È stata votata oggi all’unanimità in Consiglio Regionale la mozione promossa dal Gruppo Consiliare di Forza Italia, che impegna Regione Lombardia a farsi promotrice, presso il Governo, dell’avvio di programmi di screening sanitario e studi epidemiologici dedicati al personale Permanente e Volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
“Sono molto contento del voto unanime sulla proposta promossa dalla collega Claudia Carzeri in Consiglio Regionale. La tutela della salute di chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per la sicurezza dei cittadini deve essere un impegno prioritario – dichiara il Consigliere regionale Giuseppe Licata – Si tratta di una mozione con cui chiediamo che si attivino studi sistematici, basati su evidenze scientifiche, a livello nazionale e programmi di screening mirati per garantire prevenzione e diagnosi precoce.”
L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato, nel 2022, l'esposizione professionale dei vigili del fuoco come "cancerogena per l'uomo" Gruppo 1, individuando quindi evidenze scientifiche che dimostrano come i Vigili del Fuoco siano esposti, durante il servizio, a molteplici agenti nocivi – tra cui sostanze chimiche, prodotti della combustione e particolato fine – con un conseguente aumento del rischio di patologie oncologiche.
Attraverso questo atto, Regione Lombardia viene quindi impegnata a sensibilizzare il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero della Salute, affinché vengano promossi e finanziati studi sul rischio lavoro-correlato e attivati programmi di prevenzione oncologica dedicati per il personale dei Vigili del Fuoco.
“La mozione sottolinea la necessità e l’urgenza di disporre di dati epidemiologici strutturati e aggiornati, attraverso studi di coorte e sistemi di sorveglianza sanitaria dedicati, fondamentali per orientare politiche efficaci di prevenzione oncologica – precisa Licata - Regione Lombardia, grazie all’esperienza maturata nei programmi di screening e nei sistemi informativi sanitari, può svolgere un ruolo di impulso a livello nazionale, favorendo l’integrazione dei dati e la definizione di modelli replicabili” conclude.




