibilità. Significa far crescere i ricavi e tenere i costi sempre in equilibrio con essi. Siamo un unicum da questo punto di vista: non abbiamo un proprietario benefattore e non abbiamo aiuti esterni da istituzioni legate a situazioni di autonomia che certe Regioni hanno. Non facciamo aumenti di capitale per poi spendere la metà degli stessi per avere una squadra competitiva trovandoci però l’anno dopo magari con due milioni di euro in meno non coperti dai ricavi: ai nostri investitori abbiamo presentato un progetto strutturale che ci farà diventare più forti mantenendo la sostenibilità. La piazza varesina deve apprezzare il fatto che tutto ciò garantisce una continuità a medio lungo periodo senza trovarsi in situazioni che ricorrono fin troppo nel basket italiano, con piazze con storia e pubblico che saltano in aria perché non hanno trovato un proprietario disposto a continuare. E succederà ancora in futuro, almeno che non cambino le regole… Qui a Varese, invece, siamo molto lontani dalla possibilità che ciò accada».

Sull’eventuale crescita del budget legato alla squadra l'anno prossimo (24:00): «Per l’anno prossimo non abbiamo ancora definito il budget: l’Europa sarà una grande variabile che inciderà su quanto dovremo mettere per costruire il roster e per quanto risulteremo attrattivi per i giocatori. Quindi non so ancora se riusciremo a spendere quel 20-30% in più e quindi a fare un’ottima squadra rimanendo nei valori di spesa di quest’anno (e quando dico “quest’anno” intendo dopo l’arrivo di Iroegbu e Stewart, che hanno contratti molto importanti…)».

Sui nuovi investitori (28:45): «L’ultimo aumento di capitale, una cosa mai vista in una società come Pallacanestro Varese, è arrivato perché siamo riusciti a dimostrare tutti i progressi fatti dal punto di vista gestionale e ciò ha generato fiducia nelle persone che hanno voluto investire. Oggi la nostra gestione è estremamente professionale, abbiamo fatto un salto quantico in tal senso: gli strumenti che utilizziamo, l’accesso alle informazioni che abbiamo, l’utilizzo dei dati che facciamo si fanno fatica a trovare in aziende che fatturano 20 o 30 volte di più. E tutto questo è merito di Scola».

Su NBA Europe (34.32): «Perché non ne abbiamo ancora parlato? Perché dietro a questo progetto ci sono delle clausole di riservatezza che siamo obbligati a rispettare. Si sono lette anche tante castronerie e alcuni commenti di persone che non hanno evidentemente ben chiaro quanto tutti noi abbiamo a cuore la Pallacanestro Varese, la città di Varese, gli investimenti che stiamo facendo su Varese, il fatto che abbiamo ricreato a costi altissimi il nostro settore giovanile (dove oggi ci sono 450 ragazzi) e il rispetto che abbiamo per questa storia lunga 80 anni: tutto questo fa parte di una serie di condizioni senza le quali non ci saremmo nemmeno seduti a discutere di NBA Europe. Perché RedBird ha scelto noi? Per come gestiamo la società, indipendentemente da dove siamo oggi dal punto di vista sportivo, e per tutto ciò che abbiamo costruito, che costituisce un’ottima base verso il futuro e permette di non partire da zero. Quello che succederà, però, al momento non solo non lo sappiamo noi: non lo sa nessuno».

Su cosa non rifarebbe di questi anni passati nel cda della società (42.30): «Rifarei tutto. A Varese ho trovato delle grandissime persone e una grande passione che ci spinge a cercare di fare sempre meglio. Con tutti gli alti e bassi che abbiamo avuto rifarei comunque tutto».

Sulla questione Pelligra (45.15): «Con tutto quello che è successo dopo, me li ero pure dimenticati: ho la memoria di un pesce rosso sulle persone che non meritano la mia energia… Col senno di poi dico “menomale che è successo tutto quello che è successo”, perché se fosse andato in porto l’accordo con loro, avremmo risolto i problemi della società solo a corto periodo, ma non oltre. E, ed è ancora più importante, il fallimento di quella trattativa ci ha aperto le porte a persone che a livello umano, a livello qualitativo, a livello del rispetto della parola data nemmeno sono paragonabili a quello che abbiamo vissuto con questi signori… Oggi è un onore avere nel cda una persona come Paolo Orrigoni e avere in sella tutte le persone che hanno investito in Varese Sport & Entertainment».

Tutti gli interventi di Paolo Perego, del giornalista di Malpensa24 Enrico Salomi e di Paola Biancheri, segretario del Trust Il Basket Siamo Noi, che ha parlato della Varese School Cup, nella registrazione integrale della puntata che trovate qui sotto.

Fabio Gandini


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