“Il Governo ha raggiunto un livello di contraddizione difficilmente spiegabile: da una parte parla di sicurezza energetica, dall’altra svende le riserve di gas italiane per fare cassa nel breve periodo. E a pagare saranno cittadini e imprese, anche nel nostro territorio”. Così l’On. Antonio Ferrara (M5S), intervenuto in Commissione Attività Produttive sul DL Bollette, dopo la bocciatura dell’emendamento 9.3 che chiedeva di non utilizzare il gas nazionale come leva finanziaria ma di mantenerlo come riserva strategica.
“Dopo aver respinto le nostre proposte per ridurre davvero le bollette – più rinnovabili, meno oneri – oggi la maggioranza ha fatto un passo ancora più grave: ha scelto di mettere sul mercato una risorsa strategica in un contesto internazionale estremamente instabile”.
Ferrara richiama anche i dati economici: “Non lo diciamo noi, lo dice Confindustria: con uno scenario di crisi internazionale prolungata, già dopo un mese si vedono effetti negativi sul PIL; con 4 o 9 mesi si entra in una fase di recessione accompagnata da inflazione elevata. E davanti a questo scenario, il Governo cosa fa? Consuma oggi le riserve che servirebbero domani”.
“È una scelta che colpisce direttamente territori produttivi come il Varesotto, dove PMI, industria e filiere energivore hanno bisogno di stabilità e costi certi. Qui invece si alimenta l’incertezza”. Poi l’affondo: “Ancora più surreale è che tutto questo avvenga mentre la Presidente del Consiglio vola in Algeria per parlare di approvvigionamenti di gas. Da una parte si compra, dall’altra si vende: più che una strategia energetica, sembra una partita improvvisata”.
“Il problema non è solo che non si parlano tra loro. È la superficialità con cui affrontano un tema centrale per il futuro del Paese”.
Ferrara conclude: “Questo non è governo del fare. È il solito gioco delle tre carte: si incassa oggi e si scarica il problema su famiglie e imprese domani. Ma le imprese di Varese e i cittadini non possono permetterselo”.




