La scelta dell’amministrazione di appaltare alle cooperative la gestione degli asili nido comunali Boschessa e Ferrario (leggi qui) ha provocato una levata di scudi. Dall’opposizione (leggi qui) alle famiglie (leggi qui) ai sindacati, da più fronti piovono critiche e perplessità sulla decisione del Comune.
I rappresentanti dei lavoratori, in particolare, contestano le modalità con cui si è arrivati alla delibera approvata questa settimana in giunta. «L’abbiamo saputo dai giornali», protestano, chiedendo all’amministrazione di «tornare sui propri passi e di ragionare insieme su soluzioni condivise». La questione verrà affrontata martedì sera in commissione Educazione. E c’è chi invita «educatrici e genitori a presentarsi in Comune».
Metodo contestato
«Abbiamo appreso la notizia dai giornali – fa sapere Angiolino Liguori (Csa) –. Non discuto che l’amministrazione possa prendere certe decisioni, ma discuto il metodo. Quando si fa una cosa di questo genere, è doveroso in primis avvisare le organizzazioni sindacali. Faremo un’assemblea e ribadiremo che non si agisce così. Ognuno poi si assumerà le proprie responsabilità».
Anche perché in queste ore «l’utenza si sta rivolgendo alle educatrici e coordinatrici degli asili, che non sanno cosa rispondere. Sono spiazzate. Ma questo vi sembra giusto? Se questa amministrazione si è messa in testa di escludere le organizzazioni sindacali fa un errore. A un anno dalle votazioni, è opportuna una scelta del genere?».
«All’amministrazione non frega niente dei sindacati, tanto che c’è già delibera», rincara Fausto Sartorato (Adl). Il quale invita genitori ed educatrici («C’è in ballo la loro professionalità») a partecipare a Palazzo Gilardoni alla commissione Educazione – convocata dal presidente Orazio Tallarida martedì prossimo alle 18.30 – e al Consiglio comunale in programma una settimana più tardi, il 31 marzo. «Forse così torneranno sui propri passi», auspica Sartorato.
«Apriamo un tavolo»
La richiesta rivolta al Comune è quella di discuterne insieme. «Siamo indignati di aver appreso una notizia del genere attraverso stampa – ribadisce Gianluca Firrisi (Uil Funzione Pubblica) –. L’informativa non c’è stata e non abbiamo potuto chiedere il confronto che noi pretendiamo. È una questione di rispetto per i dipendenti. Tagliare il costo del personale è sbagliato. Si tratta di un investimento che in questo caso riguarda i bambini, non è un fatto meramente economico. Siamo disponibili a incontrarci: chiediamo all’amministrazione di tornare sui propri passi e di istituire un tavolo per arrivare a soluzioni condivise».
«Se si affida il servizio al privato che deve guadagnare – insiste Antonio Durante (Uil Funzione Pubblica) il prezzo lo pagheranno lavoratori e bambini. Stiamo ragionando sul futuro di questo Paese».
Il ruolo delicato delle educatrici
Massimo Desiante (Uil) guarda oltre i «tecnicismi» per concentrarsi sul «lato umano»: «Quando mia figlia ha cambiato maestre alle elementari, non voleva più andare a scuola».
Ecco allora che Francesca Giannuzzi, da coordinatrice di una scuola dell’infanzia prima ancora che da delegata del Csa, fa notare che «i genitori scelgono una struttura dopo aver conosciuto le insegnanti. A settembre troveranno altre persone che, pur brave (tante di noi sono partite dalle cooperative prima dei concorsi pubblici), spesso non possono garantire la continuità educativa. Col turnover è difficile accogliere bambini e famiglie con le loro problematiche e necessità. E se un genitore non si sente sicuro, neanche i piccoli sono tranquilli».
«I bambini hanno nelle educatrici un punto di riferimento importante – rimarca Patrizia Fresta (Adl) –. Serve chiarezza, non abbiamo capito le modalità di questo passaggio». «Questo non è investimento sul futuro nostri figli», lamenta Sara Pirri del Csa.
Cislaghi rassicura le dipendenti
La delibera è stata portata in giunta dall’assessore alle Politiche educativa Chiara Colombo, ma Liguori si rivolge «all’assessore al Personale», vale a dire Mario Cislaghi: «Chiedo se fosse d’accordo con una scelta del genere».
«È una decisione collegiale decisione della giunta – ci dice Cislaghi –. Tutto il personale manterrà il lavoro, magari prendendo il posto di chi andrà in pensione. Faccio anche notare che Busto è una delle poche realtà della provincia di Varese che ha ancora asili nido e scuole materne comunali».
Se ne riparlerà martedì in commissione.




