Politica - 01 aprile 2026, 20:02

Ferrara (M5S): “Il disagio giovanile ci interroga tutti. Famiglia, scuola e comunità tornino a essere punti di riferimento autorevoli”

Il deputato del Movimento 5 Stelle: "La politica deve tornare ad avere una capacità fondamentale: saper ascoltare"

Ferrara (M5S): “Il disagio giovanile ci interroga tutti. Famiglia, scuola e comunità tornino a essere punti di riferimento autorevoli”

“Il disagio giovanile non può essere letto come un fenomeno isolato, né tantomeno come una semplice emergenza da affrontare solo quando esplode. È invece il segnale profondo di un passaggio storico complesso che la nostra società sta vivendo e di cui, troppo spesso, non comprendiamo ancora fino in fondo la portata, soprattutto nei processi di costruzione della personalità, dell’identità e delle relazioni”.

Lo dichiara l’On. Antonio Ferrara, deputato del Movimento 5 Stelle, a margine della conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei Deputati, organizzata insieme alla collega Ascari, per la presentazione del libro “Il disagio giovanile” di Valentina Reggiani.

“Viviamo un tempo in cui molti punti di riferimento tradizionali si sono indeboliti. I ritmi della vita quotidiana, le pressioni sociali, l’isolamento, il peso dei modelli distorti che circolano anche attraverso i social, hanno inciso profondamente sui rapporti familiari, sul tempo dedicato all’ascolto, sul dialogo tra genitori e figli. Eppure è proprio lì, nella qualità della relazione, che si gioca una parte decisiva della crescita dei più giovani”.

Secondo Ferrara, il punto centrale è recuperare una funzione educativa fondata non sull’imposizione, ma sulla credibilità degli adulti: “I figli non hanno bisogno di autoritarismo. Hanno bisogno di autorevolezza, ma anche di empatia e sensibilità. Hanno bisogno di adulti presenti, coerenti, capaci non solo di indicare una strada, ma di comprendere davvero le fragilità che stanno vivendo. E questo stesso approccio deve essere rafforzato anche nella scuola, nelle associazioni sportive, nei luoghi di aggregazione, affinché il minore possa crescere in un clima armonico, dentro un dialogo coerente, in una comunità che non lasci soli i ragazzi nel momento più delicato della formazione del sé e della personalità”.

“Un ragazzo o una ragazza – prosegue Ferrara – ha bisogno di essere ascoltato davvero. Ha bisogno di poter parlare senza sentirsi giudicato. Ha bisogno di figure di riferimento che sappiano accompagnarlo nel percorso di crescita con attenzione, rispetto e sensibilità. Quando questo manca, il disagio si insinua nel silenzio. E quando il silenzio prende il posto della relazione, allora il rischio è che la fragilità si trasformi in smarrimento”.

Il deputato sottolinea anche il ruolo della politica: “La politica deve tornare ad avere una capacità fondamentale: saper ascoltare. Non come troppo spesso accade, quando su temi delicati – penso ad esempio al dibattito sul consenso informato – si procede senza un reale confronto con i giovani e senza un coinvolgimento serio di chi lavora ogni giorno sul campo. Non si può decidere dall’alto su questioni che riguardano direttamente la crescita, la libertà e la consapevolezza delle nuove generazioni”.

“Serve invece un confronto strutturato con educatori, psicologi, operatori sociali, associazioni e realtà territoriali. Perché chi vive quotidianamente queste fragilità ha strumenti, competenze e sensibilità che la politica deve saper valorizzare, non ignorare”.

Comunicato Stampa


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