Economia - 29 gennaio 2026, 07:00

Lucernari per sottotetti non abitati: come migliorare luce e ventilazione spendendo il giusto

Per proprietari di immobili, amministratori di condominio, installatori e progettisti, la scelta dei lucernari per sottotetti non abitati non è un semplice dettaglio di finitura.

Lucernari per sottotetti non abitati: come migliorare luce e ventilazione spendendo il giusto

I sottotetti non abitati rappresentano spesso uno spazio dimenticato degli edifici residenziali e industriali: volumi tecnici, locali di servizio, aree di ispezione o semplici vani di separazione tra copertura e ultimo piano. Eppure, la qualità della luce e della ventilazione in questi ambienti ha ricadute dirette sull’efficienza energetica, sulla durabilità della copertura e, non da ultimo, sulla sicurezza.

Per proprietari di immobili, amministratori di condominio, installatori e progettisti, la scelta dei lucernari per sottotetti non abitati non è un semplice dettaglio di finitura. Incide sui costi complessivi di gestione, sul comfort degli ambienti sottostanti, sulla manutenzione del tetto e sul rispetto delle norme in materia di aerazione e accessibilità alla copertura. In questo scenario, la vendita di lucernari online ha moltiplicato le possibilità di confronto tra soluzioni diverse, ma richiede anche maggiore consapevolezza tecnica nelle scelte.

Scenario: perché i lucernari dei sottotetti contano più di quanto sembri

Negli ultimi anni, diversi trend hanno riportato l’attenzione sugli spazi tecnici in copertura e sui sottotetti non abitati:

●       la spinta al miglioramento energetico degli edifici esistenti;

●       la crescente attenzione alla durabilità delle strutture e alla prevenzione di muffe e condense;

●       l’aumento delle superfici coperte (magazzini, capannoni, coperture piane estese) in contesti sia industriali sia residenziali.

Secondo stime di organismi europei che monitorano il patrimonio edilizio, oltre il 70% degli edifici in Italia è stato costruito prima degli anni ’80, spesso con soluzioni di copertura poco performanti dal punto di vista termico e con ventilazione insufficiente dei sottotetti. In molti casi, i lucernari originari sono assenti, non apribili o fortemente degradati.

Parallelamente, le politiche di riqualificazione energetica hanno spinto a migliorare l’isolamento di tetti e solai, con interventi che, se non correttamente progettati, possono ridurre ulteriormente la traspirazione e la ventilazione naturale dei sottotetti. Il risultato è un aumento del rischio di ristagni di umidità, condense interstiziali e surriscaldamento estivo.

In questo contesto, i lucernari per sottotetti non abitati assumono tre funzioni chiave: portare luce naturale (utile tanto per l’ispezione quanto per eventuali usi di deposito), favorire la ventilazione naturale e garantire l’accesso alla copertura per manutenzione, quando previsto.

Dati e trend: luce naturale, ventilazione e risparmio energetico

La ricerca in ambito edilizio conferma da tempo che luce naturale e ventilazione non sono solo fattori di comfort, ma elementi strutturali della qualità di un edificio.

Studi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia indicano che, negli edifici non residenziali, l’illuminazione artificiale può arrivare a incidere per il 20–30% sui consumi elettrici complessivi. Anche in ambito residenziale, pur con valori mediamente inferiori, l’uso di luce naturale attraverso aperture in copertura consente una riduzione misurabile dei consumi di illuminazione durante le ore diurne.

Per quanto riguarda le coperture, diversi studi europei su edifici industriali e agricoli mostrano che un sistema di aperture zenitali (lucernari e cupolini) ben progettato può ridurre fino al 50–60% l’uso di illuminazione artificiale in alcune fasce orarie, soprattutto se i lucernari sono correttamente posizionati e dotati di materiali con buona trasmissione luminosa e adeguato controllo dell’abbagliamento.

Sul fronte della ventilazione, la letteratura tecnica su edifici a falda e coperture piane evidenzia come un sottotetto ben aerato contribuisca a:

●       limitare il surriscaldamento estivo degli ambienti sottostanti, riducendo il ricorso alla climatizzazione;

●       smaltire il vapore acqueo che migra dagli ambienti abitati verso l’alto, prevenendo condense e degrado dei materiali isolanti;

●       allungare la vita utile delle impermeabilizzazioni e delle strutture lignee.

