Politica - 28 febbraio 2026, 17:00

Azione in piazza per l’Ucraina, 5 Stelle per il “no” al referendum. Ma si guarda anche alle elezioni di Busto

Gazebo in via Milano per i due partiti. In vista del voto, Binaghi (Azione) conferma il percorso comune con l’ex assessore Loschiavo ed esprime rammarico per una Forza Italia «legata a doppio filo con la destra». Genoni (M5S) mira innanzitutto a redigere il programma con una visione precisa della città da sottoscrivere davanti alla gente

Da sinistra, Franco Binaghi (Azione) e Luigi Genoni (Movimento 5 Stelle)

Da sinistra, Franco Binaghi (Azione) e Luigi Genoni (Movimento 5 Stelle)

Pochi metri separavano, sabato mattina, il gazebo di Azione e quello del Movimento 5 Stelle. Entrambi allestiti in via Milano, nel cuore di Busto Arsizio, ma per due ragioni diverse.
La sezione provinciale varesina del partito di Carlo Calenda ha voluto, a quattro anni dall’invasione russa, ribadire il proprio sostegno al popolo ucraino.
Per i 5 Stelle, invece, è stata l’occasione per sensibilizzare i cittadini sulle ragioni del “no” al referendum sulla giustizia.

Ma c'è stato anche modi di ascoltare come le due realtà – molto distanti a livello nazionale ma accumunate a Busto dal fatto di essere all’opposizione (extraconsiliare) rispetto al centrodestra che governa la città – si stiano muovendo in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno.
In via Milano c’erano i referenti provinciali dei due partiti, Franco Binaghi di Azione e Luigi Genoni per il M5S, peraltro entrambi bustocchi.

Azione: il percorso con Loschiavo e il “rammarico” Forza Italia

Non è un mistero che a Busto ci sia una “vicinanza” (tradottasi finora in alcuni momenti pubblici) tra Azione e l’ex assessore Salvatore Loschiavo, di recente promotore di Busto Rinasce, realtà con cui sta incontrando i cittadini nei diversi quartieri.
«Ci stiamo muovendo con l’obiettivo di costruire una lista civica e una lista politica, Busto Rinasce e Azione, con un candidato sindaco comune – conferma Binaghi –. Stiamo valutando, potrebbe essere Salvatore Loschiavo, ora ci stiamo confrontando sulle cose da fare. Non voglio essere catastrofico e dire che in città non si sia fatto niente fino a oggi, ma manca strategia, manca una linea guida su dove vuole andare Busto. Si fa un po’ a spot, si prendono soldi col Pnrr ma si dimentica la manutenzione della piscina.
Si deve lavorare di più come area, abbiamo o avremo un tribunale comune, un ospedale comune, senza dimenticare i trasporti. Dobbiamo lavorare di più in termini di territorio».

Per quanto riguarda gli altri partiti, Binaghi cita Forza Italia: «Con loro abbiamo un buon rapporto. Anche personale, basti ricordare la lista fatta con Gigi Farioli. Ci dispiace che una realtà liberale e moderata sia legata a doppio filo con la destra politica e sociale e non si guardi intorno. Il dialogo con loro comunque prosegue anche in Provincia. Il nostro grande obiettivo sarebbe quello di costruire, come in Europa, un governo con una forza popolare, una liberale e una socialista. Noi, Fi e il Pd siamo gli unici a credere negli Stati Uniti d’Europa».
A proposito del Pd: «Con loro c’è dialogo, anche a livello provinciale. Su Varese c’è molta disponibilità anche da parte del sindaco uscente Galimberti per costruire una coalizione più ampia rispetto alla sua attuale maggioranza. Anche a Busto abbiamo dialogato, ma abbiamo deciso di muoverci autonomamente e poi vedremo».

5 Stelle: «Prima il programma da firmare davanti ai cittadini»

«Ci stiamo muovendo con le forze politiche cittadine, ci sono delle interlocuzioni. Ma non cerchiamo una coalizione preventiva», spiega, pochi passi più in là rispetto al gazebo di Azione, Luigi Genoni.
«Abbiamo esposto i problemi, stiamo proponendo delle soluzioni e vogliamo che tutte le forze politiche portino le soluzioni sul tavolo – prosegue il coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle –. Se troviamo un’unità di intenti sulla visione di città, potremmo anche andare insieme ad altri. Mi piacerebbe innanzitutto presentare alla cittadinanza, attraverso una conferenza stampa, un programma chiaro. Non so se riusciremo a portare altre forze politiche, ma l’idea è quella di avere un programma scritto e di dichiarare ai cittadini i punti cardine della nostra visione della città. E a quel punto firmarlo davanti alle persone. Candidato sindaco, candidati al Consiglio… viene tutto dopo i temi. E vale per tutti i Comuni in cui andremo al voto».

Alle elezioni del 2021, il Movimento aveva messo in campo (con Sinistra Italiana e Verdi) il nome della dirigente dell’Ite Tosi Amanda Ferrario. Dopo il passo indietro per motivi personali di quest’ultima, si erano presentati con il Partito Democratico a sostegno di Maurizio Maggioni.
Il dialogo con il Pd è ripreso, mentre con Loschiavo, il primo a muoversi con eventi pubblici dedicati ai cittadini, non ci sono stati incontri.
«Ho apprezzato alcune cose durante il suo percorso amministrativo – dice Genoni riferendosi all’ex assessore –. Penso ad esempio alle piste ciclabili, un modo per andare verso una direzione precisa. Non c’è stata un’interlocuzione, ma l’idea è quella di incontrare tutte le forze e fare una chiacchierata. Non so quanto lui sia nell’area progressista… Su alcune cose si può essere d’accordo, ma poi bisogna valutare la visione della città».
Più facile, forse, ragionare in un’ottica di ballottaggio, che però nelle ultime tornate non è mai stato raggiunto dalle forze alternative al centrodestra.
«La mia idea è quella di incontrarlo e confrontarci – conferma Genoni –. Sempre con l’obiettivo di lavorare per il bene di una città dove i problemi sono rimasti tutti sul tavolo. Dalla piscina all’illuminazione all’area delle Nord».

Ucraina e referendum

I gazebo di oggi erano però dedicati a tematiche nazionali e internazionali. La guerra in Ucraina, per quanto riguarda Azione: «È fondamentale essere al fianco del popolo ucraino per la difesa dell’Europa stessa», sottolinea Binaghi.
Il Movimento 5 Stelle ha invece “spinto” per il “no” al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo: «Quando il potere vuole controllare la giustizia, la risposta è “no”», si legge sul volantino distribuito ai passanti.

Riccardo Canetta


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