Un carnevale vero, come può esserlo solo un evento al passo con i tempi e quindi inclusivo e rispettoso di tutte le piccole comunità che rappresentano una città che cambia pur restando ancorata alle proprie irrinunciabili (e da preservare) tradizioni.
Questo sarà il Carnevale 2026 di Varese, presentato questa mattina a Palazzo Estense alla presenza delle massime istituzioni cittadine tra cui il sindaco Davide Galimberti, la vice Ivana Perusin e l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia. Loro, intesi come amministrazione, sono stati protagonisti insieme all’onnipresente e indispensabile Famiglia Bosina, senza la quale il Carnevale non esisterebbe, di una sempre più marcata apertura alle comunità straniere di Varese, con la decisione di far aprire l’edizione di quest’anno alla rappresentanza di El Salvador.
Si tratta di un piccolo Stato dell’America Centrale che ha tuttavia una marcata presenza nel territorio: circa 900 i salvadoregni della Città Giardino e 10 mila in tutta la provincia di Varese. Come spiegato dal Regiù Luca Broggini saranno loro (con 250 partecipanti) a sfilare davanti a tutti sabato 21 febbraio, nella sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera che partirà come sempre da via Sacco alle 14.30. Indicativamente saranno in totale 11 i gruppi allegorici e altrettanti i carri, che marceranno lungo un percorso che toccherà diverse vie del centro città per concludersi in piazza Monte Grappa dove si terranno il consueto discorso del Re Bosino (dal balcone della Camera di Commercio) e le consuete premiazioni dei carri e dei gruppi migliori. Per l’occasione, vicino al Re Bosino, ci sarà anche l’ambasciatore salvadoregno in Italia e presso la Santa Sede Efrén Arnoldo Bernal Chevez.
Il carnevale varesino però dura una settimana e così allora sarà anche per la partnership con il piccolo Paese centroamericano: sabato 14, quando si terranno il corteo di apertura del Carnevale (alle 15, con il via dalla Stazione FNM) e la consegna delle chiavi al Re Bosino, El Salvador “schiererà” il console generale in arrivo da Milano.
«Siamo emozionati e sorpresi nell’aver trovato nella Famiglia Bosina degli amici in grado di valorizzare così bene le diversità culturali - ha dichiarato della comunità salvadoregna la portavoce Angela Virginia Corsico Piccolino - La nostra sarà una presenza frizzante, con tante associazioni, bande musicali e maschere in arrivo direttamente dal nostro Paese».
«Ringrazio la Famiglia Bosina che si dimostra energica in tutto ciò che organizza e in particolare quest’anno vista la sinergia con le comunità straniere - ha detto Galimberti - In questo modo il Carnevale diventa un importante momento di collaborazione e integrazione».
Il 33° Carnevale varesino sarà speciale anche per un altro motivo: compie 70 anni la maschera varesina per eccellenza, il Pin Girometta, per 33 anni “interpretato” da Enrico Vanetti e per 37 (a tutt’oggi) da Loris Baraldi.
Si segnalano anche gli appuntamenti del 19 febbraio all’Ospedale del Ponte e al Centro Anaconda e il concorso la maschera d’oro per bambini dai 3 agli 11 anni (tutte le info sul sito della Famiglia Bosnia).