In Italia, le analisi energetiche condotte su edifici residenziali esistenti mostrano che una cattiva gestione della copertura può comportare, in climi caldi-temperati, un aggravio dei carichi di raffrescamento estivo anche superiore al 10–15%. La combinazione di corretta stratigrafia, isolamento e ventilazione del sottotetto, supportata da lucernari apribili e ben dimensionati, contribuisce a contenere questi carichi, con effetti concrete sulle bollette e sul comfort.

A questi aspetti si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: la sicurezza. In caso di ispezioni, manutenzioni e interventi sulla copertura, disporre di lucernari apribili e conformi alle norme consente un accesso più sicuro, riducendo il ricorso a scale esterne o passaggi improvvisati, che sono una causa non trascurabile di infortuni in ambito edilizio e manutentivo.

Lucernari per sottotetti non abitati: caratteristiche e tipologie

Dal punto di vista tecnico, i lucernari destinati a sottotetti non abitati si distinguono per alcune caratteristiche specifiche rispetto alle soluzioni pensate per ambienti abitati.

Funzione principale: luce, aria, accesso

Per prima cosa, occorre chiarire quale sia la funzione prioritaria:

●       Illuminazione naturale: quando il sottotetto è utilizzato come locale tecnico, deposito o area di ispezione frequente, la disponibilità di luce naturale facilita operazioni e controlli, riducendo l’uso di illuminazione artificiale.

●       Ventilazione: nei sottotetti non abitati, la ventilazione naturale è essenziale per smaltire il calore in eccesso in estate e l’umidità in inverno. Lucernari apribili, anche con apertura limitata, possono svolgere un ruolo cruciale.

●       Accesso alla copertura: in molti edifici è necessario un punto sicuro di accesso alla copertura per manutenzione. In questi casi si parla di vere e proprie “uscite di sicurezza su tetto” o “botole lucernario”, con requisiti meccanici e dimensionali specifici.

Spesso, per ottimizzare i costi, si scelgono prodotti multifunzione che combinano illuminazione, ventilazione e accesso, purché siano adeguatamente certificati e adatti al tipo di copertura (falda, tetto piano, pannelli sandwich, lamiera grecata, coppi, ecc.).

Materiali e prestazioni

I lucernari per sottotetti non abitati possono essere realizzati in diversi materiali, con prestazioni e costi differenti:

●       Metallo e vetro: soluzioni spesso usate per accessi alla copertura, con infissi in acciaio o alluminio e vetro stratificato. Offrono buona resistenza meccanica, ma possono avere un costo superiore e richiedono maggiore attenzione all’isolamento termico.

●       Metallo e policarbonato/metacrilato: uniscono la robustezza della struttura metallica alla leggerezza e all’alta trasmissione luminosa delle lastre plastiche. Diffuse in ambito industriale e nei sottotetti tecnici, grazie al buon rapporto costo/prestazioni.

●       Soluzioni con cupole o bolle: realizzate in materiale plastico (tipicamente policarbonato), spesso utilizzate su tetti piani o leggermente inclinati. Possono essere fisse o apribili, manuali o motorizzate.

La scelta dipende da alcuni parametri chiave: isolamento termico richiesto, resistenza agli agenti atmosferici (grandine, vento), esigenze di sicurezza (vetro stratificato, resistenza al calpestio, protezioni anticaduta), compatibilità con la stratigrafia della copertura.

Apertura e sistemi di comando

Un lucernario per sottotetto non abitato può essere:

●       fisso, quando serve solo luce naturale;

●       apribile manualmente, con apertura a libro, a vasistas o a compasso;

●       apribile motorizzato, soluzione utile su coperture difficilmente accessibili o quando è richiesta ventilazione frequente o automatizzata.

In contesti produttivi o industriali, alcuni lucernari possono essere collegati a sistemi di evacuazione fumo e calore (EFC), con requisiti normativi più stringenti. Nei sottotetti tecnici di edifici residenziali, invece, l’esigenza principale è solitamente garantire un ricambio d’aria periodico e un accesso sicuro.

Rischi e criticità se non si interviene su luce e ventilazione

Trascurare il tema dei lucernari nei sottotetti non abitati comporta una serie di rischi, spesso non immediatamente visibili ma con conseguenze nel medio-lungo periodo.

