«Il mio sogno? Non sogno mai cose sproporzionate rispetto al mio talento e al mio valore, dei quali sono consapevole: vorrei semplicemente continuare a lavorare per dimostrare di valere la Serie A».
La sensibilità, la modestia, la professionalità: è la piacevole scoperta di Max Ladurner, ospite ieri sera nella diciassettesima puntata stagionale de l’Ultima Contesa, il talk show di VareseNoi.it dedicato al basket.
Il lungo altoatesino, che sta provando a ritagliarsi uno spazio nelle rotazioni di coach Kastritis, ha dimostrato la fragranza del ragazzo intelligente e pieno di valori che si “nasconde” dietro il giocatore, rispondendo con grande umiltà e senso pratico a tutte le domande che gli sono state poste.
Tanti gli argomenti trattati, a partire dalla partita di domenica contro Udine e dalla crescita della Openjobmetis: «Se ci guardiamo indietro e vediamo cosa eravamo a ottobre, ci accorgiamo che il cambiamento è stato clamoroso. A inizio stagione facevamo fatica sia in difesa che in attacco, domenica abbiamo fatto vedere quanto siamo migliorati. Il coach ci ha chiesto di aggredire Udine e di far capire loro che avremmo comandato noi il gioco: così è stato. A inizio campionato sarebbe stato impensabile».
Sulle sue prestazioni: «Cerco sempre di dare energia alla squadra, che è quello che mi viene meglio. Con coach Kastritis abbiamo un ottimo rapporto: io lo rispetto molto e lui rispetta me. Mi ha sempre detto di cercare di rimanere pronto e io ho provato a farlo. E allora ogni giorno vado all’allenamento con l’obiettivo di “rubare” qualcosa, da Tazé (Moore), da Nate (Renfro), da Olivier (Nkamhoua) e di imparare, facendo più esperienza possibile per poter poi davvero dare il mio contributo».
Su come “resistere” senza giocare: «Prima o poi il tuo momento arriva, l’importante è restare lì con la testa, far vedere alla società e all’allenatore che hai voglia di resistere, di andare avanti anche se le cose non stanno andando come vuoi tu. Questo è significato per esempio allenarsi nei giorni liberi dei compagni: non ho mai perso la concentrazione, non mi sono mai soffermato sul pensare alla domenica o al fatto che non giocassi. Spero che adesso ci sia più continuità nel mio utilizzo, ma io in ogni caso mi farò trovare pronto, che sia per un minuto, cinque, sette… Poi le scelte saranno dell’allenatore: se lui preferirà continuare a utilizzare Assui da 4 quando esce Renfro spostando Nkamhoua da 5, lo rispetterò».
Sul suo futuro: «Non sogno mai cose sproporzionate rispetto al mio talento e al mio valore: vorrei semplicemente dimostrare di essere un giocatore di Serie A. Varese? È ancora presto per parlare dell’anno prossimo, ma a me piacerebbe tanto restare perché qui c’è un ambiente di pallacanestro clamoroso che non trovi da nessuna altra parte in Italia. Parlerò con la società e confronteremo i nostri obiettivi reciproci».
Altri temi della puntata sono stati la lavagna tattica del match, con le mosse di Kastritis e le contromosse di Vertemati (minuto 8.55); le parole di Ladurner sullo spogliatoio biancorosso e sull’importanza di Moore (17.07 e 31.10) e i retroscena sull’ultimo timeout di Kastritis al PalaCarnera, con lo “shampoo” fatto ai suoi giocatori (18.20).
Qui sotto la registrazione integrale.




