Territorio - 21 aprile 2026, 10:14

Quella verifica chiesta ai Comuni del Varesotto sulla partecipazione indiretta nella società pubblica di gestione dei rifiuti

Si apre un nuovo fronte di attenzione istituzionale sul ruolo delle amministrazioni nel sistema della gestione dei rifiuti: la lettera di un player del territorio sulle norme che prevedono anche un passaggio dal consiglio comunale, ma non solo, quando i Comuni diventano automaticamente partecipanti indiretti di una società pubblica del settore

(Foto d'archivio)

(Foto d'archivio)

Nel sistema della gestione dei rifiuti in Lombardia si apre un nuovo fronte di attenzione istituzionale. Un importante player del settore ha infatti inviato una comunicazione formale ai Comuni soci di CAP Holding in merito all’operazione societaria che, nell’ottobre 2025, ha portato la multiutility pubblica ad acquisire il 20% di Aemme Linea Ambiente (ALA) per un valore di circa 3,38 milioni di euro. L’iniziativa non si presenta come una contestazione politica o industriale, ma come una richiesta di verifica sul percorso amministrativo che ha accompagnato l’operazione.

Al centro della comunicazione c’è il rispetto del Decreto Legislativo 175/2016, il Testo Unico sulle società partecipate, che disciplina in modo rigoroso le modalità con cui le amministrazioni pubbliche possono acquisire partecipazioni societarie.

La norma prevede che ogni acquisizione debba essere preceduta da una deliberazione del consiglio comunale e che la decisione sia accompagnata da una motivazione analitica sulla necessità dell’operazione, sulla convenienza economica e sulla sostenibilità finanziaria della stessa oltreché sulla sua coerenza in termini di efficienza ed economicità. Non solo: la stessa norma stabilisce che gli atti vengano poi trasmessi alla Corte dei Conti e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Secondo quanto evidenziato dalla nota della stessa società, diversi Comuni soci non risulterebbero aver adottato tali deliberazioni, pur essendo coinvolti indirettamente nell’operazione tramite CAP Holding.

Il punto più delicato riguarda proprio la natura indiretta della partecipazione, un tema che non può essere sottovalutato visto che quando una società pubblica acquisisce quote in un’altra società, i Comuni soci diventano automaticamente partecipanti indiretti, con implicazioni giuridiche e contabili che – secondo l'azienda da cui sono partite le lettere indirizzate alle amministrazioni – richiederebbero un passaggio formale nei consigli comunali.

Questo aspetto apre un tema più ampio: quanto sono consapevoli gli enti locali delle ricadute delle operazioni delle loro partecipate?

Nella comunicazione si chiarisce la posizione dell'azienda in modo netto: nessuna contrarietà alla gestione pubblica, nessuna presa di posizione industriale contro CAP o ALA ma una richiesta esplicita di trasparenza amministrativa, rispetto delle procedure e verificabilità economica delle scelte. «La gestione dei rifiuti è un settore essenziale per i cittadini e i territori - come sottolineato - Proprio per questo ogni operazione deve essere supportata da atti pienamente conformi alla legge e da valutazioni economiche solide e trasparenti».

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che prevede la crescente integrazione tra utility pubbliche, l’espansione delle partecipazioni incrociate con la necessità di garantire controllo democratico, sostenibilità economica e concorrenza nel mercato dei servizi pubblici locali.

Il rischio, evidenziato implicitamente, è quello di processi decisionali automatizzati o apparentemente poco trasparenti, soprattutto quando le operazioni avvengono a livello di società partecipate e non direttamente nei consigli comunali o su «una scelta fondata su dati economici reali e procedure aperte».

Redazione

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