Prima che si aprano i tornelli e inizi ufficialmente l'edizione 64 del Salone del Mobile di Milano in fiera a Rho, nella Red Lounge la presidente Maria Porro sta parlando con i media internazionali. Accanto a lei, la mitica Marva Griffin, che ha scolpito il futuro dei talenti del design con il SaloneSatellite. Interviene per primo un giornalista straniero, che "interroga" sul ruolo delle sedie. Maria Porro risponde dettagliatamente su questo elemento di arredo che richiede competenze e perizia non meno, forse anche di più, di altri; infine chiede con un sorriso il motivo di questa domanda così particolare. «Just kidding, stavo solo scherzando» dice lui con un sorriso, che si estende a tutti, e presto prende la parola una giornalista dal Brasile.
Serietà e leggerezza che dà solo più valore, consapevolezza di quanto ogni dettaglio conti e disponibilità, si concentrano in questo scambio, che precede di poco il via del Salone. Il mondo vuole sapere, approfondire, vivere questo incontro straordinario. Un'opportunità, quella a Fiera Milano, che parla di economia, ma anche di cultura, di socialità, di umanità semplicemente perché connette esperienze e volti così differenti.
Così alle 9.30 scatta l'assalto da visitatori di tutto il mondo - netta appare la presenza dall'Asia ad esempio - ed è subito magia.
Poco dopo procederanno all'inaugurazione le autorità.
Meloni: «Qui per dare risposte»
Al taglio del nastro, accanto alle già menzionate Porro e Griffin e al presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, sono intervenuti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.
Poco dopo è arrivata la premier Giorgia Meloni, più tardi ancora Matteo Salvini: «Sono contenta di tornare al Salone del mobile e di portare l'attenzione e la solidarietà del governo a una filiera fondamentale del Made in Italy: oltre 50 miliardi di fatturato, 2,3% del Pil, 300.000 addetti - ha detto la presidente del Consiglio - Export stabile, in crescita in alcuni mercati nuovi. Ieri abbiamo incontrato il presidente del Kenya e parlavamo di come in questi Paesi ci sia una crescita dell’attenzione verso i prodotti del Made in Italy. Il tema della filiera legno-arredo è uno di questi: +13% l’export in Africa nello scorso anno. Quindi, il governo ci deve essere, con la sua presenza, ci deve essere con le sue risposte».
Il governo l'ha ribadito anche con un riconoscimento, consegnato dal ministro Tajani: da oggi il Salone del Mobile.Milano è Ambasciatore del design italiano nel mondo. «La nomina si inserisce nell’azione promossa dalla Farnesina per rafforzare gli strumenti della diplomazia economica e culturale e sostenere, anche attraverso il design, la promozione del Sistema Italia sui mercati internazionali» hanno spiegato dal Salone. Inoltre, è stata firmata la convenzione quadro MAECI- FederlegnoArredo per promuovere e sostenere iniziative per il rafforzamento della proiezione internazionale del design italiano.
Salone Ambasciatore
Un gesto che avvia anche una nuova fase di collaborazione - si è detto ancora - tra il Salone del Mobile.Milano e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sul fronte dell’internazionalizzazione. Di fatto, viene confermato «il ruolo della Manifestazione quale piattaforma per la valorizzazione delle eccellenze italiane e strumento di diplomazia economica e culturale. Un ruolo che contribuisce a rafforzare nel mondo l’immagine di un’Italia che coniuga creatività, qualità, innovazione e capacità industriale».
Fondamentale in questo percorso il supporto di Agenzia Ice, in prima fila nella promozione all’estero e nello sviluppo di progetti speciali in Cina, India e negli Stati Uniti con le tappe del roadshow internazionale di avvicinamento all'evento di Milano.
L'ha precisato anche Tajani: «Con il conferimento del titolo di “Ambasciatore del design italiano nel mondo” ho voluto riconoscere il ruolo del Salone del Mobile.Milano nel rafforzamento della proiezione internazionale del nostro Paese. Negli anni la manifestazione ha promosso a livello globale il design come elemento distintivo del Made in Italy e come fattore di sviluppo sostenibile, consolidando la reputazione internazionale dell’Italia come luogo di eccellenza creativa, produttiva e formativa in questo settore».
