Vulcanica, varia, compatta: la Valle Olona conferma la sua vitalità e il suo attaccamento alla tradizione della Gioeubia in una serata interminabile. Da più di un punto di vista, perché se è stata ricchissima di falò, non è finita: prova del nove, nei prossimi giorni (LEGGI QUI).
Seguiteci tappa dopo tappa.
A Gorla Maggiore
Fuoco e acqua si sono intrecciati nella Gioeubia di Gorla Maggiore, un fantoccio con la testa in fiamme e il ghiaccio sulle spalle che si scioglie: la creazione di quest’anno, realizzata dalla Pro Giovani, è stata dedicata ai cambiamenti climatici. Un cartello accanto all’opera l’ha spiegato: “Il mondo si scalda, il sole è rovente i ghiacciai si sciolgono velocemente. Tornadi furiosi sradicano fiori e incendi divampano tra mille colori. La terra si secca, avanza il deserto mentre inondazioni e frane ci han ricoperto. Il clima cambia con forza e realtà ci chiama oggi alla Responsabilità”. Poi l’appello finale: “Brucia Gioeübia e caccia via ogni presagio di questa follia!”
Il falò è stato acceso alle 21 in piazza Martiri della Libertà, in mezzo a una densa nebbia, e con l’accompagnamento del Corpo musicale Santa Cecilia. I bambini hanno ricevuto dai ragazzi della Pro Giovani bastoncini colorati che si illuminavano nella notte.
Insieme al fantoccio sono stati dati alle fiamme anche i biglietti scritti dai più piccoli con i loro pensieri o le negatività da scacciare.
Sin dalle 19 è stato possibile degustare “polenta e bruscitt” e le altre proposte dello stand gastronomico.
Gioeubie, la tradizione parte dai più piccoli
La tradizione in paese ha preso avvio fin dal mattino con le Gioeubie dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia Ente Morale Candiani. I bambini hanno raccontato i cinque sensi, tema di studio di quest’anno scolastico, e hanno voluto simbolicamente bruciare rabbia e paura.
A Marnate
Marnate ha ritrovato la sua Gioeubia, realizzata e organizzata dalla Pro Loco («sempre un grazie ai volontari che permettono tutto questo»), in collaborazione con la Protezione Civile. Tantissima gente in una piazza Sant’Ilario avvolta dalla nebbia, con i bambini invitati a portare un legnetto con un desiderio da bruciare nel falò. E mentre le fiamme “andavano” in cielo sono stati offerti vin brulé, cioccolata calda e chiacchiere zuccherate. La tradizione è stata rispettata, con il rogo che non ha fatto “fatica” ad accendersi (anche il sindaco Marco Scazzosi e la giunta hanno assistito all’accensione della pira tra il vociare divertito e stupito dei bambini) poi le lingue di fiamme si sono stagliate alte e dritte. Buon presagio per il resto dell’anno?
A Solbiate
Come ogni anno, il tema della Gioebia viene pensato e deciso a fine settembre e i lavori iniziano ad ottobre, spiega Sonia Tisano dei MastrArtisti. La manifestazione firmata dalla Pro Loco con le associazioni ha attirato tanta gente in via San VIto.
«Il significato crediamo sia evidente a tutti, tanto che non abbiamo aggiunto alcuna scritta esplicativa sul frontale, solo una stampa del famoso gioco Risiko - osserva Sonia - Dispiace dirlo, ma la rappresentazione di quest’anno è drammaticamente attuale: il diavolo. Le barbarie a cui siamo costretti ad assistere ogni giorno raccontano la crudeltà dell’uomo, che troppo spesso agisce sotto le sue spoglie».
- guerre, bombardamenti su civili inermi
- -bambini uccisi, affamati o privati dell’infanzia
- -donne private della loro libertà fino alla morte
- -popoli perseguitati e cancellati
- -indifferenza di fronte al dolore altrui
- E infine la fame di potere.
«Tutte forme diverse di un’unica e terribile malvagità: quella umana» conclude.
Ringraziamenti doverosi alla Pro Loco, MastrArtisti, Protezione civile, l'amministrazione comunale.

