Imprese all'avanguardia, che innovano sempre (alcune da secoli), quelle della nostra provincia. Ma questo nuovo si traduce in prodotti, processi e anche mercati. Cosa serve per rafforzare l'export, strada chiave della nostra economia? La fiducia e viene in aiuto un'iniziativa costruita insieme alla diplomazia: la prima tappa del roadshow di Confindustria Lombardia e Corpo consolare di Milano e della Lombardia “Impresa e Diplomazia nei territori lombardi”, organizzata in collaborazione con Confindustria Varese, ospitata oggi dalla Liuc a Castellanza.
«È importante perché esportiamo il 40% del valore aggiunto - sottolinea il presidente di Confindustria Varese Luigi Galdabini - e può incrementarsi. Fondamentale è che ci siano conoscenza e fiducia tra le parti, gli imprenditori e i clienti e rappresentanti».
L'iniziativa
Ma in cosa consiste il roadshow? Si tratta di quattro tappe organizzate in altrettanti territori della Lombardia. Obiettivo, favorire incontri mirati tra imprese lombarde e i Paesi ritenuti strategici. In questo modo si gettano le basi per opportunità di dialogo e cooperazione, il tutto in modo concreto. Ogni tappa permette di approfondire una filiera produttiva strategica per il territorio che la ospita: qui lo sguardo si è puntato sul tessile. Stati Uniti, Germania, India, Emirati Arabi Uniti, Francia, Canada, Brasile, Spagna, Cina e Arabia Saudita i mercati coinvolti, in base all’Indagine Internazionalizzazione di Confindustria Lombardia.
«Con questa iniziativa Confindustria Lombardia mira non solo a presentare le specializzazioni produttive dei nostri territori al Corpo consolare, ma anche favorire dialogo e cooperazione al fine di dare sicurezza e stabilità a chi investe - ha detto il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini - La complessità del contesto globale impone infatti una strategia su più livelli il cui fulcro sono gli accordi di libero scambio: aprono l’accesso a mercati strategici, rafforzano la cooperazione e contribuiscono a bilanciare dinamiche geopolitiche. In questo senso, l’accordo con il Mercosur e la chiusura del negoziato con l’India sono fondamentali». Si porta avanti quest'azione, forti del nuovo record segnato dalla Lombardia lo scorso anno: export per 167 miliardi di euro (contro i 164 miliardi nel 2024).
Fiducia è parola pronunciata anche dalla Decana del Corpo consolare di Milano e della Lombardia, Veronica Crego, che tra l'altro ha citato le origini varesine della famiglia. «Oggi l’internazionalizzazione implica la capacità di posizionarsi in modo qualificato all’interno delle catene globali del valore - ha osservato - In questo contesto, il tessile tecnico si configura come una delle espressioni più avanzate della capacità lombarda di integrare innovazione e manifattura. Iniziative come il Roadshow del Corpo Consolare, sviluppato in sinergia con Confindustria Lombardia, contribuiscono a rafforzare un dialogo strategico tra il sistema imprenditoriale e le rappresentanze internazionali accreditate in questa Regione»·
È intervenuto inoltre Raffaele Cattaneo, sottosegretario con delega Relazioni Internazionali ed Europee Regione Lombardia, certo dell'influsso che può esercitare un'iniziativa come questa: «Mi fa particolarmente piacere che questo roadshow inizi da Varese, il mio territorio, che negli ultimi tempi ha dimostrato grande capacità di operare sui mercati internazionali, raggiungendo nel 2025 un export complessivo di oltre 14 miliardi di euro, con un incremento del 21,75% rispetto all’anno precedente. Sono certo che questa giornata rappresenterà un’importante occasione per sviluppare nuove forme di collaborazione e di crescita condivisa, ancora più preziosa alla luce delle tensioni che attualmente interessano le relazioni internazionali».
Il "segreto" del territorio è ribadito dal presidente Galdabini: «Ciò è frutto di un saper fare industriale diffuso, con cluster forti in diversi settori produttivi, sia storici, sia emergenti. Tra questi spicca sicuramente il comparto tessile, di cui Varese esprime uno dei principali distretti in Italia. Il tessile è solo apparentemente un settore maturo. Le imprese varesine di questo comparto stanno dimostrando importanti doti di interpretazione delle principali trasformazioni in atto: digitali, sociali e ambientali. Gli investimenti in tecnologia e sostenibilità di molte imprese tessili del Varesotto stanno spingendo nuove specializzazioni, come quella nel tessile tecnico che vanta applicazioni con sbocchi in diversi altri ambiti manifatturieri. Lato buyer, i più interessanti in termini di sviluppo sono quelli della difesa, dello sport, del medicale, dei trasporti, in primis automotive, nautica, aerospace».
Lo raccontano gli stessi dati, menzionati da Paola Margnini, coordinatore dell'Area Centro Studi di Confindustria Varese. L'innovazione avviene oggi, ma non solo: è attitudine fin dai primi passi delle imprese tessili. E gli imprenditori non hanno mai avuto paura di prendere la valigia in mano e partire, se c'è bisogno. Cosa che si fa anche adesso, in un mondo certo che cambia più rapidamente e nel segno dell'incertezza.
Le esperienze
Ecco dunque l'affascinante viaggio nel viaggio: ovvero nel Tessile e Abbigliamento della nostra provincia. Detto in cifre, 1.323 unità locali e 10.680 addetti (dati 2023 che comprendono il meccanotessile), esportazioni pari a 1,2 miliardi nel 2025 (+25,6%), saldo commerciale positivo di 663 milioni di euro, con un +47% nell’ultimo anno (anche in questo caso il dato è relativo al settore tessile-abbigliamento).
Il tessile tecnico cresce per il bene dell'economia, dell'ambiente, della comunità. Oggi conta (incluse le attività di finissaggio) 2.411 addetti. Un mondo in crescendo: materiali avanzati e biobased (anche per applicazioni medicali), smart textiles (con integrazioni elettroniche e sensoristiche), finissaggi di alto valore (come nanostrutture), design by circular economy. Non è mancata una prova sul campo, con la visita al laboratorio I-Fab dell’Università Liuc di Castellanza.
Ricco è stato il dibattito. All’incontro, moderati dal giornalista Luca Orlando, ha preso la parola anche Anna Gervasoni, rettore Università Liuc, Andrea Bonfanti, legale rappresentante Bonfanti Borse di Gorla Minore (che ha conquistato Giappone e Corea), Davide De Gregorio, amministratore delegato Protechto di Gallarate con i suoi giubbotti airbag per la sicurezza dei lavoratori, Giorgio Ghiringhelli, docente di sostenibilità e collaboratore del Green Transition Hub Liuc, Simone Grassi, Coo Grassi SpA e Mauro Vitiello, presidente Camera di Commercio di Varese. Innovazione è attenzione all'ambiente, ma anche sociale. Con la casa circondariale di Busto la "Grassi" ha avviato un progetto importante coinvolgendo diversi attori del territorio (LEGGI QUI). Ma poi se, come si è ricordato, nei nostri armadi ci sono capi di abbigliamento per sei generazioni, c'è anche il problema delle divise dei detenuti da smaltire. Senza dimenticare la partita Comunità Energetica Rinnovabile e il MalpensaFiere SustainHubility Lab - centro di trasferimento tecnologico che testimonia la capacità di trasformare la teoria in pratica dalle aziende della provincia - citate dal presidente Vitiello.
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