Ciò perché molte delle infrastrutture tecniche che garantiscono il comfort e il funzionamento degli edifici moderni possono trasformarsi, in determinate condizioni, in potenziali vettori di contaminazione.
Tra le fonti principali di rischio biologico rientrano gli impianti dell’acqua e dell’aria: reti idriche complesse, sistemi di climatizzazione, torri evaporative, boiler, circuiti di ricircolo e punti d’uso non costantemente attivi. Questi sistemi, se non monitorati con protocolli adeguati, possono ospitare microrganismi capaci di proliferare e diffondersi nell’ambiente attraverso aerosol, vapori o semplici utilizzi quotidiani delle apparecchiature.
In questo scenario, per quanto riguarda nello specifico l’ambito idrico, uno dei rischi maggiori è rappresentato dal batterio della legionella, che può diventare una minaccia concreta per la salute dei lavoratori e un fattore critico sotto il profilo della responsabilità datoriale e della conformità normativa.
Cos’è la legionella e cosa può provocare quando si sviluppa negli impianti
La legionella è un batterio ambientale che si sviluppa naturalmente nelle acque superficiali e sotterranee, ma che trova negli impianti idrici aziendali le condizioni ideali per proliferare.
Le reti idriche degli edifici moderni, infatti, spesso estese e caratterizzate da punti di utilizzo non regolari, possono trasformarsi in un vero incubatore. Il ristagno dell’acqua è uno dei fattori principali: tubazioni cieche, rami inutilizzati o rubinetti aperti di rado favoriscono la perdita del disinfettante residuo immesso dall’acquedotto e consentono all’acqua di stabilizzarsi nel range termico compreso tra 20°C e 50°C, la fascia più favorevole alla moltiplicazione della legionella.
A questo si aggiunge la formazione del biofilm, una pellicola di microrganismi e sostanze organiche che aderisce alle superfici interne delle tubazioni, proteggendo il batterio dall’azione dei disinfettanti e fornendogli ulteriore nutrimento. In presenza di queste condizioni, anche un impianto apparentemente funzionante può trasformarsi in un ambiente capace di alimentare una contaminazione persistente e potenzialmente diffusa.
Una volta insediata nelle reti di distribuzione, il batterio può diffondersi attraverso aerosol generato da docce, rubinetterie, torri evaporative o altri dispositivi che nebulizzano acqua contaminata. L’esposizione avviene esclusivamente per inalazione, e può sfociare nella legionellosi, una patologia che varia da forme simil-influenzali fino alla polmonite severa nota come Malattia del Legionario, con implicazioni importanti per la salute dei lavoratori e per la responsabilità dell’azienda.
Le misure preventive per evitare la comparsa di legionella
Prevenire la proliferazione della legionella negli impianti idrici richiede l’adozione di una serie di misure specifiche.
Il primo passo riguarda la configurazione e la gestione delle reti: occorre ridurre al minimo tubazioni cieche e punti d’uso poco frequentati, perché rappresentano le zone più soggette a ristagno e perdita del disinfettante residuo. Garantire una circolazione costante dell’acqua contribuisce a mantenere condizioni termiche e chimiche più stabili.
Il controllo delle temperature è un elemento centrale, evitando innalzamenti che possano portarle nel range favorevole alla proliferazione. Una gestione termica corretta rappresenta uno dei presidi più efficaci nel contenimento del rischio.
A queste misure si affianca un programma di manutenzione programmata che comprenda la pulizia dei serbatoi, la verifica periodica delle tubazioni e il controllo dei dispositivi terminali. Queste operazioni limitano la formazione del biofilm e riducono la presenza di nutrienti che alimentano la crescita microbica.
C’è poi da valutare il monitoraggio tramite campionamenti regolari dell’acqua, che permette di individuare eventuali segnali di contaminazione prima che il problema diventi significativo. La frequenza dei controlli deve essere adeguata alla complessità dell’impianto e alla tipologia degli ambienti serviti.
Infine, ogni azione deve essere documentata in modo rigoroso. Una tracciabilità completa delle attività — dalla valutazione del rischio ai risultati delle analisi — non solo dimostra la conformità alle normative, ma garantisce un presidio costante del rischio biologico nel tempo.
Le procedure di disinfestazione in caso di contaminazione da Legionella
Quando le misure preventive non bastano e il batterio prolifera, è necessario intervenire tempestivamente, richiedendo interventi professionali come il servizio Techno One per la disinfestazione dalla legionella, che consentono di sanificare adeguatamente e ripristinare la sicurezza dell’impianto.
In caso di contaminazione accertata, di segnalazioni da parte delle autorità o di episodi sospetti di legionellosi, l’intervento urgente è essenziale per contenere il rischio e limitare la diffusione del batterio. Il servizio di pronto intervento prevede l’azione immediata di tecnici specializzati che operano secondo procedure consolidate di disinfezione e sanificazione, applicate con tempestività per garantire il più rapido abbattimento possibile della carica batterica.
Le attività includono operazioni mirate sugli impianti idrici e sulle apparecchiature coinvolte, con l’obiettivo di eliminare le condizioni favorevoli alla presenza del batterio e di riportare gli impianti in uno stato idoneo all’utilizzo. L’intervento termina con un resoconto delle attività svolte e delle misure adottate, così da documentare la gestione dell’emergenza e assicurare la conformità alle normative vigenti.
Il peso della responsabilità legale e le sanzioni
Sotto il profilo normativo, infatti, il quadro è estremamente rigido. Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. 81/08) impone al datore di lavoro l'obbligo inderogabile di valutare tutti i rischi, incluso quello biologico. La mancata redazione o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) specifico per la Legionella comporta sanzioni penali e amministrative pesanti.
Le Linee Guida Nazionali per la Prevenzione e il Controllo della Legionellosi forniscono indicazioni precise, ma la loro applicazione richiede competenze che spesso esulano dalle capacità interne di un'azienda standard. In caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza (ASL o Ispettorato del Lavoro), l'azienda deve poter dimostrare di aver messo in atto un piano di manutenzione preventiva documentata. Si tratta quindi di dimostrare di aver agito secondo protocolli validati e tracciabili.
Un eventuale focolaio che porti al contagio di un dipendente o di un visitatore può arrivare a sfociare in accuse di lesioni colpose. Oltre al danno reputazionale, che per un'azienda può significare la perdita di contratti e fiducia del mercato, i costi legali e risarcitori possono raggiungere cifre tali da mettere a rischio la salute del bilancio aziendale.
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