Il caro benzina, il nucleare, Vannacci e l’inchiesta che coinvolge Andrea Dini, cognato di Attilio Fontana: è un Matteo Salvini a 360 gradi quello che nel secondo pomeriggio di oggi è sbarcato a Varese.
Doppio appuntamento per il ministro delle Infrastrutture: prima la continuazione del suo tour presso i complessi Aler, che dopo aver fatto tappa al Giambellino di Milano questa mattina, lo ha poi portato al Montello per visitare un condominio ristrutturato con fondi regionali, destinato all’edilizia popolare e alle forze dell’ordine; secondo incontro questa sera a Gallarate, alle ex Scuderie Martignoni, per l’assemblea dei militanti leghisti.
«Entro due o tre mesi saranno disponibili 65 appartamenti, con un 20% riservato alle forze dell’ordine: questo è fondamentale per legalità e sicurezza - ha detto Salvini commentando la nuova opera di via Romans sull’Isere - Per il resto entreranno famiglie che aspettavano da tempo. Io sto lavorando a un piano casa nazionale con progettazioni che voglio avviare già da quest’anno, con l’obiettivo di ristrutturare 60mila alloggi popolari. Interventi come questi, con fondi pubblici, mi riempiono d’orgoglio anche per i tempi di realizzazione. Spesso si pensa all’edilizia popolare come sinonimo di problemi. Invece il mix sociale – famiglie, forze dell’ordine, single – porta integrazione vera. I ghetti, dove si concentrano interi quartieri, non portano né integrazione né sicurezza».
Sul caro benzine: «Domani alle 15 ci sarà un incontro in Prefettura a Milano con il ministro dell’Economia Giorgetti, le principali compagnie petrolifere e le associazioni: abbiamo quasi 40 adesioni. Voglio uscire da quella riunione con soluzioni, non con analisi. Può essere il taglio delle accise, il blocco dei prezzi o un contenimento degli aumenti. Quello che non è accettabile è che famiglie e imprese paghino il prezzo della guerra in Iran con aumenti di 30, 40, 50 centesimi al litro in pochi giorni. C’è anche una componente di speculazione: chiederò ai petrolieri di fare la loro parte spontaneamente, altrimenti interverremo fiscalmente o normativamente».
Il nucleare: «Per me e per la Lega è urgente tornare al nucleare: i francesi hanno meno problemi di noi. E sarebbe opportuno anche sospendere temporaneamente le sanzioni su gas e petrolio russi, come hanno fatto gli Stati Uniti. Non si può andare avanti settimane con questo caro carburanti, perché poi l’aumento dei costi dell’autotrasporto arriva fino ai supermercati. Domani mi aspetto soluzioni concrete».
Sull’incontro di Gallarate e la politica locale: «La priorità è il referendum di domenica. In questi giorni sono stato a Bergamo, Brescia, Monza, oggi a Varese e domani sarò a Milano per incontrare sindaci e amministratori. Da ministro delle Infrastrutture, in Lombardia abbiamo 30 miliardi di cantieri aperti: penso alla Vigevano-Malpensa, attesa da vent’anni, allo sviluppo di Malpensa e alle Olimpiadi. Parliamo di territorio e di un referendum fondamentale: la giustizia così com’è non funziona e va cambiata. Poi ci occuperemo anche delle amministrative del prossimo anno: la Lega si sta preparando».
Su Vannacci: «È acqua passata. Non è il primo che prende il posto e se ne va e temo non sarà l’ultimo: purtroppo è un malcostume diffuso. Ma è un tema superato».
Sul caso di cronaca che ha coinvolto il cognato del presidente Attilio Fontana: «Non commento i cognati. C’è un’inchiesta, sono garantista e mi auguro che si dimostri innocente. Il governatore della Lombardia però si occupa del presente e del futuro di 10 milioni di cittadini, non dei cognati».











