C'è qualcosa di magico nell'aria. Non sappiamo se il Varese batterà l'Aosta e pareggerà la serie, ma sappiamo qualcosa di più: questa sera non solo i Mastini non saranno soli (non lo sono mai stati, non lo saranno mai), non solo avranno dalla loro parte un palaghiaccio sold out, non solo quando entreranno in pista saranno sommersi da una bolgia giallonera. No, nell'aria c'è quello che abbiamo già toccato con mano sabato in Val d'Aosta, qualcosa che va oltre ogni parola: la gente ci crede, e ci crede in massa. Sarà la forza di una tradizione che, da queste parti, ti fa crescere a pane e playoff, come se le partite senza ritorno fossero le "nostre" partite, sarà una sana follia che da sempre accompagna i Mastini e il loro pubblico, ma questo cuore incontenibile e gli occhi pieni di emozione di così tante persone - e forse capiterà, come ai vecchi tempi, di vedere qualche volto schiacciato oltre le vetrate del rettilineo dietro le panche puniti pur di intravedere la partita - rappresentano tutto ciò per cui vale la pena vivere accanto a questi colori.
Poi, oltre la fede, c'è la realtà. Noi crediamo che i Mastini non debbano porsi alcun traguardo, se non due: 1) vivere ogni partita della serie come se fosse una finale a sé, senza futuro. A partire da stasera. Ci sono soltanto questi 60 minuti davanti a loro e a noi, oppure 80, o magari 120, il passato non conta e il futuro si vedrà. Testa bassa, o alta, buttiamo in pista tutto ciò che abbiamo, e anche che non abbiamo, e vediamo cosa succede; 2) tornare sabato all'Acinque Ice Arena per gara 4. Perché Varese se lo merita.
La squadra - che recupera tutti, e quando diciamo tutti, forse almeno in panchina, diciamo proprio "tutti" - sa già cosa serve per riuscirci: fuoco, essenzialità, contropiede e, soprattutto, fame. Certo, quella "maledetta" prima linea aostana - Lysenko, Sukhytskyi, Nardella, Nimenko, Mc Nally - può fare gol in ogni millesimo di secondo che passerà dalla prima sirena (ma a nostro avviso quest'anno la forza della formazione di Giovinazzo è più complessiva e "spalmata" di ciò che potrebbe apparire, riguarda giovani bravissimi a cominciare da Gesumaria e De Santi, e si raduna in una parola: il gruppo), eppure il Varese non è da meno per colpi, individualità, coralità, esperienza e istinto vincente. Quindi alla fine di tutto conterà la "fame" e la voglia di andare oltre: chi ne avrà di più, ce la farà. E il pubblico, di questa fame, è l'emblema.
C'è un aneddoto che ci ha fatto diventare grandi in via Albani e che Roberto Blumer, il presidente di sempre presente a tutte le partite in piedi nell'ultima fila della tribuna con un trasporto e una passione scintillanti e purissimi, che ogni tanto viene a galla. Ed è quello racchiuso in una frase di un vecchio articolo dell'inviato a Varese del quotidiano "Alto Adige" nell'anno di grazia 1987, quello del primo scudetto, con il Bolzano che non riusciva a capacitarsi di come la sporca dozzina di Bill Purcell gli stesse strappando il tricolore: «Facciamo fatica a battere sui tasti della macchina da scrivere perché qui trema tutto, l'inferno di via Albani ha strappato al Bolzano anche il respiro». Altri tempi, stesso fuoco.
Playoff, semifinali al meglio delle cinque gare
Martedì 17 marzo, gara 2: Pergine-Caldaro (20.30, serie: 1-0), Varese-Aosta (20.30, diretta Radio Village e aggiornamenti sull'home page di VareseNoi, serie: 0-1)
Giovedì 19, gara 3: Caldaro-Pergine (20.30), Aosta-Varese (20)
Gara 1: Caldaro-Pergine 2-4, Aosta-Varese 4-3
Sabato 21, eventuale gara 4 a Pergine e Varese
Martedì 24, eventuale gara 5 a Caldaro e Aosta
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Hockey - 17 marzo 2026, 07:30
Varese, vivila come una finale. Il fuoco del Palalbani (esaurito) è con te
In una palaghiaccio sold out i Mastini alle 20.30 provano a battere l'Aosta e a rimettere in parità la serie della semifinale. Obiettivo: tornare sabato davanti al popolo giallonero. Che ci crede e riverserà in pista una passione inimitabile

Alessio Piroso nel finale incandescente di gara 1: Pizzo, portaci nel fuoco con te (foto Alessandro Umberto Galbiati)
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