«Gli obiettivi della nostra società sono due: tenere al centro l’ippica, facendo tornare Varese il fiore all’occhiello che è sempre stato e che, come tale, è riconosciuto in tutta Italia, ma anche rendere un compendio così enorme come l’ippodromo sostenibile. Per questo l’impianto sarà aperto anche ad altre attività e ad altri sport».
Con queste parole Giuseppe Marzotto, rappresentante della Varese Turf & Sport srl - la società di imprenditori romani che, vincendo il bando apposito, ha avviato una convenzione di 30 anni con il Comune di Varese per la gestione delle Bettole - ha chiarito il perimetro d’azione nel rilancio della casa dell’ippica varesina, partecipando in audizione alla Commissione Sport che si è tenuta questa sera.
Dopo lo sbrigo delle pastoie burocratiche e la presa in possesso dell’impianto, è ora di partire con il restyling: «La nostra priorità è essere pronti per il 28 giugno - ha detto Marzotto - ovvero quando inizierà la stagione da indicazione ministeriale. C’è però una notizia che siamo felici di dare: ci hanno chiesto la possibilità di ospitare delle gare in più, quindi è probabile che l’apertura verrà anticipata di 15 giorni».
Per arrivare a questo traguardo ci sono delle priorità da seguire, in primis i lavori legati a quell’agibilità in passato negata con il precedente gestore: «Per prima cosa sistemeremo la zona della tribuna rossa, quindi ingresso, impianti elettrici, impermeabilizzazione e tutto ciò che è legato all’agibilità. Poi ci sarà la riapertura del ristorante, quella della sala scommesse e della sala legata al bridge. Al posto del ristorante cinese verrà invece creata una sala per eventi culturali. Tutto ciò da qui a giugno, quando ogni lavoro dovrà essere sospeso per essere ripreso a settembre. Ci saranno inoltre interventi presso i locali dei proprietari, che sono in una situazione indecorosa, necessari anche per dare un’immagine migliore ai proprietari stessi».
Da settembre in avanti spazio a ulteriori investimenti (4,2 milioni quelli indicati a bando), come quello relativo al fotovoltaico e al recupero delle acque piovane, così da rendere presto l’ippodromo autosufficiente dal punto di vista energetico.
Il tema della sostenibilità: «L’ippodromo dece essere frequentato 360 giorni all’anno per essere sostenibile, diventando attraente per famiglie, giovani e anziani. Abbiamo intenzione di aprirci ad altri sport, in primis quelli legati al mondo del cavallo, come il jump, i pony, il polo e una scuola di equitazione. Ma non solo: abbiamo intenzione di programmare concerti, eventi culturali e altre manifestazioni in accordo con il Comune (tornerà il ciclocross a novembre, per esempio ndr). Ci sono poi intese per aprire una clinica per cavalli, collaborando con l’Università dell’Insubria. Infine siamo interessati anche a uno spazio per l’ippoterapia».
Marzotto ha parlato anche delle interlocuzioni con il palaghiaccio, per la realizzazione della seconda pista, e del tema scottante delle scuderie (che rimangono di proprietà del vecchio gestore Svicc, entrato in pieno conflitto con gli allenatori tanto da intimarne lo sfratto per l’anno prossimo): «A nostro avviso le scuderie sono fondamentali per l’ippodromo, così come gli allenatori. Ricordiamoci che a Varese ci sono più cavalli che a Milano. Il ministero non vuole che ci siano centri di allenamento lì dove si corre, ma quali soluzioni alternative dà? La nostra intenzione è comunque quella di acquisire l’area per mantenerla: con Borghi abbiamo già avviato dei ragionamenti». Vero è anche che si tratta di un’area che fin dal PGT del 2016 è diventata edificabile e quindi ha un valore in prospettiva ben superiore a quello attuale: la partita si giocherà su questo aspetto.
Per questioni di tempo il secondo punto all’ordine del giorno, relativo alla riqualificazione dell’ex piscina di via Copelli, è stato rimandato a una nuova commissione. Nelle discussioni finali, tuttavia, è emerso un dato molto eloquente, che allontana ancora di più l’idea di rifare una piscina, avvicinando invece quella legata a una palestra per il volley (leggi QUI e QUI): il costo dei lavori per l’edificazione di un nuovo impianto natatorio, viste le attuali condizioni della ex Comunale, ammonterebbero a 3700 euro al metro quadro, mentre quelli per una nuova palestra “solo” a 2000.
Chi ha orecchie per intendere, intenda...