Umidità, condense e degrado dei materiali

Senza un adeguato ricambio d’aria, i sottotetti tendono ad accumulare umidità. Il vapore acqueo proveniente dagli ambienti sottostanti, se non correttamente smaltito, condensa sulle superfici più fredde (strutture metalliche, intradosso delle coperture, strati di isolamento), favorendo muffe e funghi. A lungo andare, questo può causare:

●       perdita di prestazioni dell’isolamento termico;

●       marcescenza delle strutture lignee e degrado delle finiture;

●       formazione di macchie e distacchi di intonaco sugli ambienti sottostanti.

Questi fenomeni, oltre ad aumentare i costi di manutenzione, possono incidere sulla salubrità degli ambienti abitati, con implicazioni anche sanitarie.

Surriscaldamento estivo

Nei mesi più caldi, il sottotetto può raggiungere temperature molto elevate, soprattutto sotto coperture scure o scarsamente isolate. In assenza di ventilazione, questo calore si trasmette per irraggiamento e conduzione agli ambienti sottostanti, aumentando il fabbisogno di raffrescamento.

In edifici residenziali non climatizzati, ciò si traduce in ambienti più difficili da rendere confortevoli; in edifici climatizzati, in consumi energetici più alti e maggiore stress per gli impianti.

Accesso alla copertura e sicurezza

Un sottotetto privo di lucernari apribili o di uscite sicure verso la copertura complica le operazioni di manutenzione: controlli sull’impermeabilizzazione, ispezione dei pannelli solari, pulizia delle gronde, riparazioni di antenne o comignoli. L’accesso da esterno tramite scale o piattaforme di fortuna aumenta il rischio di cadute e infortuni.

Sotto il profilo della responsabilità, amministratori e proprietari hanno interesse a dotarsi di percorsi di accesso alla copertura ragionevolmente sicuri e conformi alle normative regionali in materia di prevenzione delle cadute dall’alto, ove applicabili.

Opportunità e vantaggi di una scelta corretta dei lucernari

Intervenire in modo mirato sui lucernari dei sottotetti non abitati consente di cogliere diversi vantaggi, tecnici ed economici.

Efficienza energetica e comfort indiretto

Una copertura ben progettata, con lucernari adeguati, contribuisce all’efficienza energetica complessiva dell’edificio. Sebbene il sottotetto non sia uno spazio abitato, la sua temperatura e il suo grado di umidità influenzano direttamente le condizioni degli ambienti sottostanti.

In climi mediterranei, una corretta ventilazione del sottotetto, favorita anche da lucernari apribili, può ridurre il carico termico estivo sulle abitazioni, limitando l’uso di climatizzatori e ventilatori. Questo effetto è particolarmente significativo negli edifici con copertura scura e grande esposizione solare.

Maggior durabilità della copertura

L’adozione di lucernari adeguati, integrati in un sistema di copertura ben progettato, aiuta a mantenere sotto controllo umidità e condense, proteggendo strati isolanti, membrane e strutture. La maggiore durabilità si traduce in minori interventi straordinari e in una migliore tenuta nel tempo del valore dell’immobile.

Gestione più semplice di manutenzione e controlli

Lucernari pensati come vere e proprie vie di accesso alla copertura semplificano in modo sostanziale le operazioni di manutenzione: ispezioni periodiche dopo eventi meteorologici intensi, verifiche annuali delle impermeabilizzazioni, controllo di antenne, pannelli fotovoltaici e altri impianti tecnici.

In contesti condominiali o aziendali, la possibilità di programmare manutenzioni ordinarie con accesso dall’interno del sottotetto, tramite lucernari adeguati, riduce tempi, complessità organizzativa e uso di piattaforme esterne.

Ottimizzazione dei costi grazie all’acquisto consapevole

La diffusione della vendita di soluzioni tecniche per coperture tramite canali digitali ha reso più accessibile il confronto tra modelli, materiali e fasce di prezzo. Per ottenere vantaggi reali, però, è fondamentale leggere le schede tecniche con spirito critico, valutando:

●       la reale funzione del lucernario nel caso specifico (solo luce, luce + aria, luce + aria + accesso);

●       le prestazioni termiche (dove rilevanti) e meccaniche;

●       la compatibilità con il tipo di copertura e i sistemi di fissaggio previsti;

●       le certificazioni in materia di resistenza al vento, alla neve, alla grandine, al fuoco, quando applicabili.

