Non è una confessione ma il titolo che Gianni Spartà vorrebbe veder scritto sull’articolo ad epilogo dell’omicidio di Lidia Macchi.
Oggi Gianni inquadra la storia come un insieme di misticismo, mistero e prodigi; affermazione tanto forte quanto incredibile se non fosse sostenuta da fatti che lui cita con precisione tipica del giornalista puntiglioso quale è stato e quale ancora è.
Un omicidio, tre sospettati, nessun colpevole. Il delitto perfetto…? Difficile dirlo, catalogarlo così, ma pensarlo è ammesso.
Gianni Spartà in questa intervista ricorda la sua esperienza di cronista riferendosi proprio a quanto successo nel 1987. Guarda con dolore alla sofferenza della famiglia Macchi, analizza pragmaticamente il susseguirsi degli eventi e le varie fasi delle inchieste... Una vittima tre sospettati... Nessun colpevole!
Un omicidio che secondo lui è nella storia essendo storia stessa di Varese. Lidia Macchi è morta assassinata, scomparsa il 5 gennaio 1987, ritrovata cadavere il 7 vicino alla sua auto... 39 anni di dolore e tanti tanti cambiamenti nelle persone che le erano vicine.
Tutto nelle parole di chi si dice certo che il caso era da considerarsi chiuso con l’anno che con quelle coltellate si è aperto. Poi solo parole al vento tranne quelle che lui spera potrebbero essere pronunciate, o che già sono nel vento, da chi ha ucciso Lidia… «Sono stato io...».




