Un segnale del destino, anzi due, forse tre. Fuori Pisarenko, infortunato al ginocchio durante una gara 1 da protagonista su quella baraonda scoppiata nella sua gabbia (e chissà se riusciremo a rivederlo ancora, visto che la prima diagnosi parlerebbe almeno di 2-3 settimane di stop), e fuori pure Bastille per un'indisposizione improvvisa prima del via, quando era già nel roster e in prima linea. Il Varese dà quel che può, resiste metà partita, quando il risultato è ancora sull'1-0 alleghese ma poi dà il là all'allungo delle Civette, spianato da due dischi non trattenuti o non fermati dal portiere Pippo Matonti. Non è che gli agordini abbiano fatto chissà che, ma tanto è bastato. Sicuramente non hanno fatto gli stessi errori dei Mastini, ma "solo" quel che serviva, il giusto diciamo, senza neppure dannarsi troppo l'anima. È bastata l'enorme solidità difensiva e tanta concretezza.
Il Varese prova anche a rientrare e, dopo essere arrivato a -2 al 44' (gol del 3-1 con una grande azione in velocità Mazzacane-Xamin-Crivellari conclusa dalla botta del difensore numero 42) e aver avuto anche l'occasione del -1 con Schina e soprattutto Terzago (Lancedelli gli nega il gol), ma poi sprofonda - troppo lento e opaco per potersela davvero giocare quassù - con la fucilata di De Toni del 4-1 e il gol a porta vuota di Isiguzo dopo che coach Matikainen aveva tolto il portiere al 52'11". Avete letto bene: sotto di 3 gol a quasi 8 minuti dalla fine Matonti è stato richiamato in panchina. Qualcuno parla di coraggio o disperazione, noi di errore: non c'è nulla da inventare quando perdi 4-1 e la partita è indirizzata, in quel caso becchi gol 10 volte su 10 e, infatti, così è stato e Alessio, De Toni e Isiguzo se ne sono andati a segnare con la pipa in bocca e una facilità irrisoria il 5-1.
La bellezza dei playoff è che perfino dopo un 5-1 ricominci da zero, e per fortuna ricominci in via Albani anche se poi si dovrà tornare all'Alvise De Toni, dove sembra davvero improbo passare per questi Mastini, per gara 4 (le Civette, con il cambio di finlandese e il ritorno di Huhtela per Viikila al fianco di Diego Iori e De Toni ci sembrano ben più solide e feroci): tra due giorni servirà ben altro ritmo e un'altra intensità ai gialloneri ma, soprattutto, servirà Bastille. Questo Varese non può fare a meno del suo cannoniere principe.
Ultima nota, al di là delle solite assenze di Piroso e Vanetti, a cui si è aggiunga quella di Erik Mazzacane: bello rivedere Leonardo Mordenti in panchina, back-up di Matonti. Bello perché Mordenti rappresenta i sacrifici più puri fatti da lui e da tanti come lui per indossare questa maglia. Averne di Mordenti, in pista e fuori.
Altro errore sul raddoppio e le Civette prendono il largo
Appena scriviamo sul taccuino, poco dopo metà partita, di come stiano dominando le difese, dobbiamo subito aggiungere "...e anche gli errori del Varese". Il raddoppio alleghese, che indirizza definitivamente la serata, nasce non molto dopo la possibilità del pari avuta da Ghiglione, un salvataggio sulla linea di Makinen e un altro paio di occasioni per le Civette: come sul primo gol, è purtroppo il portiere Matonti a non fermare un disco appena rimbalzato sulla balaustra causa retropassaggio, disco regalato vicino al suo palo a Soppelsa che da due passi fa centro. I gialloneri, piano piano, si spengono ed è così che arriva anche il 3-0 di Diego Iori. Nulla da dire.
Il primo tempo? Un disco non trattenuto e poco altro
Un primo tempo equilibrato e con pochissime vere occasioni viene deciso dagli episodi. Episodi come questo: Matonti non trattiene un disco apparso abbastanza innocuo e, come un falco, spunta Diego Iori per insaccare il vantaggio alleghese dopo 16'. È un peccato perché i gialloneri avevano resistito splendidamente per un minuto e mezzo in 3 contro 5 con i padroni di casa capaci di produrre "solo" un palo. Peccato anche perché nel finale Michael Mazzacane aveva avuto sulla stecca l'1-1, finito preda di Lancedelli. Il pari sarebbe stato giusto, ma c'è quell'omaggio fatale a pesare.
Il tabellino
Alleghe-Varese 5-1 (1-0, 2-0, 2-1)
Reti: 16'12" D.Iori (Lacedelli, E.De Nardin) 1-0; 31'58" F.Soppelsa (N.Fontanive, E.De Nardin) 2-0, 33'14" D.Iori (De Toni) 3-0; 44'04" Crivellari (M.Mazzacane, Xamin) 3-1, 51'39" De Toni (Huhtela) 4-1 in sup., 53'31" Isiguzo (Alessio) a porta vuota 5-1
Alleghe: Lancedelli (Mathias De Nardin); Aleksandrov, Da Tos, Diego Iori, Huhtela, De Toni; Pfoestl, Erwin De Nardin, Alessio, Isiguzo, Lacedelli; Dimai, Angoletta, Noè Fontanive, De Val, Francesco Soppelsa; Boisio, Manfroi, Nicolò Fontanive, Stefano Iori, Martini. Coach: Vesa Surenki
Varese: Filippo Matonti (Mordenti); Makinen, Marco Matonti, Bastille, Marcello Borghi, Buono; Schina, Re, Perino, Ghiglione, Terzago; Bertin, Crivellari, Xamin, Michael Mazzacane, Peterson; Fornasetti, Venturi, Pietro Borghi, Tilaro. Coach: Juhani Matikainen
Arbitri: Simone Soraperra, Fabio Tirelli (Alessandro De Pol, Martin Mair)
Note - Tiri Al 31, Va 23. Penalità Al 10', Va 16'. Spettatori: 504.
Playoff, quarti di finale al meglio delle cinque gare
Gara-2
Feltre-Caldaro 2-5 (serie: 0-2), Alleghe-Varese 5-1 (serie: 1-1), Pergine-Appiano 6-2 (serie: 2-0), Fassa-Aosta 2-4 (serie 0-2)
Gara 3, giovedì 5 marzo, 20.30
Aosta-Fassa (20), Appiano-Pergine (20), Caldaro-Feltre, Varese-Alleghe
Gara 4: sabato 7 marzo, Alleghe-Varese (20.30)
Eventuale gara 5: martedì 10 marzo ad Aosta, Appiano, Caldaro e Varese
Regolamento: in caso di parità al 60', overtime di 20 minuti in 5 contro 5 (chi segna per primo, vince) dopo il rifacimento del ghiaccio, poi eventuale altro overtime di 20 minuti in 3 contro 3 e così via (in caso di gara decisiva, anche il secondo overtime è in 5 contro 5).
Semifinali al meglio delle cinque gare dal 14 al 24 marzo tra le vincenti di Caldaro-Feltre e Appiano-Pergine da una parte del tabellone e tra chi la spunterà tra Aosta-Fassa e Varese-Alleghe dall'altra.
Finale al meglio delle sette gare dal 28 marzo all'11 aprile.




