Il Partito Democratico lo aveva paventato più volte, ora lo dicono anche i dati ufficiali: la cancellazione del “bonus” per gli abbonati di Trenord e il passaggio al sistema dell’indennizzo è stato per la società di trasporto pubblico un affare milionario a scapito degli utenti. La cancellazione del sistema di rimborso automatico, in vigore da anni, è avvenuta con il primo gennaio 2024. Fino ad allora la performance di ogni linea ferroviaria regionale veniva valutata con un algoritmo che teneva conto dei ritardi oltre i cinque minuti e delle soppressioni (le corse non effettuate).
Quando i disservizi di una linea, in un mese, superavano un valore indice, agli abbonati veniva riconosciuto automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento. Dal primo gennaio 2024 le cose sono cambiate: via il “bonus” è entrato in vigore l’indennizzo, calcolato questa volta sui ritardi di oltre 15 minuti anziché 5 e, inoltre, da richiedere espressamente a cura dell’abbonato, che si deve preoccupare di fare richiesta dopo avere verificato se la propria linea sia stata tra quelle inefficienti, verificandolo sul sito di Trenord (in questo momento si può effettuare la richiesta relativa ai disservizi dello scorso novembre). Il risultato? Se nel 2023, attraverso i bonus, ai pendolari sono stati riconosciuti 5,74 milioni di euro (in sconti sugli abbonamenti), nel 2024, unico anno finora completo, con il sistema degli indennizzi, gli hanno restituito poco più di centomila euro (100.619,51). Un rapporto di 57 a 1.
Inoltre, se nel 2023 i bonus erogati ai pendolari relativamente al 2023 erano stati quasi 107mila, nel 2024 gli indennizzi sono crollati a 5.213.
I dati sono stati forniti dalla Regione nei giorni scorsi, in risposta a un accesso agli atti formulato dal Pd.
“La cancellazione del bonus - afferma il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti - che la Regione aveva cercato di far passare come scelta obbligata, salvo poi venire smentita dall’Autorità di regolazione dei trasporti, è un grande affare per Trenord e un grande danno per gli utenti. Lo avevamo detto subito e siamo stati facili profeti. Ma va visto l’intero quadro. La Regione ha il compito di governare il trasporto ferroviario e di garantire un buon servizio per gli utenti, ma è anche proprietaria, per il 50%, di Trenord, che eroga il servizio grazie a un contratto che questa giunta ha assegnato senza gara, per dieci anni, nel 2023. Inoltre, con l’assegnazione, Palazzo Lombardia ha aumentato il corrispettivo regionale di cento milioni di euro l’anno. Se mettiamo tutto sulla bilancia, si vede chiaramente che a Fontana e alla sua giunta regionale di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia interessano molto i bilanci di Trenord e molto meno i diritti dei pendolari”.




