Territorio - 09 aprile 2026, 08:28

Marta Colombo giovane fotografa per passione a Besozzo: «Mi piace dare valore ai piccoli istanti»

Un paese di fotografi amatoriali, quello attraversato dal fiume Bardello. Oggi intervistiamo la più giovane del "gruppo", la trentenne Marta: «Fotografare, per me, significa osservare il mondo con attenzione e sensibilità, un linguaggio attraverso cui comunicare ciò che a volte le parole non riescono a dire, per cogliere l’essenza di una scena, di una persona o di un’emozione»

Marta Colombo in azione con la sua inseparabile macchina fotografica

Marta Colombo in azione con la sua inseparabile macchina fotografica

Besozzo paesi di fotografi, di ogni età e stile, capaci di catturare con i loro scatti le bellezze del paese, quelle naturali legate al lago, al fiume Bardello e alle colline e quelle storiche, ma anche ritrarre volti e situazioni da mettere poi a disposizione dei loro concittadini. Fotografi non per professione ma per passione, capaci con le loro foto anche di andare oltre i confini besozzesi, sempre con "gentilezza".  

Dopo aver intervistato in passato il decano Gianni Fidanza (LEGGI QUI), Giorgio Cassinari (LEGGI QUI), Angela Garro (LEGGI QUI) e con un pensiero commosso rivolto a Giancarlo Tiranti, che ci ha lasciato troppo presto (LEGGI QUI), oggi ascoltiamo la testimonianza della più giovane del "gruppo" con i suoi 30 anni, Marta Colombo

Marta come è nata la tua passione per la fotografia?

La mia passione è nata in modo spontaneo quando ero alle superiori, quasi per curiosità. All’inizio scattavo senza pensarci troppo, ma col tempo ho iniziato a rendermi conto che attraverso le immagini riuscivo a raccontare emozioni e momenti che altrimenti sarebbero andati persi. Con il tempo ho iniziato a guardare le immagini in modo più profondo, cercando non solo di documentare, ma di raccontare emozioni, storie e prospettive personali. È diventata così un linguaggio attraverso cui comunicare ciò che a volte le parole non riescono a dire.

Per te cosa significa fotografare? 

Fotografare, per me, significa osservare il mondo con attenzione e sensibilità. È un modo per dare valore anche ai piccoli istanti, per cogliere l’essenza di una scena, di una persona o di un’emozione. Non è solo scattare una foto, ma interpretare la realtà, scegliere cosa mostrare e come farlo. È un atto creativo che unisce tecnica e sentimento.

Cosa consiglieresti ad un tuo coetaneo che vorrebbe avvicinarsi all'arte fotografica?

Consiglierei prima di tutto di essere curioso e di sperimentare senza paura. Non serve avere grandi attrezzature, basta anche un semplice telefono: con mezzi semplici si possono creare immagini significative. La cosa più importante è allenare lo sguardo, osservare la realtà con attenzione e cercare di raccontare qualcosa di personale. E poi praticare, praticare e ancora praticare: la fotografia è un percorso continuo di crescita, fatto di tentativi, errori e scoperte.

Claudio Ferretti

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