Territorio - 25 febbraio 2026, 07:19

"I sogni di Alice" prendono forma nel negozio di Sesto Calende: «Vendiamo e ridiamo nuova vita ai gioielli»

«Sono praticamente nata in una gioielleria - racconta la giovane commerciante sestese Alice Castiglioni - offriamo prodotti poco costosi ma fatti bene, alla portata di tutti. Non mi convincono le vendite online, il prodotto va toccato con mano. Ai nostri clienti diamo anche servizi sempre più richiesti, come riparazioni e creazioni personalizzate, grazie al laboratorio orafo. Il nostro obiettivo è proporre qualità ma anche prezzi accessibili, è la nostra sfida continua»

Alice Castiglioni nel suo negozio di Sesto Calende

Alice Castiglioni nel suo negozio di Sesto Calende

Alice Castiglioni, titolare del negozio “I sogni di Alice”, il brand più giovane della storica realtà CG Castiglioni di Samarate, ci accoglie nella sua boutique di Sesto Calende. Un piccolo negozio, situato in via Roma 26, in cui si respira passione, dedizione e un forte legame con il territorio. 

Tra vetrine luminose, Alice ci racconta con entusiasmo la sua storia, i segreti dietro alla sua attività e la filosofia che guida ogni sua scelta commerciale.

Alice ci racconta la storia del suo negozio?

Abbiamo aperto nel giugno 2014, in una sede qui vicino, un negozietto piccolo da cui è partito tutto. Ero molto giovane, avevo 21 anni, ed era la mia prima esperienza lavorativa. Aprire un negozio a Sesto Calende per me era un sogno: in questa zona mancava un prodotto a basso prezzo, accessibile a tutti e ho cercato di soddisfare la richiesta. Siamo partiti proprio dalla fascia più accessibile, per poi ampliare man mano, cercando però di garantire sempre qualità. A Sesto ci sono sempre state realtà orafe importanti, ma volevamo offrire un prodotto che potesse soddisfare anche una fascia più ampia di popolazione. Mancava il “prodotto poco costoso”, ma fatto bene. All’inizio mi ha aiutata la mia famiglia: sono socia dei miei genitori. Un’attività solo dopo 5-6 anni può dirsi davvero consolidata. Noi abbiamo creduto nel progetto, il prodotto c’era e piano piano la clientela è aumentata. Oggi la nostra offerta si è ampliata: partiamo da articoli da 5 euro fino ad arrivare a 400 euro. Siamo sestesi e per noi era importante creare qualcosa di nostro qui, nel nostro territorio.

Com’è nata la passione per questo settore? C’è qualcuno che l'ha ispirata a intraprendere questo percorso?

Sono nata proprio nella gioielleria. Grazie alla mia famiglia sono stata avvicinata fin da piccola a questo mondo e per me è sempre stato naturale respirare quest’ambiente, osservare il lavoro in laboratorio, vedere nascere un gioiello.

Qual è il legame con la storica realtà di famiglia?

La mia famiglia ha aperto un laboratorio orafo a Samarate nel 1987. Fino al 2006 avevamo una vera e propria fabbrica: producevamo in oro, avevamo una nostra collezione e lavoravamo molto con l’estero, partecipando alle fiere e operando principalmente nell’ingrosso. Eravamo arrivati ad avere nove dipendenti; successivamente abbiamo deciso di cambiare direzione e passare al dettaglio, aprendo il negozio di vendita. Oggi realizziamo anche riparazioni e creazioni personalizzate grazie al laboratorio orafo. La scelta di soddisfare anche il mercato low cost, deriva proprio dal cambiamento del mercato degli ultimi anni: si acquista meno oro e i costi sono aumentati. È stato necessario adattarsi.  

Come vede il mercato del settore oggi?

Non è un momento semplice. Gli stipendi sono bassi e questo si riflette inevitabilmente sui consumi. Se le persone guadagnano meno, spendono meno e tutto si ripercuote sui negozianti. Ai tempi dei miei genitori il mercato era sicuramente più dinamico, inoltre oggi tutto funziona attraverso i social, ma purtroppo essendo rivenditrice ha poco senso per me fornire un servizio online, in quanto il cliente va direttamente sulle piattaforme delle aziende. Per questo, ad esempio, durante la pandemia sono stata costretta a chiudere per un anno. Io sono fan dell’acquisto di persona: quando si parla di gioielli bisogna osservare il prodotto, toccarlo con mano e testarlo. Oggi sicuramente bisogna essere ancora più attenti, proporre qualità ma anche prezzi accessibili. È una sfida continua, ma io credo molto nel mio lavoro.

Quali sono gli obiettivi futuri?

Sicuramente punteremo sul concetto di assistenza e riparazioni. Oggi, infatti, non ci sono più riparatori: nella nostra zona hanno chiuso molte fabbriche e tanti laboratori. I ragazzi escono dalle scuole orafe, ma spesso non trovano aziende disponibili a far fare loro esperienza o stage. Credo che il settore delle riparazioni diventerà sempre più forte. La richiesta è alta e sta aumentando, probabilmente a causa dei costi di acquisto. Non conviene più comprare il nuovo come un tempo: molte persone preferiscono riparare, sistemare, ridare vita a ciò che già possiedono.

Lei è anche una giovane mamma: quali sono le difficoltà del coniugare vita privata, figli e lavoro?

Sicuramente il supporto della famiglia è fondamentale, ma comunque è complicato. Non ci sono molti aiuti esterni, anzi. Per chi lavora e ha una famiglia, la gestione quotidiana è impegnativa. Il nido, per esempio, è fondamentale per riuscire a conciliare tutto, ma è anche molto costoso e richiede un grande impegno organizzativo.

Giovanna Bochicchio

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