Un investimento leggermente maggiore su un prodotto più performante e adatto al contesto può evitare interventi correttivi successivi e ridurre sensibilmente i costi di manutenzione nel ciclo di vita dell’edificio.

Aspetti normativi e regolatori: cosa considerare

La scelta e l’installazione di lucernari per sottotetti non abitati devono confrontarsi con un quadro di norme tecniche e regolamenti, che variano in parte a seconda della destinazione d’uso dell’edificio (residenziale, produttivo, pubblico) e della regione.

Requisiti di aerazione e ventilazione

In ambito residenziale, la normativa nazionale e i regolamenti edilizi locali si concentrano soprattutto sugli ambienti abitati, ma richiedono spesso che i locali tecnici e i sottotetti abbiano un livello minimo di aerazione, diretta o indiretta, sufficiente a smaltire umidità e calore. In molti casi, la ventilazione può essere garantita da aperture continue in gronda e in colmo; tuttavia, in coperture complesse o con volumi significativi, i lucernari apribili diventano uno strumento efficace per rispettare queste prescrizioni.

Sicurezza in copertura e accessi

I regolamenti in materia di prevenzione delle cadute dall’alto prevedono, in varie regioni italiane, che gli interventi sulle coperture includano sistemi permanenti di sicurezza (linee vita, punti di ancoraggio, percorsi protetti). In questo quadro, la presenza di lucernari idonei come punti di accesso può essere parte della strategia complessiva di sicurezza, purché:

●       i lucernari siano dimensionati in modo da consentire un passaggio sicuro;

●       i sistemi di apertura siano affidabili e manovrabili dall’interno;

●       siano previsti parapetti, linee vita o altri dispositivi in copertura, in corrispondenza dell’uscita.

È buona pratica che proprietari e amministratori si confrontino con tecnici abilitati per verificare la conformità del sistema di accesso tramite lucernari alla normativa locale e alle linee guida regionali.

Resistenza al fuoco, alla neve e al vento

Per edifici industriali, commerciali e pubblici, esistono norme specifiche sulla reazione e resistenza al fuoco dei componenti di copertura, così come sui carichi di neve e sulla resistenza al vento. I lucernari devono essere parte integrante di questa verifica, con attenzione alla conformità ai requisiti imposti dal progetto strutturale e antincendio.

In zone con carichi neve significativi o esposizione intensa al vento, la corretta posa in opera, il dimensionamento dei fissaggi e la scelta di lucernari adeguati rappresentano una condizione essenziale per la sicurezza e la durabilità dell’intervento.

Indicazioni operative: come scegliere lucernari per sottotetti non abitati

Per orientarsi in modo consapevole, è utile procedere per step, combinando valutazioni tecniche e budget.

1. Analizzare il sottotetto e la copertura

Prima di selezionare un lucernario, è necessario comprendere le caratteristiche del sottotetto: volume d’aria, altezza media, presenza di impianti o strutture, accessibilità attuale, tipo di copertura (falda inclinata, tetto piano, pannelli sandwich, lamiera grecata, tegole, ecc.).

Un sottotetto di piccole dimensioni, con copertura ventilata e poche esigenze di manutenzione, potrebbe richiedere soltanto uno o due lucernari per ispezione e aerazione periodica. Al contrario, un ampio vano tecnico con impianti, cablaggi e passaggi frequenti giustifica l’installazione di più punti luce e di almeno un lucernario con funzione di accesso sicuro.

2. Definire funzioni e priorità

In funzione dell’uso prevalente del sottotetto, le priorità possono essere diverse:

●       se il sottotetto ospita impianti che richiedono controlli regolari, la facilità di accesso diventa un requisito fondamentale;

●       se il problema principale è l’umidità e la condensa, la ventilazione deve essere messa al centro del progetto, con lucernari apribili e, se necessario, integrazione con altri sistemi di aerazione;

●       se è richiesta anche una certa protezione termica, ad esempio in caso di sottotetto parzialmente utilizzato come deposito sensibile alle temperature, occorre valutare le prestazioni isolanti del lucernario.

