Varese - 10 marzo 2026, 14:03

Cinquant'anni di Beccaria: «Una storia varesina di famiglia nata in quell'appartamento nella piazza del boia...» (VIDEO)

Il centro polispecialistico compie 50 anni e rinsalda le radici di una storia che unisce senso di appartenenza e amore per la propria terra con il presente e il futuro. L'ad Claudio Pucci di fronte a una foto di piazza Beccaria con i ciclisti della Tre Valli: «Nei locali sopra all'attuale Buosi papà Remo e i suoi due soci decisero di fare qualcosa per la salute dei varesini». Samuele Corsalini: «Lì ai tempi entrava in azione il boia... il nome di oggi lo si deve a Cesare Beccaria e al suo "Dei delitti e delle pene" contro la pena di morte. Un fil rouge tra sanità e Beccaria è sempre esistito». Il direttore sanitario Giulio Clerici: «Grazie alla medicina sportiva ci siamo fatti voler bene anche da tante squadre e atleti. Quella volta che Florenzi arrivò al bar e disse "qui si beve il miglior caffè della città"...»

Il Beccaria compie cinquant'anni: a destra il "papà" e ad del centro Claudio Pucci, a sinistra l'appuntamento di stamattina per rinsaldare radici, presente e futuro con Aldo Ossola e Giulio Clerici, direttore sanitario della struttura

Il Beccaria compie cinquant'anni: a destra il "papà" e ad del centro Claudio Pucci, a sinistra l'appuntamento di stamattina per rinsaldare radici, presente e futuro con Aldo Ossola e Giulio Clerici, direttore sanitario della struttura

Quando si fa squadra, e nella squadra ci sono varesinità, bravura e familiarità, nascono storie come quella del Beccaria. Che compie 50 anni a modo suo, seguendo le orme di chi l'ha portato fin qui e aprendo con immaginazione e visione una strada che, pur rimanendo nel solco dove affondano le sue radici, porterà un giorno a festeggiare 100 anni circondati dallo stesso profumo racchiuso in poche parole. Queste: l'amore per Varese e il senso di appartenenza a questa terra.

«Tutto nasce da qui» dice Claudio Pucci nel giorno dell'abbraccio agli amici radunati nel padiglione centrale del centro polispecialistico di Casbeno. Il "qui" è una fotografia in bianco e nero di piazza Beccaria - il luogo da cui prende il nome questa famiglia della sanità varesina - percorsa dai ciclisti della Tre Valli, sorvegliati alle loro spalle dall'appartamento al piano superiore dell'attuale Pasticceria Buosi dove nacque la Società Semplice Laboratorio “Beccaria” grazie a papà Remo Pucci e ai soci Bruno Calegari e Graziano Azzimonti.

«Un logo semplice e familiare ci accompagna a questo compleanno perché dalla semplicità e dalla familiarità traiamo forza per restare fedeli ai nostri valori - dice Claudio, amministratore delegato e "padre" del presente e del futuro che attende il centro - Per noi 50 anni significano orgoglio: l'orgoglio di essere arrivati fin qui restando legati al nostro territorio. Questa appartenenza ci gratifica, come la consapevolezza di poter lasciare un segno nella nostra città». 

Poi, tra i molti e bellissimi aneddoti di questa mattina speciale, Claudio ne cita uno: «Sono passati esattamente 6 anni dal lockdown del Covid che ferì Varese, sembra storia passata ma per noi non lo è perché in quel momento in cui avremmo potuto defilarci o buttarci nella mischia ed essere utili alle persone, decidemmo di "esserci", investendo a testa bassa in tutti gli strumenti e nelle procedure per fare i tamponi. La motivazione non è mai stata economica: a noi interessa esserci nel momento in cui i varesini hanno bisogno. Questo spirito ci fa guardare avanti, ai prossimi 50 anni». 
 



Samuele Corsalini, conduttore della mattinata, ha rinsaldato così il legame con le origini e con "quel che non sai di Varese" e, quindi, anche del Beccaria: «Tutto nasce da piazza Beccaria che, in realtà, era piazza del Cappello perché si arrivava da Intra e ci si scambiava il cappello - le sue parole - poi la piazza acquisì il nome di oggi in onore di Cesare Beccaria e della sua opera "Dei delitti e delle pene" contro la pena di morte che, proprio qui, vedeva in azione il boia per le esecuzioni e le impiccagioni». Ecco quel fil rouge tra sanità e Beccaria scritto nel destino e nella storia.

