Resta in carcere Gesuino Corona, il cinquantenne varesino arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese per l’omicidio di Enzo Ambrosino, il 30enne morto nella notte tra venerdì e sabato al culmine di una rissa a Induno Olona.
Nella mattinata di oggi, è arrivata dal gip la convalida dell’arresto con l'accusa di omicidio volontario e la conferma della custodia cautelare in carcere. La difesa del cinquantenne, l’avvocato Domenico Margariti, aveva chiesto la disposizione dei domiciliari, da scontare nella casa dei genitori di Corona, in Sardegna: richiesta che è stata respinta dal magistrato.
Il gip di Varese, come hanno reso noto i carabinieri in una nota, ha confermato la sussistenza dei gravi indizi in carico all’indagato sia in ordine al reato di omicidio che alla partecipazione della rissa aggravata. Nella circostanza, il giudice, valutata nel complesso la questione, ha quindi deciso di emettere la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto autore dell’omicidio.
Le serrate ed immediate indagini esperite dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Varese, coordinate dalla Procura di Varese, avevano consentito di individuare plurimi e gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di omicidio nei confronti dell’italiano fermato.
Intanto nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Ambrosino, raggiunto durante la colluttazione da un profondo fendente al fianco: l’esito dell’esame autoptico, che oltre a identificare la cause della morte dovrà chiarire se la vittima ha subito lesioni anche una volta finito a terra dopo essere stato ferito.
In seguito alla rissa, lo ricordiamo, oltre a Gesuino Corona sono stati arrestati dai carabinieri, per rissa aggravata, anche il padre del trentenne ucciso, Gennaro Ambrosino, e il figlio di Corona, Dimitri, il giovane che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aveva con la vittima un debito di circa 250 euro. Denaro che sarebbe stato alla base del dissidio sfociato poi tragicamente nel sangue sull'asfalto di via Porro.




