Metti un sabato pomeriggio di primavera a parlare di giovani e futuro, a trovare spunti comuni. Si può, con un pubblico vario e attento, quando si uniscono diverse forze e istituzioni, diversi punti di vista: in una parola, fare rete. Così alla prima tappa degli eventi di Area Giovani per festeggiare i 10 anni (e gettare le basi per i prossimi, LEGGI QUI), avvenuta alla Liuc, si è respirato un intento comune: quello appunto di non lasciarsi frenare dalle ombre, presenti ma anche amplificate, di questi tempi e di vedere ciò che si può fare insieme.
"Costruire il futuro: giovani, lavoro e università nell'Italia che cambia" era il titolo del dibattito all'università Carlo Cattaneo di Castellanza, dove il sindaco Cristina Borroni e il rettore Anna Gervasoni hanno dato il benvenuto a due ministri, Giancarlo Giorgetti e Andrea Abodi, al delegato all'Education e Open Innovation di Confindustria Riccardo Di Stefano. Erano presenti anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente della Commissione Welfare della Regione Emanuele Monti, dal territorio i sindaci Emanuele Antonelli, Andrea Cassani e Marco Scazzosi (quindi Busto, Gallarate e Marnate).
Inizia qualcosa di nuovo
Non mera celebrazione, appunto, lo ribadiscono sia Alessio Gasparoli sia Luca Signorini (rispettivamente presidente onorario e presidente di Area Giovani): si ripercorre il cammino del sodalizio nato dal «desiderio di capire di più», ma «oggi è l'inizio di qualcosa di nuovo». Il futuro, appunto: un interrogativo, quello posto dall'associazione castellanzese, che ha chiamato a rapporto tutto il territorio. Nel dibattito, moderato dal direttore di Rete55 Matteo Inzaghi, si è cercato di mettere a fuoco ciò che oggi serve e si semina per quell'avvenire. Non un distaccato costruire per i giovani, ma con loro.
Il rettore Anna Gervasoni sottolinea: «Liuc appena mi sono insediata ha creato un ufficio solo di giovani ricercatori, trasversali, bravissimi. E contano anche le competenze trasversali, bisogna avere buona confidenza tecnologia, ma anche saper parlare in pubblico ed esercitare il pensiero critico». Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti rimarca al canto suo il valore delle relazioni verticali e orizzontali. Sul primo fronte, «avere un maestro, che motivi, vale per qualsiasi dimensione della vostra vita - continuando - È fondamentale trovare dei buoni esempi, che vi guidano e vi ispirano come comportarsi in modo corretto».
Dalle Finanze allo Sport, il ministro Abodi conduce sul terreno di un altro tema chiave, quello della sconfitta, che ad esempio nel fronte dell'economia può essere fallimento. Fallimento, non disastro, scacco matto, bensì occasione di mettersi alla prova. Senza minare la fiducia, al contrario è la base del patto tra generazioni.
«Dobbiamo ricostruire un rapporto nuovo e sano tra i giovani e il lavoro - osserva Di Stefano - se vogliamo che la nostra storia imprenditoriale e il grande valore della manifattura espresso dal dopoguerra in poi venga preservato e se possibile valorizzato. L'investimento sui giovani è quello più fruttuoso che possiamo fare».
Cosa dicono i numeri
Anche perché i numeri si rivelano implacabili. I giovani tra 15 e 34 anni rappresentano solo il 20,6% della popolazione (il dato si riferisce al 2025) e secondo le proiezioni Istat nel 2070 scenderanno al 18,6%. Ciò che significa che entro il 2040 perderemo 5 milioni di persone in età lavorativa. «Non possiamo permetterci di sprecare talento. Il mismatch resta elevato: quasi un’impresa su due fatica a trovare profili adeguati e quasi il 70% segnala difficoltà soprattutto sulle competenze tecniche» ha dichiarato Di Stefano. Che ha rammentato dei fattori chiave per venire incontro alle nuove leve: orientamento, valorizzazione delle professionalità tecniche, necessità di fare sistema, rendere più semplice ai giovani il mestiere di fare impresa con educazione e accesso ai capitali.
Sono tanti i temi che si affacciano, ai nostri tempi: inverno demografico, sì, ma anche transizione energetica, intelligenza artificiale che sia alleata, non sostituta. Questi ragazzi vanno formati, è giusto e opportuno che vivano un'esperienza all'estero e la Liuc è fortemente impegnata - ricorda il rettore - su questo versante, ma «dobbiamo fare anche uno sforzo incredibile per tenervi qua, in Italia». Andare, tornare, formare, migliorare il proprio Paese, il proprio territorio.
Maestri e futuro
Non ci sta a soffermarsi troppo sulle ombre, sul finale, nemmeno il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Ci stiamo impegnando tanto sulla formazione e in Lombardia le cose stanno andando ancora bene. I giovani affrontano una complessità di problemi maggiore, ma anche hanno maggiori opportunità».
E siccome Giorgetti ribadisce che servono esempi e maestri, come spesso accade è guardando indietro, a chi ci ha preceduto, che possiamo trarre ispirazione per un futuro che sia positivo e stimolante. Così cita Luigi Einaudi (il presidente che rese omaggio anche al nostro pioniere dell'export Enrico Dell'Acqua): «Il nostro paese ha bisogno che i possessori del capitale non ozino, contenti del quattro per cento fornito dai titoli di consolidato o dai fitti terrieri, garantiti dal dazio sul grano, ma si avventurino in intraprese utili a loro ed alla nazione intiera. Il paese ha bisogno che le classi dirigenti non continuino ad avviare i loro figli alle carriere professionali e burocratiche, già ingombre di aspiranti insoddisfatti, ma li avviino alla fortuna sulla via delle industrie e dei commerci».
Scritto ieri, attuale oggi e base per domani.



