La presidente Maria Porro ha ringraziato per questo riconoscimento: «Questo titolo ha per noi un significato importante perché si accompagna a una visione che riconosce nel design uno strumento centrale di diplomazia economica e culturale, nonché di leva strategica per la proiezione internazionale del Sistema Paese. In questo quadro, la collaborazione con il Maeci e con Agenzia Ice si è rivelata essenziale per accompagnare con concretezza lo sviluppo dei nostri progetti nei principali contesti internazionali. È per noi, dunque, un onore e, insieme, un impegno proseguire insieme nel lavoro di sostegno alla filiera e di valorizzazione nel mondo di una delle espressioni più alte del fare italiano. Il design è industria, prodotto e progetto ma anche una forma compiuta della cultura italiana».
La convenzione quadro Maeci-Fla è stata firmata alla presenza del Ministro Tajani dal direttore generale per la Crescita e la promozione delle Esportazioni, Mauro Battocchi, e dal presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. Quest'ultimo ha osservato: «“La firma di questa convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale rappresenta un passaggio strategico per l’intera filiera del legno-arredo, nell’ottica del rafforzamento del rapporto tra istituzioni e sistema produttivo, all’interno di una strategia condivisa di promozione internazionale del Paese. Rafforzare la collaborazione con la Farnesina significa dotare le nostre imprese di strumenti ancora più efficaci per affrontare i mercati internazionali, valorizzando il design italiano come leva di sviluppo economico e culturale. È attraverso alleanze solide tra pubblico e privato che possiamo sostenere la crescita del settore, presidiando i mercati chiave e rafforzando il posizionamento dell’Italia nelle grandi sfide globali».
Milano e la Lombardia
In questo contesto, la Lombardia gioca un ruolo chiave. Ed è stato messo in luce dalle autorità regionali.
«Il Salone del Mobile, anche in questa edizione – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – conferma come Milano rappresenti il luogo in cui il contemporaneo prende forma in Italia. Non si tratta solo di un evento fieristico, ma di una vera e propria infrastruttura economica e progettuale capace di mettere in relazione visione e produzione, creatività e mercato. Questo è possibile grazie alla forza dell’intero sistema lombardo: una realtà territoriale diffusa, policentrica e fortemente connessa. La Lombardia si conferma motore principale del settore legno-arredo a livello nazionale e internazionale. Nonostante le complesse dinamiche globali, la filiera lombarda del design dimostra solidità e capacità di adattamento: il sostegno economico di Regione Lombardia alle imprese va in questa direzione, riorientando strategie verso nuove geografie e scenari emergenti come l'India».
Arredo, design, cultura: un cammino comune. L'ha rimarcato anche l'assessore regionale Francesca Caruso: «Il Salone del Mobile non è soltanto una vetrina d’eccellenza per il design, ma rappresenta anche un potente generatore di valore culturale. Questo intreccio virtuoso rafforza il ruolo della cultura come leva strategica per la promozione del made in Italy, valorizzando il nostro patrimonio creativo e favorendo nuove contaminazioni tra arte, design e innovazione. Investire in cultura significa anche sostenere la capacità dei nostri territori di raccontarsi al mondo, attrarre talenti e consolidare un’identità riconoscibile a livello internazionale».
IL VIDEO DELLA REGIONE
Novità e prossimi giorni
Il Salone significa oltre 1.900 espositori, italiani ma anche stranieri, e tanti eventi, da qui fino a Milano. A Rho tra le novità che hanno attirato l'attenzione, c'è stato Salone Raritas (padiglione 9), atlante del collectible design che ha riunito «icone curate, pezzi unici e “outsider” tra edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa» come l'hanno annunciato gli organizzatori. Venticinque espositori, un incontro di nazioni, culture e creatività.
Una prima giornata dunque di visite sotto i riflettori o silenziose, ma tutte parlano di opportunità, di speranza, di futuro, passando dalla grande tradizione scolpita nel tempo dalle aziende.
Il Salone proseguirà fino a domenica: nel weekend, sarà aperto anche al pubblico (INFO QUI).





















