Nei giorni scorsi ha suscitato forte indignazione il ritrovamento di scritte omofobe e di chiara matrice nazifascista nei bagni dell’Istituto Superiore “Falcone” di Gallarate. Un episodio grave, denunciato da un docente e portato all’attenzione dell’opinione pubblica, che ha riaperto una riflessione urgente sul ruolo della scuola, sui valori costituzionali e sulle responsabilità educative delle istituzioni. La nota che segue (e che pubblichiamo integralmente) è stata scritta dalla FLC CGIL Varese, che interviene con fermezza a difesa dell’antifascismo, del rispetto e della dignità di tutte e tutti.
«È di queste ore l'indignazione per la presenza di scritte omofobe e apertamente nazifasciste rinvenute nei bagni dell’Istituto Superiore “Falcone” di Gallarate. Grazie alla denuncia di un docente, e alla stampa, la notizia ha avuto risalto e ha suscitato la giusta rabbia e protesta.
Come sindacato FLC CGIL Varese, come lavoratori della conoscenza e, soprattutto, come cittadini che credono nella Costituzione antifascista della Nostra Repubblica non possiamo che condannare con fermezza e senza esitazioni questi episodi chiedendo, come ben fatto dalla comunità Arcigay, che gli uffici competenti (ad ogni livello) prendano le dovute misure. Crediamo nella Costituzione e pensiamo che la Scuola sia il Lugo per eccellenza nel quale i valori sanciti dalla Nostra legge fondamentale debbano essere praticati e tutelati: antifascismo, solidarietà, uguaglianza e rispetto della dignità umana.
Siamo lavoratori della conoscenza, docenti e personale scolastico che tutti i giorni entrano nelle scuole e che provano, con umiltà e impegno, a mettere le mani nelle grosse solitudini di generazioni gettate in un clima di odio e di violenza quotidiana, mentre l'istruzione pubblica arranca sotto il peso di tagli continui. Abbiamo a che fare quotidianamente con ragazzi privi di guide e spaesati che non vedono e non sentono un discorso pubblico responsabile e rispettoso e ci chiediamo quale sia il ruolo che la Scuola, come presidio di crescita individuale e collettiva, debba offrire. Quando degli adolescenti credono e inneggiano ai periodi più bui della nostra storia, quando giovani e giovanissimi si possono sentire in pericolo per la loro identità e per il loro orientamento sessuale vuol dire che sussiste una grossa lacuna educativa e sociale che chiama alle responsabilità tutti: dai singoli ai collettivi ma, in primis, alle istituzioni.
Ci auguriamo che tale preoccupazione possa essere sentita da tutti, che gli oneri di formare cittadini consapevoli possano essere avvertiti e affrontati con lo scrupolo non di semplici burocrati, ma di istituzioni responsabili che hanno a cuore lo sviluppo, pieno e totale, dei giovani».
FLC CGIL Varese