Gorla Maggiore
La Gioeubia di Gorla Minore
Anziché riciclare i regali indesiderati ricevuti nel 2025, il Gruppo Alpini di Gorla Minore ha deciso di affidarli alla Gioeubia, che li ha portati con sé sul falò bruciato, come da tradizione, subito dopo cena nella vecchia piazza mercato.
Guerra, siccità, alluvioni e frane, dunque, si sono dispersi nel fumo sopra il falò, nella speranza che il rito propiziatorio ci permetta di lasciarli nel passato e non portarli con noi nell’anno appena iniziato.
Non sono mancati, poi, i desideri dei piccoli gorlesi, scritti su una serie di legnetti che sono andati ad alimentare la fiamma positiva che ha scacciato il freddo e le paure dell’inverno, bruciata al suono dell’esibizione della banda cittadina.
«Questa è una tradizione che ereditiamo dei nostri nonni – ha ricordato la sindaca Fabiana Ermoni – e oggi che non siamo più contadini, possiamo vedere questa giornata come un evento simbolico in cui cerchiamo di bruciare i cattivi pensieri e le cattive azioni.
Questo falò, questa sera, vuole essere un simbolo di rinascita e di positività verso il futuro».
Non poteva mancare, poi, la presenza della Pro Loco di Gorla Minore, che ha voluto contribuire a scaldare la fredda serata d’inverno con dolci, tè caldo e vin brulè.
Asilo Santa Teresa ad Olgiate
Il primo fantoccio olgiatese a bruciare è stato quella realizzato dai piccoli dell’asilo Santa Teresa al Buon Gesù che, insieme alle loro insegnanti, hanno dato vita alla Gioeubia Lucia “che tutte le cose brutte porta via”.
Nel primo pomeriggio, dunque, gli alunni della scuola si sono riuniti nel cortile, per dare fuoco alle paure, alle preoccupazioni e a tutte le negatività dell’anno passato, per lasciarle indietro e non portarle con sé nei mesi a venire.

La Gioeubia del Gerbone
“Inquinamento zero, ripuliamo il mondo per davvero”. È questo il messaggio che i bambini della scuola materna San Giovanni Bosco di Olgiate Olona hanno voluto comunicare con la loro installazione, forse non tradizionale, ma sicuramente evocativa.
Al posto del consueto fantoccio, infatti, i piccoli alunni dell’asilo, insieme alle loro insegnanti, hanno bruciato sul falò elettrodomestici abbandonati, rifiuti pericolosi e buste di carta e l’inquinamento prodotto dalle fabbriche e dalle auto, per sottolineare ancora una volta come sia importante prendersi cura al meglio dell’ambiente che ci circonda.
L’insolita Gioeubia ha fatto bella mostra di sé all’interno dell’oratorio del Gerbone per tutto il pomeriggio, per poi bruciare prima di sera di fronte agli sguardi stupiti di grandi e piccini.

La Gioeubia granda e la Gioeubia di fioeu a Castellanza
A dare il via al fine settimana dedicato alla festa patronale di San Giulio è stato, come da tradizione, il falò della Gioeubia, realizzata dai volontari del Rione Insü per celebrare degnamente il ritorno al suo pieno splendore del campanile della chiesa parrocchiale.
Ma il fantoccio creato dai volontari, la Gioeubia granda, acceso da don Gianni Giudici e don Jacopo Aprica, quest’anno è stato affiancato da un’assoluta novità: la Gioeubia di fioeu, a cui hanno dato vita, e fuoco, i ragazzi delle scuole castellanzesi, grazie alla collaborazione con il Co.Ge.Ma..
Entrambe le vecchie, infatti, reggono tra le mani una riproduzione della torre campanaria, protagonista anche della tradizionale poesia in dialetto recitata prima dell’accensione del fuoco, in cui è stata messa anche la cassettina che conteneva i biglietti portati dai bambini castellanzesi.
Non poteva mancare un pensiero allo storico presidente del Rione Insü scomparso lo scorso anno: «Volevo ricordare – ha sottolineato il sindaco Cristina Borroni – una persona che fino allo scorso anno non ha mai mancato di essere tra coloro che hanno acceso questo fuoco: il mitico Stefano Coppini; anche se oggi non è qui con noi, so che da lassù vedrà le fiamme ancora più chiaramente».
Come sempre, la festa si è conclusa con vin brulè, polenta e bruscitti, pane di San Giulio e vin santo grazie alla collaborazione degli Alpini, della Caritas e della Pro Loco cittadina.













