3. Valutare materiali e prestazioni

La scelta del materiale incide direttamente su costi, manutenzione e durata. I lucernari in vetro stratificato, ad esempio, offrono ottime prestazioni di sicurezza e possono essere più indicati in contesti residenziali di pregio o dove si preveda una futura trasformazione del sottotetto. Le soluzioni in policarbonato su struttura metallica, invece, uniscono robustezza, buona trasmissione luminosa e costi più contenuti, rendendosi adatte a sottotetti tecnici, capannoni, coperture di magazzini.

È importante verificare le prestazioni dichiarate: trasmittanza termica, resistenza agli urti, alla grandine, al fuoco, oltre alla compatibilità con la pendenza del tetto e con i layer della stratigrafia (isolanti, manti impermeabili, listellature).

4. Progettare posizione e numero dei lucernari

Un errore frequente è quello di sottodimensionare il numero di lucernari per ragioni di costo immediato. Il risultato è una distribuzione irregolare della luce e una ventilazione inefficace. In realtà, un buon compromesso consiste nell’individuare i punti di passaggio e le aree dove si concentrano impianti e strutture da ispezionare, installando lucernari in posizioni strategiche.

Per la ventilazione, la combinazione ideale prevede spesso l’abbinamento di lucernari apribili alle tradizionali prese d’aria in gronda e in colmo, creando un percorso naturale di risalita dell’aria calda e di ingresso dell’aria più fresca.

5. Curare la posa in opera

Anche il miglior lucernario, se installato in modo approssimativo, può diventare fonte di infiltrazioni, ponti termici e problemi di tenuta al vento. È essenziale affidare la posa a personale qualificato, che conosca le soluzioni di raccordo con la copertura (scossaline, grembiuli, sigillature), rispetti le istruzioni del produttore e utilizzi accessori specifici per il tipo di tetto.

Inoltre, in presenza di lucernari con funzione di accesso, è fondamentale verificare la stabilità dei supporti interni (scale, passerelle, piani di calpestio) e coordinare l’intervento con eventuali dispositivi anticaduta.

FAQ: domande frequenti sui lucernari per sottotetti non abitati

È davvero necessario installare lucernari in un sottotetto non abitato?

Non sempre è obbligatorio, ma nella pratica quasi sempre consigliabile. I lucernari facilitano l’ispezione, migliorano la ventilazione e contribuiscono al controllo di umidità e temperature. In presenza di impianti o coperture estese, la loro assenza può tradursi in maggiori rischi di degrado e costi di manutenzione più elevati nel tempo.

Meglio un lucernario fisso o apribile per un sottotetto tecnico?

Per un sottotetto puramente tecnico, un lucernario apribile è spesso preferibile, anche se con semplice apertura manuale, perché permette sia l’ingresso di luce naturale sia il ricambio d’aria quando necessario. I lucernari fissi possono bastare dove l’aerazione è già garantita da altre soluzioni e l’accesso avviene da aperture alternative.

I lucernari per sottotetti non abitati devono avere le stesse prestazioni termiche di quelli per ambienti abitati?

Non necessariamente. Nei sottotetti non riscaldati, il requisito di isolamento termico del lucernario può essere meno stringente rispetto alle finestre di ambienti abitati. Tuttavia, occorre considerare le ricadute sul comportamento termico della copertura nel suo insieme e sulle condizioni degli ambienti sottostanti, soprattutto in climi freddi o molto caldi.

Conclusione: una scelta tecnica, non solo economica

Il tema dei lucernari per sottotetti non abitati, spesso trascurato, ha invece implicazioni molto concrete su efficienza energetica, durabilità della copertura, sicurezza delle manutenzioni e qualità dell’edificio nel suo insieme. La possibilità di accedere a un’ampia offerta di prodotti tramite canali digitali, con un mercato sempre più strutturato, rende oggi più semplice confrontare soluzioni diverse, ma richiede un approccio informato e progettuale.

Per proprietari, amministratori, professionisti dell’edilizia e imprese di installazione, la scelta dei lucernari non dovrebbe essere guidata solo dal prezzo, ma dalla capacità del prodotto di rispondere in modo preciso a esigenze di luce, ventilazione e accesso, nel rispetto delle normative e delle specifiche tecniche della copertura. Un sottotetto ben illuminato, aerato e accessibile non è un dettaglio: è un elemento strutturale di un edificio efficiente, sicuro e più semplice da gestire nel tempo.







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