 



Il futuro? «Tutto cambia velocemente, difficile immaginare i prossimi cinquant'anni - dice Pucci - Viviamo più a lungo, ma non necessariamente viviamo meglio: a 55 anni il 50% della popolazione italiana ha una patologia cronica, una percentuale che a 75 anni sale al 90%. Si passa da una domanda di salute passiva ad una attiva, con le persone molto più informate. Nasce una filiera industriale ed economica a supporto dell'invecchiamento, cambia il sistema del welfare e, quindi, noi guardiamo avanti seguendo le linee guida di quattro pilastri che vanno oltre la cura e le diagnosi, pilastri chiamati prevenzione, innovazione, tecnologia e ricerca. Così anticipiamo e immaginiamo il nostro futuro».

Un futuro che parte dalla propria identità, ma anche dall'oggi: il centro in un anno ha fornito cure a 200 mila pazienti, occupa 250 collaboratori e si sviluppa su 50 branche specialistiche e su 5 mila metri quadrati, 3 padiglioni a Casbeno e a Bobbiate, 17 punti prelievo in provincia, 60 mila esami di diagnostica, 65 mila visite specialistiche e 1,1 milioni di esami all'anno in una struttura accreditata al sistema sanitario nazionale dal 2000 («I posti come sappiamo sono limitati e contingentati, quindi l'accesso tramite sistema sanitario è gioco forza calmierato con liste di attesa a volte lunghe»), convenzionata con le maggiori assicurazioni e legata a partnership aziendali e sportive, dal Milan alla Pallacanestro Varese e ai Mastini dell'hockey, ma anche al canottaggio e al ciclismo, vere eccellenze varesine che hanno visto la presenza in sala questa mattina, tra gli altri, di Pierpaolo Frattini, Renzo Oldani, Carlo Bino, Max Ferraiuolo e Aldo Ossola

«Chiacchieravo con il fondatore Remo Pucci davanti a una bottiglia di Moscatino... - il toccante ricordo del "von Karajan" del basket varesino e mondiale - La medicina sportiva ha fatto passi da gigante, dagli esami del sangue al dispensario in via Bernardino Luini a quelli di oggi qui al Beccaria è passata una vita... Adesso al minimo infortunio gli atleti si fermano, noi andavamo avanti a giocare anche con le dita rotte. Mangiavamo filetto con risotto a mezzogiorno prima della partita, così capitava di andare in campo con un peso sullo stomaco. Eppure giocavamo e vincevamo».

Aldo Ossola, ovvero sport allo stato puro, e Giulio Clerici, maestro della medicina sportiva e direttore sanitario del Beccaria. Che tocca lo spirito autentico del centro: «La sanità oggi prova a essere fagocitata dai grandi gruppi, mentre il Beccaria resta una famiglia varesina che si è buttata in questo mondo partendo da un piccolo appartamento e arrivando a creare una struttura eccezionale. Da piccolo mia mamma mi diceva "fai il bravo, se no ti porto al Beccaria a fare il prelievo..." perché già allora il centro era una seconda casa per i varesini.  Oltre a fornire una serie di servizi in tutti i campi, grazie alla parte sportiva ci siamo fatti voler bene anche da tante squadre e atleti che hanno scelto noi». 

Poi, l'aneddoto degli aneddoti: «Già anni fa qui arrivavano i primi giocatori del Milan per le visite mediche - ricorda Clerici - Una volta venne Florenzi a cui, dopo la visita, dissi: "Flo, passa dal nostro barista Aldo che è un super tifoso rossonero". "Flo" allora entrò al bar da Aldo usando queste parole: "Mi hanno detto che qui fate il miglior caffè di Varese...". L'anno scorso quando si è ritirato,  Florenzi - che si sposta tra Milano e Roma - ha scelto di tornare qui per un'ultima visita, il più bel riconoscimento per il nostro approccio familiare che sa far breccia anche tra sportivi famosi. Il Beccaria è una famiglia che gestisce un pezzo di sanità importante sul territorio e che resiste e investe sulla nostra terra».

Una famiglia che l'artista Ana Elena Sasu, arte-terapeuta clinica, ha racchiuso in una tela con le parole e i valori del Beccaria che verrà esposta nel padiglione centrale. Perché lo spirito del posto, qui, fa la differenza. Si sente, e si vede.

 

Files:
 la storia del Beccaria (518 kB)

Andrea Confalonieri

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