Territorio - 09 marzo 2026, 12:32

«Il futuro del Lago Maggiore? Una mobilità più capillare, una metropolitana d'acqua»

La proposta arriva dall'associazione Lands Lake di Brebbia in occasione dei 200 anni della Navigazione del Lago: «Si tratta di ricucire il lago, di mettere in relazione le comunità, di facilitare il turismo sostenibile, di creare nuove opportunità economiche anche per la filiera del pesce di lago. Se il lago torna ad essere una infrastruttura viva, allora anche le attività tradizionali – come la pesca – possono trovare nuove prospettive»

Uno scorcio suggestivo dal lago Maggiore dal parco delle Torrazze di Laveno

Uno scorcio suggestivo dal lago Maggiore dal parco delle Torrazze di Laveno

L'associazione Lands Lake di Brebbia prosegue le iniziative sul territorio, che nello spirito di condivisione con le associazioni locali, vogliono creare la giusta sinergia per favorire lo sviluppo del territorio dal punto di vista economico, enogastronomico e culturale. Sabato mattina si è svolto all'Istituto Alberghiero Falcone di Gallarate un importante evento in collaborazione anche con Slowfood. 

«Il Lago Maggiore - spiega l'ingegner Marco Bini, segretario di Lands Lake - è un sistema molto particolare nel panorama dei grandi laghi europei. È un lago che ha mantenuto nel tempo un equilibrio delicato tra presenza umana, attività economiche e tutela ambientale. Una parte importante di questo equilibrio deriva da un elemento storico che spesso non viene ricordato abbastanza: la presenza dei diritti privati di pesca e di gestione delle acque detenuti dalla famiglia Borromeo su una parte significativa del lago. Questo assetto, che affonda le sue radici nella storia secolare del territorio, ha di fatto svolto anche una funzione di tutela indiretta dell’ecosistema. In molti casi la gestione privata ha impedito forme di sfruttamento eccessivo delle risorse e ha contribuito a mantenere un rapporto relativamente equilibrato tra attività umane e ambiente».

Oggi però ci troviamo in una fase nuova e di conseguenza occorre trovare nuove modalità per vivere e tutelare il lago Maggiore. 

«Se fino ad ora questo sistema ha garantito una forma di conservazione, il futuro del lago richiede qualcosa di più, richiede un progetto di rilancio - prosegue Bini - il tema centrale è quello delle nuove generazioni. La pesca professionale sul Lago Maggiore sta vivendo una fase di progressivo invecchiamento degli operatori. Molti pescatori storici stanno andando in pensione e il rischio è che un patrimonio di conoscenze, tecniche e cultura del lago possa andare disperso. Per questo diventa fondamentale favorire l’ingresso di giovani pescatori e di giovani imprenditori legati alla filiera del pesce di lago: pescatori professionali, trasformatori, ristoratori, operatori turistici, nuove imprese gastronomiche e culturali. Il pesce di lago non è soltanto una risorsa alimentare. È una componente identitaria del territorio, un pezzo della nostra storia e della nostra biodiversità. In questa prospettiva diventa strategico sviluppare una partnership forte con la società dei Borromeo, che rappresenta uno dei soggetti storicamente più importanti nella gestione delle acque del lago. Una collaborazione che possa mettere insieme tutela ambientale, valorizzazione economica e nuove opportunità per i giovani».

Il Lago Maggiore ha una caratteristica molto particolare: è un territorio estremamente frammentato. Abbiamo due Stati, diverse regioni, molte province e decine di comuni. Abbiamo tradizioni diverse, economie diverse, paesaggi molto diversi tra loro.

«Questa frammentazione potrebbe sembrare un limite - continua la riflessione il segretario di Lands Lake - in realtà può diventare una grande ricchezza, se riusciamo a metterla in relazione. La sfida è proprio questa: trasformare la frammentazione in rete. E per farlo serve una spina dorsale comune che tenga insieme il sistema lago. Questa spina dorsale, storicamente e naturalmente, non può che essere la navigazione del Lago Maggiore. Non è un caso che proprio quest’anno ricorra il bicentenario della navigazione sul lago. Duecento anni fa il lago era già una grande infrastruttura naturale di collegamento tra territori, economie e comunità. Oggi dobbiamo riscoprire quella funzione e aggiornarla alle esigenze contemporanee».

La proposta di Lands Lake:

«Come associazione siamo fortemente impegnati in una proposta che riteniamo strategica: la creazione di una vera metropolitana d’acqua del Lago Maggiore. Un sistema di mobilità lacustre più frequente, più capillare e più integrato con i territori rivieraschi. Non si tratta soltanto di trasporto. Si tratta di ricucire il lago, di mettere in relazione le comunità, di facilitare il turismo sostenibile, di creare nuove opportunità economiche anche per la filiera del pesce di lago. Se il lago torna ad essere una infrastruttura viva, allora anche le attività tradizionali – come la pesca – possono trovare nuove prospettive. Il Lago Maggiore ha tutte le condizioni per diventare un laboratorio di economia territoriale sostenibile, dove ambiente, cultura e attività produttive possano rafforzarsi reciprocamente. E in questo percorso il pesce di lago, la biodiversità delle acque dolci e la cultura dei pescatori possono tornare ad essere uno degli elementi centrali della narrazione e dello sviluppo del territorio».

Comunicato Stampa

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