Territorio - 16 marzo 2026, 14:01

Il sindaco di Brenta alla prese con la malasanità: «Una visita specialistica in provincia di Varese fissata a metà 2027. La farò a Mantova»

Gianpietro Ballardin in una lettera racconta la sua disavventura «come sicuramente sarà capitato a molta altre persone del nostro territorio»: «Ho chiesto in alternativa la disponibilità di altre province, ma nessuna aveva disponibilità prima di marzo dell'anno prossimo. L'unica nel 2026 era Mantova che ho accettato nonostante impiegherò più di sei ore di viaggio tra andata e ritorno»

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin alle prese con un caso personale di malasanità:

La povertà sanitaria ha molti volti e continua a crescere nel nostro Paese e sempre più famiglie devono rinunciare alle cure per problemi economici. Guerre, disastri ambientali, crisi finanziarie hanno allargato la forbice della disparità: un problema che incide soprattutto sulle fasce più deboli e più vulnerabili della comunità, come anziani, bambini, nuclei familiari a basso reddito.

Pur con l’incremento della percentuale che aumenta la prospettiva di vita, sempre di più vi è la certezza di dover ricorrere a cure sanitarie e assistenziali continuative come causa principale di rischio sociale. Questa esigenza pesa sulla condizione individuale e sul futuro sanitario dei cittadini italiani.

Ad aggravare una situazione di per sé già al limite si aggiungono altri fattori che portano alla rinuncia: le lunghe liste di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici; l’impedimento alla mobilità sanitaria per spostarsi in un’altra regione e accedere così a cure adeguate; la sempre più diffusa percezione di scarsa efficienza dei servizi pubblici. In Italia nel 2023 il 7,6% della popolazione ha rinunciato a curarsi

Voglio evidenziare un problema personale, che sicuramente sarà capitato anche molte altre persone, e che concretizza i dati indicati dall’ISTAT sull’abbandono di fasce importanti della popolazione nella rinuncia alle cure sanitarie.

Il medico specialistico mi ha prescritto una visita di controllo alla prostata quale elemento da tenere in considerazione specie ad una certa età della vita. Contattate le strutture regionali per la prenotazione degli esami specifici mi sento rispondere, oggi marzo 2026, che la prima disponibilità possibile a Varese è a metà dell’anno 2027.

Chiedo di verificare la disponibilità in altre strutture della Lombardia: Como, Lecco, Brescia, Bergamo e altre provincie lombarde, ma non riesco ad avere disponibilità se non dopo la metà dell’anno 2027. Quale ultima possibilità e su mia insistenza verifico la condizione di Mantova e trovo una disponibilità nel 2026 che accetto pur nella condizione di un notevole disagio in quanto dovrò impiegare, traffico permettendo, più di sei ore di viaggio in auto tra andata e ritorno.

La povertà sanitaria ha molti volti e continua a crescere nel nostro Paese e sempre più famiglie devono rinunciare alle cure per problemi economici e si concretizza nel non avere i soldi per acquistare un farmaco, non poter pagare una visita specialistica o un accertamento diagnostico.

La sanità pubblica italiana, un tempo modello di equità e accessibilità, si trova oggi sotto attacco nella pressoché indifferenza generale che non sviluppa le fondamentali battaglie per una sua concreta difesa. Il nostro sistema sanitario rischia sempre di più di essere trasformato in un mercato controllato, da grandi multinazionali, dove il profitto prevale sul diritto alla salute.

Dobbiamo ricordare a tutti noi che la sanità pubblica non è un privilegio, ma un bene comune da preservare. Non lasciamo che interessi economici distruggano ciò che generazioni hanno costruito con fatica e impegno. Ma soprattutto dobbiamo, in una fase difficile come quella che sta vivendo l’Italia, ricordare quali sono i valori fondanti della nostra nazione nel campo sanitario: quali l’equità, l’uguaglianza e l’universalità.

Questi valori hanno garantito, sino ad oggi, l’accesso alle cure sanitarie a tutta la popolazione, senza discriminazioni di reddito, residenza o altre condizioni personali o sociali. Oggi purtroppo non è più così. L’amara verità è che se hai i soldi ti puoi curare altrimenti entri in quel circuito di persone che pur volendo devono rinunciare alle cure, perché non ti puoi permettere di sopportane i costi, le lunghe liste di attesa e le trasferte che ti obbligano ad una visita agli antipodi di una Regione che continua a vantarsi dei suoi sistemi efficienti nel campo sanitario.

Il Sindaco del comune di Brenta

Gianpietro Ballardin

Lettera

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