Una riforma profonda del sistema Ets e un nuovo metodo per la formazione dei prezzi dell'energia: è questa la ricetta di Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, intervenuto a margine della plenaria a Strasburgo per difendere la competitività italiana.
Secondo Salini, l’attuale struttura del mercato delle emissioni è obsoleta: "L’Ets ha una struttura vecchia di 25 anni. Se vogliamo mantenerlo, dobbiamo rivoluzionarlo per tutelare manifattura e agricoltura". Il nodo non è solo ambientale, ma geopolitico. Se Israele e Stati Uniti sono ormai autonomi dai flussi del Golfo Persico, l'Europa resta invece pericolosamente esposta ai contraccolpi sui prezzi.
"Il vero punto è la nostra scarsa capacità di risposta di fronte ai rincari — spiega l'esponente azzurro —. Dobbiamo ridefinire come si formano i prezzi dell’energia in Europa e garantire la fluidità dei flussi dallo Stretto di Hormuz». Per Salini, il sistema di calcolo europeo è «completamente sbagliato» e rischia di alimentare un circolo vizioso che affossa le imprese.
L'appello è chiaro: uscire da logiche burocratiche datate per abbracciare un modello che protegga il lavoro e l'economia reale italiana dai grandi shock internazionali.




