Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda. Oggi raccontiamo la storia di Enrico Bianchi, il “il Campanatt” di Varese.
12 febbraio 1947: addio a Enrico Bianchi, “il Campanatt”. Le campane varesine tra Sacro Monte, industria e mondo
Nel calendario della memoria varesina, il 12 febbraio 1947 segna la scomparsa di Enrico Bianchi, soprannominato “il Campanatt”: una figura che unisce in modo rarissimo Sacro Monte, artigianato d’eccellenza e storia industriale cittadina. La data è ricordata in ricostruzioni e pubblicazioni locali dedicate alla tradizione campanaria varesina.
Un figlio di Santa Maria del Monte
Bianchi era legato al Sacro Monte non solo per affetto, ma per biografia: la memoria locale lo indica nato a Santa Maria del Monte (fine Ottocento) e cresciuto dentro un contesto dove le campane non erano “solo” oggetti liturgici, ma assumevano un ruolo identitario: scandivano il tempo, i riti, le feste, i lutti, e rendevano riconoscibile un territorio. La “Fonderia Bianchi”: dall’eredità Bizzozero alla firma “Made in Varese”
La grande leva storica della sua notorietà è l’impresa: la Fonderia Bianchi, che – secondo la documentazione ecclesiastico-culturale di riferimento – nasce come continuità industriale nel 1888, quando Angelo Bianchi e figli rilevano la fonderia della famiglia Bizzozero, attiva a Varese da secoli e già nota per la qualità dei bronzi campanari.
Non è un dettaglio: significa che Varese, con quel passaggio, consolida una filiera completa (fusione, finitura, montaggi e strutture per campanili) capace di lavorare per parrocchie e comunità ben oltre i confini provinciali.
Via Morosini 17: un indirizzo che racconta una città
Un altro elemento è la traccia urbanistica. La fonderia e il suo racconto si intrecciano con un luogo preciso: via Morosini, dove l’edificio legato alla storia della ditta è stato letto anche come frammento di una Varese Liberty e produttiva, sopravvissuta alle trasformazioni del Novecento. In un approfondimento dedicato alla via, viene ricordato che il palazzo al civico 17 fu fatto costruire da Enrico Bianchi in rapporto diretto con la sua fonderia. Non parliamo soltanto di “un’azienda”, ma di un pezzo di città in cui l’estetica borghese (facciate, decori) convive con la materia del lavoro (bronzo, officina, logistica).
Campane come beni culturali: quando l’oggetto diventa documento
La qualità di una fonderia si misura anche da ciò che resta “inventariato” e studiabile. Nelle raccolte fotografiche e catalografiche lombarde compare, ad esempio, una campana della fonderia Angelo Bianchi di Varese documentata e schedata come bene fotografico: un segnale importante, perché trasforma la campana da semplice manufatto a testimonianza storica.
Il suono che viaggia: committenze e orizzonti internazionali
L’eco del “Campanatt” non rimane in provincia. Un riscontro significativo arriva da una fonte esterna e indipendente: un articolo di ricostruzione storica dedicato alle campane della parrocchia di Stella Maris (Sliema, Malta) ricorda l’interazione con la Fonderia Bianchi di Varese e pubblica anche una foto d’epoca legata alla produzione/ispezione delle campane prima della spedizione.
È un esempio concreto di come un nome varesino potesse entrare nelle reti mediterranee e internazionali delle forniture ecclesiastiche. Perché “il Campanatt” conta ancora Oggi, parlare di Enrico Bianchi significa raccontare una Varese che spesso dimentichiamo: Varese artigiana e industriale, capace di esportare qualità. Varese del Sacro Monte, dove fede, comunità e suono costruiscono identità. Varese urbana, in cui un civico (via Morosini 17) diventa archivio a cielo aperto. E soprattutto significa ricordare che la storia non è fatta solo di grandi eventi: a volte è fatta di un mestiere, di un soprannome, di un bronzo che vibra e attraversa le generazioni.
Fonti:
- BeWeB – Beni ecclesiastici: scheda “Fonderia Bianchi” (contesto storico e passaggio Bizzozero → Bianchi).
- Lombardia Beni Culturali: scheda fotografica di campana della fonderia Angelo Bianchi di Varese.
- Times of Malta: ricostruzione sulla committenza e sulle campane con riferimento alla Fonderia Bianchi.
Pino Terziroli








