Due partite ai quarti playoff, ma quella dei Mastini stasera a Pergine, contro la squadra più sorprendente della stagione, piombata dopo una lunga e grande cavalcata al terzo posto, è quasi una "bella" degli ottavi. Se i gialloneri vincono scavalcano gli stessi trentini, ora a +1 in classifica, e mettono un piede e mezzo tra le prime quattro (con annesso il vantaggio del fattore pista nel primo turno) o forse due: con i tre punti e la sconfitta di Appiano e Alleghe, rispettivamente ad Aosta e in casa con il Caldaro, il risultato sarebbe matematico. In caso di ko servirà attendere l'ultima di sabato in via Albani contro l'Alleghe, quando l'obiettivo massimo e unico sarà quello di arrivare davanti all'Appiano (oggi ad Aosta e tra due giorni in casa con il Pergine) e, quindi, al quarto posto.
Mesi di alti e bassi oggi per il Varese contano zero perché vincendo questa sorta di finale praticamente centrano l'obiettivo o, comunque, sarebbero a un passo dal farlo: è la bellezza dell'hockey, capace di cancellare in sessanta minuti tutto ciò che è stato, portando alla luce solo il meglio o, in caso contrario, il lato oscuro.
Il Pergine è l'essenza di chi ha fatto tutte le mosse giuste: partito senza squilli di tromba, con il suo gioco pulito e affilato e una straordinaria continuità dati dal condottiero Andrea Ambrosi e dell'uomo-"tutto" Maurilio Meneghini, ha atteso il tempo perfetto - né presto, né tardi - per sferrare il colpo Korkiakoski (34 punti in 20 partite) e far girare un giocattolo comunque rodato anche oltre le bocche da fuoco Sullmann Pilser (39 punti in 29 gare) e Andrea Meneghini, pura anima trentina (39 punti in 30 partite), dopo essere partito dalla sostanza offensiva spesso lontana dai riflettori di Emoff (27 punti in 29 presenze). Ma il Pergine, che si è preso il Master Round all'ultima giornata da sesto lasciando fuori il Fassa, che era a pari punti, ha tenuto duro e creduto nelle sue scelte anche nei momenti molto difficili della prima fase, centrando poi il jolly Korkiakoski come aveva già fatto con Lemay nell'anno glorioso del double: giù il cappello.
Il Varese, e non lo sappiamo solo dall'ultima partita con il Caldaro, vince quando chiude la porta più che quando prova a segnare un gol in più degli avversari, quindi servirà un'altra prestazione impenetrabile del portiere e di tutta la squadra (se solo rivedessimo Bertin, com'è possibile, in effetti, rivedere...). Gara più difficile dell'ultima, sia per la forma dei trentini, sia perché le prime due della classe - proprio l'Aosta ha subito sabato scorso il 4-1 delle Linci (doppietta Korkiakoski, un gol e un assist per Sullmann Pilser) - erano già strasicure delle loro posizioni. Potremmo assistere a una sfida equilibrata e imprevedibile in cui servirà non subire penalità mortali come ad Alleghe e Aosta, più che smazzare assist, per fare la differenza.
Master Round
9ª giornata, giovedì 19 febbraio: Aosta-Appiano (20), Pergine-Varese (20.30, diretta Radio Village), Alleghe-Caldaro (20.30)
10ª e ultima giornata, sabato 21: Appiano-Pergine (18), Varese-Alleghe (18.30), Caldaro-Aosta (19.30)
Classifica
Caldaro 38 punti. Aosta 28. Pergine 23. Appiano, Varese 22. Alleghe 19
Qualification Round - Le prime due ai playoff
9ª giornata, giovedì 19 febbraio: Bressanone-Fassa (20), Dobbiaco-Fiemme (20), Feltre-Valpellice (20.30)
10ª e ultima giornata, sabato 21: Fiemme-Feltre (20.30), Valpellice-Bressanone (20.30), Fassa-Dobbiaco (20.45)
Classifica
Feltre 27. Fassa 25. Bressanone, Valpellice 20. Fiemme 17. Dobbiaco 12.
Playoff, quarti di finale al meglio delle cinque gare al via sabato 28 febbraio: prima-ottava, seconda-settima, terza-sesta, quarta-quinta




