Territorio - 11 febbraio 2026, 12:32

«Un dolore troppo grande per le parole». A Caronno Pertusella l'addio a Michele Forastieri con le lacrime e il rombo delle moto

Centinaia di persone hanno partecipato stamattina al funerale del 22enne morto nel tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 febbraio. Il feretro è stato accompagnato da un lungo corteo di motociclisti e automobilisti fino all'arrivo in piazza dove si è svolto un primo momento di saluto: «Sembra impossibile che una vita possa finire così, ma la sua forza continua in un altro modo. Pensiamo Michele in questa nuova dimensione»

(foto tratta da IlSaronno.it)

(foto tratta da IlSaronno.it)

Sono state le parole di Francesco Guccini, tratte da “Canzone per un’amica” e richiamate durante l’omelia, uno dei momenti più intensi dell’ultimo saluto a Michele Forastieri Cosenza, il 22enne morto nel tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra giovedì 5 e venerdì 6 febbraio in viale Europa.

Il funerale si è tenuto stamattina, mercoledì 11 febbraio, nella chiesa di Sant’Alessandro a Caronno Pertusella. La parrocchia e il sagrato non sono riusciti a contenere le tantissime persone arrivate per stringersi attorno alla famiglia e agli amici, in un clima di profonda commozione.

Il feretro è stato accompagnato dalla casa funeraria Ferrario di Gerenzano con un lungo corteo di moto e auto che ha attraversato le strade fino alla piazza di Caronno, dove si è svolto un primo momento di saluto. All’esterno della chiesa sono rimasti molti amici, diversi dei quali indossavano magliette bianche con le immagini di Michele e di Emanuele Accomando, il 24enne morto nello stesso incidente. Un segno di un legame forte e di un dolore condiviso.

Sulla bara, con un cuscino di fiori bianchi e un cuore di rose rosse, il casco, la giacca da motociclista e altri ricordi di Michele che molti, nel corso del rito funebre, hanno voluto accarezzare in un gesto silenzioso di affetto e di addio.

Nell’omelia il sacerdote ha invitato a fermarsi nella preghiera e a sostenersi a vicenda, ricordando la presenza di mamma e papà, del fratello, delle sorelle e degli amici uniti dal dolore. «Sembra impossibile che una vita possa finire così, ma la sua forza continua in un altro modo. Pensiamo Michele in questa nuova dimensione».

Richiamando i versi di Guccini, «una canzone ma anche poesia» ha ricordato la fragilità della vita e la tragedia improvvisa: «Quando la strada impazzisce e l’auto corre veloce, non lo sapevi che quel giorno la morte ti aspettava”. Un passaggio seguito da un invito a custodire il ricordo del giovane per ciò che è stato: una persona serena, con un lavoro, con un sorriso pronto, che salutava tutti e che sapeva stare con gli altri. «Non lasciate che il dolore cancelli i ricordi buoni. Parlatene con il cuore aperto. Oggi i se e i perché non servono».

Il feretro è stato portato fuori dalla chiesa a spalla dagli amici, accolto da un lungo applauso da una sagrato che non è riuscito ad ospitare tutti i presenti. All’esterno sono stati accesi fuochi d’artificio mentre, tra abbracci e lacrime, si è alzato il rumore delle moto. Poi il corteo funebre è ripartito verso il cimitero, accompagnato dal silenzio e dalla commozione di una comunità intera. La polizia locale ha infatti bloccato tutte le strade per permettere che tutti si svolgesse in sicurezza.

Proprio durante il percorso, tra il rombo delle moto e delle auto, qualcuno sussurra: «Non è stato letto niente alla fine della messa: il dolore per questi ragazzi è troppo grande per raccontarlo con le parole, meglio farlo volare in cielo con i palloncini, le ali e i cuori sulle magliette e il rombo dei motori».

Sara Giudici da IlSaronno.it

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