Ritorna la stagione delle belle e lunghe giornate di sole e con essa e come da tradizione con le festività pasquali, riparte a pieno regime anche l’attività degli agriturismi della provincia di Varese. Aumenta anche sul nostro territorio, di anno in anno, il numero di turisti sia italiani che stranieri che sceglie questa formula di soggiorno per weekend e vacanze nella natura.
Nel Varesotto la diffusione e l’attività degli agriturismi è sempre più florida e realtà come Agriturist hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo e alla valorizzazione del settore, aiutato dalla domanda dei viaggiatori che prediligono il turismo lento, fatto di esperienze autentiche e a contatto con la natura.
«Il nostro territorio - spiega Giuliano Bossi, direttore di Confagricoltura Varese - è ricco di laghi, colline e aree verdi e si presta in modo naturale allo sviluppo del turismo rurale». La provincia di Varese è caratterizzata da un’altissima concentrazione di percorsi ciclopedonali, sentieri naturalistici e itinerari enogastronomici che contribuiscono a rendere l’offerta agrituristica ancora più attrattiva, valorizzando al contempo le produzioni locali e il paesaggio. L’agriturismo si inserisce in modo ottimale in questo panorama poiché e nella sua natura la caratteristica di connettersi con il territorio.
Il settore deve però fare i conti con un quadro normativo lombardo estremamente rigoroso che, pur tutelando la qualità e prevenendo la concorrenza sleale, rischia talvolta di frenare il dinamismo delle realtà più piccole.
«Il settore agrituristico varesino gode di un posizionamento solido e di una domanda in forte crescita, ma per trasformare queste opportunità in uno sviluppo strutturale è indispensabile ridurre drasticamente gli oneri amministrativi che pesano sulle spalle dei nostri imprenditori» prosegue Giuliano Bossi, sottolineando come la sfida del futuro risieda nel trovare un equilibrio tra la necessaria autenticità rurale e una flessibilità burocratica che permetta alle imprese di evolversi in un mercato sempre più competitivo. «Tra i punti più critici - spiega il direttore di Confagricoltura Varese - troviamo la gestione dei costi energetici e la reperibilità del lavoro stagionale, fattori che incidono pesantemente sulla marginalità delle strutture e che richiedono interventi politici mirati sia a livello nazionale che regionale».
Bossi evidenzia anche la necessità di un piano di promozione solido e ben strutturato. «Dobbiamo instaurare un percorso unitario che includa l'ospitalità, le eccellenze enogastronomiche nostrane e la bellezza del paesaggio del varesotto per intercettare un turismo internazionale sempre più consapevole e orientato alla qualità».




