Beko, azienda leader a livello globale nel settore degli elettrodomestici, presenta oggi il suo Smart Living Index (SLI). Dallo studio emerge che le pressioni finanziarie rappresentano oggi il principale motore dell’adozione di comportamenti domestici sostenibili a livello mondiale.
Tra le ricerche più ampie nel suo genere, lo Smart Living Index analizza l’evoluzione delle percezioni dei consumatori in materia di sostenibilità e utilizzo dell’energia, oltre al modo in cui gli elettrodomestici smart vengono effettivamente utilizzati all’interno delle abitazioni.
Per la realizzazione dello Smart Living Index, Beko ha intervistato un campione rappresentativo di 6.000 consumatori in 12 mercati: Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Romania, Turchia, Egitto, Thailandia, Pakistan e Sudafrica. In tutti i mercati analizzati, i consumatori hanno dichiarato di aver modificato il proprio approccio all’acquisto degli elettrodomestici negli ultimi 12 mesi, attribuendo crescente importanza all’accessibilità economica nel lungo periodo e alla sostenibilità.
Nei Paesi in cui i consumatori monitorano attivamente i costi di esercizio degli elettrodomestici, l’adozione di funzionalità smart risulta più elevata. Al contrario, nei mercati in cui il consumo energetico viene monitorato meno attentamente, l’adozione di tecnologie smart procede più lentamente e i consumatori tendono a privilegiare altre pratiche di risparmio energetico più tradizionali.
In Italia, i risultati evidenziano come l’accessibilità dei costi energetici e il ruolo delle politiche pubbliche siano elementi centrali nel rapporto dei consumatori con gli elettrodomestici:
- Il costo dell’energia è la principale preoccupazione ambientale per gli italiani: lo indica un consumatore su tre. L’aumento delle bollette ha già inciso sui comportamenti quotidiani, con il 34% che dichiara di aver ridotto parzialmente l’uso degli elettrodomestici e il 15% di averlo ridotto in modo significativo. Poco più della metà degli italiani, in linea con la media europea, afferma inoltre di avere una chiara consapevolezza dei costi mensili di utilizzo degli elettrodomestici.
- Per contenere i consumi, gli italiani adottano strategie concrete e diffuse: il 62% preferisce stendere il bucato all’aria anziché utilizzare l’asciugatrice, il 49% usa gli elettrodomestici nelle fasce orarie non di punta e il 48% ricorre regolarmente alle impostazioni “eco”.
- Gli elettrodomestici smart sono percepiti soprattutto come una leva di sostenibilità ambientale, più che di risparmio economico immediato. Il 50% degli italiani li considera favorevoli per l’ambiente, mentre solo il 37% ritiene che siano più economici nell’uso quotidiano. Persistono inoltre alcune barriere all’adozione: il 54% li percepisce come più costosi all’acquisto e il 43% come più complessi da riparare. Tra le funzionalità smart più apprezzate emerge la possibilità di monitorare i consumi di energia e acqua.
- Forte la richiesta di un ruolo attivo delle istituzioni: il 75% degli italiani ritiene che sostenere la transizione verso elettrodomestici più efficienti debba essere una priorità per il Governo.
Principali evidenze a livello globale:
- Il costo come catalizzatore: in 8 mercati su 12, i costi dell’energia sono indicati come la questione ambientale con il maggiore impatto sulla vita quotidiana, a conferma di come le sfide climatiche e di sostenibilità siano percepite in modo più acuto attraverso le bollette energetiche delle famiglie.
- Il Sud del mondo guida il cambiamento: nei mercati occidentali come Regno Unito, Germania e Francia, i consumatori attribuiscono un valore inferiore allo smart living rispetto ai mercati emergenti come Egitto, Thailandia e Pakistan.
- Divario di fiducia nella tecnologia: meno del 20% dei consumatori nei principali mercati europei (Francia, Spagna, Regno Unito e Germania) dichiara di fidarsi degli elettrodomestici alimentati dall’intelligenza artificiale, nonostante il diffuso riconoscimento dei benefici ambientali delle soluzioni smart.
- Ritorno all’analogico: una quota significativa della popolazione adotta comportamenti di sostituzione degli elettrodomestici per risparmiare energia in casa; in molti Paesi, circa due terzi degli intervistati dichiarano di asciugare il bucato all’aria.
- Il paradosso età-reddito: le attività di risparmio energetico aumentano con l’età, ma diminuiscono all’aumentare del reddito, sfidando le convinzioni tradizionali sull’impegno ambientale. La fascia over 54 è in testa in tutte le pratiche di risparmio energetico.
- Richiesta di supporto pubblico: oltre il 50% degli intervistati in tutti i mercati concorda sul fatto che le politiche governative dovrebbero sostenere i consumatori nella transizione verso elettrodomestici più efficienti in termini di risorse, anziché lasciare l’onere interamente alle famiglie.
- Il futuro è smart: Thailandia (81%), Pakistan (86%) e Turchia (80%) mostrano il maggiore entusiasmo verso elettrodomestici sempre più intelligenti, mentre Germania (39%), Regno Unito (40%) e Francia (43%) attribuiscono minore importanza all’innovazione smart. Tuttavia, tutti i Paesi condividono un forte interesse per le innovazioni che consentono l'autopulizia o la generazione di energia.
Commentando il lancio dello Smart Living Index, Hakan Bulgurlu, Chief Executive Officer di Beko, ha dichiarato: «Lo Smart Living Index evidenzia l’urgenza di colmare il divario di fiducia nelle tecnologie smart e nei loro benefici, per liberarne appieno il potenziale a favore di uno stile di vita più intelligente e sostenibile in ogni casa. I risultati dimostrano inoltre come piccoli cambiamenti individuali, se adottati su larga scala, possano generare un impatto collettivo significativo. In Beko crediamo che i consumatori debbano avere accesso a soluzioni progettate per ridurre l’impatto ambientale, indipendentemente dalle pressioni economiche. Comprendere le tendenze globali di risparmio energetico e le percezioni sugli elettrodomestici smart ci consente di rispondere in modo sempre più mirato alle esigenze dei nostri clienti e di sostenere la transizione verso stili di vita più sostenibili».




