Gallarate - 22 febbraio 2026, 15:00

Gallarate, la musica come scudo contro il cancro: il Teatro Condominio si alza in piedi per “Suoniamole al cancro”

«Non è solo un concerto: è un modo concreto per sostenere le donne e le loro famiglie». Adele Patrini guida una serata intensa al Teatro Condominio, dove la coralità diventa impegno civile e la prevenzione un dovere collettivo

Non un semplice evento benefico, ma un gesto collettivo. Un atto di responsabilità condivisa. Ieri sera, 21 febbraio, il Teatro Condominio si è trasformato in un grande abbraccio sonoro con “Suoniamole al cancro”, spettacolo promosso da C.A.O.S. – Centro Ascolto Operate al Seno – con il sostegno del Comune di Gallarate, alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro.

La musica come cura dello spirito, linguaggio universale capace di restituire normalità anche nei momenti più difficili. Ma soprattutto come strumento per ribadire un messaggio netto: contro il cancro non si è mai soli, e sulla prevenzione non si può abbassare la guardia.

Ad aprire la serata, con un video d’ingresso che ha scaldato subito l’atmosfera, Alessandro Casarin e Samuele Corsalini. Quest’ultimo ha saputo accompagnare il pubblico tra momenti istituzionali e passaggi di forte intensità emotiva, ricordando fin dall’inizio il senso autentico dell’iniziativa: «Celebrare la forza della musica e della comunità».

Ma il cuore pulsante della serata è stata lei, la “vulcanica” Adele Patrini, presidente di C.A.O.S., accolta da un lungo applauso. Le sue parole hanno tracciato la linea etica dell’evento: «“Suoniamole al cancro” non è solo un concerto: è un modo concreto per sostenere i progetti a fianco delle donne e delle loro famiglie». Un richiamo chiaro al valore della rete, alla necessità di fare squadra tra istituzioni, sanità e volontariato. «La lotta al cancro si vince solo facendo rete», ha ribadito, con quella determinazione che negli anni ha trasformato C.A.O.S. in un presidio fondamentale per il territorio.

Sul palco si sono alternati i saluti istituzionali: il consigliere regionale e presidente della IX Commissione welfare Emanuele Monti, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti, il direttore sanitario di ATS Insubria Giuseppe Catanoso e il direttore sociosanitario di ASST Valle Olona John Tremamondo. Un videomessaggio è giunto dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. In sala, in prima fila, anche Alessandro Albani, assessore di Busto Arsizio e, in quota Lega, membro del comitato tecnico scientifico di C.A.O.S., presenza che testimonia l’attenzione politica e istituzionale verso un tema che non conosce schieramenti.

Uno dei momenti più toccanti è stato l’omaggio alle volontarie C.A.O.S., chiamate sul palco da Patrini e simbolicamente ringraziate con una rosa: «Un gesto per dire grazie a chi ogni giorno fa della cura una missione di solidarietà». Subito dopo, l’ingresso dello staff di Oncologia dell’ospedale di Gallarate – ASST Valle Olona – accolto da un applauso lungo, sincero. La lettura della lettera di gratitudine, affidata a Laura, volontaria ed ex paziente, affiancata dalle sue bambine, ha sospeso il tempo in teatro. «È il cuore che vi ringrazia per la vostra professionalità e sensibilità», parole che hanno restituito il senso profondo di una comunità che riconosce il valore di chi combatte ogni giorno in prima linea.

Poi, alle 21, il sipario si è riaperto sul cuore artistico della serata con il John Paul II Choir di Albizzate, accolto dall’entusiasmo del pubblico. Una scaletta ricchissima, capace di attraversare generi ed epoche, trasformando il palco in uno spazio di condivisione intergenerazionale: dall’energia di “Wake me up” alla spiritualità di “When you believe”, dall’intensità di “Fix you” alla trascinante “The final countdown”. E ancora “Viva la vida”, un medley dedicato a Ed Sheeran, un omaggio al mondo manga, “This is me”, fino al bis in stile Disney che ha riportato tutti, almeno per qualche minuto, all’incanto dell’infanzia.

Non è stato solo intrattenimento. Ogni brano è diventato simbolo di resilienza, di coraggio, di speranza. Perché la musica, ieri sera, non ha soltanto riempito il teatro: ha costruito ponti, ha alleggerito paure, ha ricordato che la prevenzione è un atto d’amore verso se stessi e verso gli altri. A Gallarate, la musica ha suonato forte. E lo ha fatto contro il silenzio della malattia.

Alice Mometti

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