Quando in mezzo al ghiaccio hanno alzato le mani al cielo, così piccoli eppure capaci di volare così in alto con i loro pattini e la loro tenacia, i campioni olimpici giapponesi d'argento della gara a squadre di pattinaggio di figura sono stati travolti dal delicato eppure forte abbraccio degli oltre 700 piccoli e grandi varesini che hanno gremito le tribune per assistere alla magica mattinata di danze e programmi della nazionale che ha scelto come casa l'Acinque Ice Arena.
«Grazie Varese, ci hai fatto stare bene - le parole dette al microfono dai "cittadini onorari" giapponesi di queste settimane olimpiche - l'atmosfera e l'affetto che ci avete dimostrato meritano il nostro applauso. Così come il cibo... Fate il tifo per noi». La risposta dei presenti è stata un lunghissimo, emozionante applauso in cui è racchiusa la Varese migliore. Quella che fa battere il cuore quando decide di fare le cose per bene e in grande, come accade sempre al palaghiaccio e come accaduto anche in questo caso. In cambio della serenità ricevuta, i giapponesi hanno condiviso la loro gioia.
Quella che emoziona tutti e che alla fine è racchiusa in queste bellissime parole di Maria Donati, presidentessa della Varese Ghiaccio (oltre 200 iscritti e una cinquantina di agonisti): «Il pattinaggio è spettacolo ed è sport puro che dà a chi lo pratica eleganza, personalità, una forma mentale e una capacità organizzativa che aiutano per tutta la vita. Sabato 14 marzo organizziamo un open day per permettere a tutti quelli che vogliono avvicinarsi al nostro sport di volare sul ghiaccio».
Eccoli qui gli angeli giapponesi con le ali sui pattini. E Varese, ammirata, in piedi ad applaudirli nell'arena di ghiaccio dell'Acinque Ice Arena. Il celestiale Yuma Kagiyama, pretendente all'oro prenotato dal divino Ilia Malinin nel cui staff c'è anche Carolina Kosnter, ma non solo: nella corazzata che ha scelto la nostra città come casa per costruire i sogni olimpici d'oro, d'argento e di bronzo - per ora è arrivato il secondo gradino del podio nel Team Event, davanti ai nostri azzurri e dietro agli statunitensi trascinati dal salto mortale e dai quadrupli di Malinin - ecco anche Kaori Sakamoto, Shun Sato, Utana Yoshida, Masaya Morita, Riku Miura e Ryuichi Kihara Kao Miura, oltre a Kao Miura, Yuna Nagaoka, Sumitada Moriguchi.
Se Malinin incarna il sogno impossibile, a volte rischiosissimo e non per nulla abbinato alla parola "mortale", questi atleti giapponesi - parole proprio di Carolina - sono capaci di «accelerare in modo invisibile», come se li avesse coordinati e affilati il creatore dell'universo, con movenze da «gatti» del ghiaccio che, però, lo abbiamo visto oggi e anche nella gara del Team Event quando credevano nell'oro, prima di scoppiare in lacrime, dopo la sublime e coinvolgente prova di Shun Sato, sanno anche abbinare la perfezione all'emozione e al sentimento. Giapponesi con un cuore tutt'altro che di ghiaccio.
In tribuna era presente anche chi ha permesso l'arrivo del Giappone e la perfetta organizzazione di questo evento e, in seguito, dell'ospitalità che verrà riservata alla squadra di para ice hockey olimpica canadese, cioè il vertice della Varese Sport Commission for Winter Games coordinata da Matteo Cesarini, quindi il sindaco Galimberti e gli assessori Perusin e Malerba per il Comune di Varese, il presidente Vitiello e il segretario generale Deligios per la Camera di Commercio e i rappresentanti della Provincia di Varese.
«Tifiamo per l'Italia, ma tifiamo anche per il Giappone» ha detto il primo cittadino, mentre Malerba ha aggiunto che «dopo l'argento, ci aspettiamo l'oro». Da parte di Vitiello ecco un dono dal cuore dolce della nostra città: «Sono i prodotti che racchiudono il nostro territorio e che assaggerete dopo le Olimpiadi...». Chiusura con il manager Mario Miyakawa, fondamentale per l'arrivo dei campioni in città: «Ghiaccio e strutture di Varese perfetti per i pattinatori olimpici giapponesi». Un riconoscimento non scontanto, ma sincero.
I video con le parole del sindaco Galimberti, il dono di Vitiello, il bilancio del manager Miyakawa e le interviste a Maria Donati, presidentessa della Varese Ghiaccio, e all'assessore allo Sport di Varese Malerba


































