Varese - 24 febbraio 2026, 17:43

LA PASSEGGIATA. Il mio 24 febbraio sul viale delle Cappelle tra primule, rondini e la primavera che scoppia all'improvviso. Vamos a la playa…

Oltre 19 gradi di massima oggi a Varese, ancora di più quelli percepiti al Sacro Monte: il nostro Mario Chiodetti racconta la sua scampagnata tra primule, campanellini, anemoni e i “ogitt de la Madonna”, mentre capinere e cinciallegre volteggiano come fossimo a metà aprile, la gente prende il sole e qualcuno corre a torso nudo... E lo chiamano inverno

Un concerto di capinere mi accompagna nella salita del Viale delle Cappelle, e qua e là ecco il merlo e il pettirosso che gorgheggiano a piena gola come fosse maggio, con le cinciallegre e le cince more in pieno fermento riproduttivo. Uno scenario a cui ormai siamo abituati, anche se siamo al 24 febbraio e non a metà aprile, visti i 20 gradi al Sacro Monte (oltre 19 invece quelli ufficiali registrati oggi a Varese città), complice l’inversione termica e lo zeffiretto dell’anticiclone azzorriano, che compare adesso ma magari ce l’avessimo a luglio al posto dell’inferno africano.

L’alta pressione ha fatto esplodere primule, campanellini, anemoni e i “ogitt de la Madonna” i nontiscordardimé o myosotis che già punteggiano rive e muretti esposti al sole specie tra la settima e l’ottava Cappella, mentre nelle zone più boscose ecco la fegatella e le prime pervinche e, tutt’intorno alla grotta della Madonnina di Bobbiate, l’altro giorno ho visto un tripudio di Scilla bifolia, che di solito fioriva a metà marzo. 

Incomincia a spuntare anche l’aglio ursino, particolarmente abbondante lungo la strada che va al Sacro Monte e anche nel sentiero che scende dalla cosiddetta “cappella fallata” e sbocca all’arco dopo la decima Cappella. Ottimo nelle insalate. Nei boschi intorno al lago si vede già il dente di cane, il “ciclamino” primaverile anch’esso in grande anticipo sulla tabella delle fioriture.

Si suda salendo il Viale, alla una e mezza c’è ancora poca gente, qualcuno scende correndo, c’è foschia verso Milano, sale l’umidità, ma a Santa Maria del Monte il cielo è blu cobalto e la gente si siede sui muretti a prendere il sole, al “Montorfano” si lavora alla copertura della splendida terrazza panoramica, mentre al “Milano” i clienti sono tutti ai tavolini esterni come al “Convivio”, che serve ottimi vin brulé e tè caldi anche se oggi il desiderio sarebbe quello di un bel gelato artigianale. C’è aria di vacanza.

Il 24 febbraio sono già arrivati i balestrucci, le piccole rondini che nidificano sul campanile del Santuario e sotto il cornicione del tetto del Camponovo e svernano a sud del Sahara viaggiando per migliaia di chilometri. Una volta si diceva: «San Benedetto, la rondine sotto il tetto», siamo in anticipo di un mese secco, tra un po’ le rondini non migreranno nemmeno più. Le lucertole, invece, sono ligie ai proverbi “di nost vicc”, e se è vero che «Par sant’Agnes, ga cur la lüserta su la sces!», dal 21 gennaio, ricorrenza della santa, sono belle vispe e corrono sui muretti facendo scricchiolare le foglie secche.

Per rimanere sempre tra i detti popolari, alla fine della salita «sont sudaa ‘me on polin», sono sudato come un pulcino appena uscito dall’uovo, per cui mi siedo al sole osservando il popolarsi del Sacro Monte, diversi stranieri anche con cartina in mano -per fortuna non esiste solo Google Maps- e ragazzi che si bevono una birra in santa pace dopo la fatica della salita. Chissà se tornerà il freddo, del resto la neve al Campo dei Fiori è soltanto di pochi giorni fa, per il momento ai tropici del Sacro Monte qualche ragazza ha già l’ombelico in bella vista e un tipo atletico sui trent’anni, capello e barba alla nazzarena, scende di corsa il Viale a torso nudo.

Asciugato e ristorato, mi appresto a tornare a valle, non prima di aver ammirato la planata silenziosa di un corvo imperiale in arrivo dal Campo dei Fiori annunciata da un secco e inconfondibile «crro crro». Al parcheggio la macchina è al sole, un fornetto, e nella discesa spalanco i finestrini come a giugno. Vamos a la playa…

Mario Chiodetti

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