Calcio - 30 marzo 2026, 07:46

Buon compleanno, mitico "Papo": come facciamo a non volerti bene? Gli auguri a un grande papà di Andrea e Laura e quelli del nipote Stefano per un nonno speciale

Oggi Silvio Papini compie 76 anni e noi gli facciamo un meritatissimo regalo grazie alle parole delle persone a cui vuole bene. Uomo di lago, capace di spendersi per gli altri senza chiedere nulla, simbolo di onestà e correttezza, è ricompensato dall'affetto di chi lo conosce. Per noi sarebbe il presidente ideale del Varese

Silvio Papini insieme al nipote Stefano sulla panchina del Franco Ossola e, sotto in gallery, sempre con il nipote e Tripoli, poi con i figli Laura e Andrea qualche anno fa naturalmente nel suo stadio

Silvio Papini insieme al nipote Stefano sulla panchina del Franco Ossola e, sotto in gallery, sempre con il nipote e Tripoli, poi con i figli Laura e Andrea qualche anno fa naturalmente nel suo stadio

Come si fa a non voler bene a Silvio Papini?

La sua capacità di spendersi per gli altri, forse, non gli ha fatto ottenere titoli o meriti che merita e che arrivano solo quando te li vai a cercare (per noi, da anni, è l'ideale presidente del Varese), ma gli ha concesso qualcosa di ben più puro e grande, che non si quantifica e non si misura: l'affetto e l'amore delle persone che lo circondano.

Uomo di lago, passione al potere, ombra silenziosa biancorossa (ma ombra alla luce del sole), bandiera capace di vivere in mezzo alla gente e capace di sorridere anche nei momenti di bui: oggi, lunedì 30 marzo, Silvio spegne 76 candeline. Nato a Cellina, frazione - ovviamente - di Leggiuno il 30 marzo 1950, a Varese per tutti è "Papo", mentre sul suo lago è chiamato sin da bambino "Sisso". 

A fargli gli auguri attraverso VareseNoi sono i suoi figli Andrea e Laura ed il nipote Stefano.

«Da piccolo non vedevo l'ora che spuntasse fuori da scuola per venirmi a prendere perché con lui tutto mi sembrava bello, leggero e facile anche quando non lo era - dice Andrea - Papà non si è mai permesso di ricorrere a raccomandazioni con qualche allenatore o direttore sportivo perché mi facesse giocare e questo dice tutto di lui. "Un padre non raccomanda il figlio. Dimostra il tuo valore e studia, trova un'occupazione perché non si vive solo sognando di diventare calciatore"». Un padre come lui, al massimo, ti porta a vedere il Varese e l'Inter, vero Andrea?

«Papà mi ha trasmesso i valori dell'onestà, della correttezza e del rispetto della parola data ma, soprattutto, la capacità di voler bene alle persone» aggiunge Andrea.

Laura ha un ricordo di papà Silvio legato ai tempi dell'asilo: «Si fermava tutte le mattine a comperare la focaccia, che poi mangiavamo in macchina insieme ascoltando la canzone "1950" di Amedeo Minghi - dice - Poi c'è il lago a Reno, da sempre il suo habitat naturale. Quante volte abbiamo giocato su quella meravigliosa spiaggia con vista sulle Isole Borromee. Papa è il mio secondo cuore».  

Infine c'è "Stefanino", cocco del nonno: «È sempre stato presente, mi ha consigliato e sostenuto sin da piccolo, quando ho iniziato a giocare a pallone. Sono mancino come nonno Silvio, ma faccio il portiere con quella passione, quella determinazione e quell'amore per questo sport che mi ha sempre trasmesso. Cerco di migliorarmi grazie ai suoi insegnamenti. Il nonno, poi, mi ha trasmesso la passione per i colori nerazzurri e grazie a lui ho avuto anche la fortuna di conoscere qualche campione del mondo». 

«Vero calciatore, bravo dirigente ma, soprattutto, nonno eccezionale»: buon compleanno, inimitabile Papo.

Claudio Ferretti - Andrea Confalonieri


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