Malpensa - 22 gennaio 2026, 13:50

FOTO e VIDEO - Malpensa chiude l’anello ferroviario: la tratta Gallarate-T2 ridisegna la geografia dei collegamenti del Nord Ovest

L’inaugurazione al Terminal 2 segna una svolta infrastrutturale e politica. Malpensa rafforza il proprio ruolo di hub internazionale, mentre la Lombardia accelera sull’intermodalità in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

L’inaugurazione della nuova tratta ferroviaria Gallarate–Malpensa Terminal 2, avvenuta oggi al T2 dello scalo, rappresenta molto più di un intervento di potenziamento locale. È una scelta politica che incide sull’assetto strategico della mobilità del Nord Ovest e sulla capacità di Malpensa di giocare un ruolo pienamente competitivo nello scenario europeo. Con questo collegamento si chiude uno dei nodi infrastrutturali più attesi, trasformando l’aeroporto in un sistema sempre più integrato con la rete ferroviaria regionale, nazionale e transfrontaliera.

Il riferimento alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 attraversa l’intera operazione. Non come semplice scadenza, ma come prova generale di efficienza. «Il primo vero banco di prova sarà proprio l’evento olimpico – ha osservato l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini – un’occasione unica per il territorio, in cui il sistema di mobilità gioca un ruolo fondamentale». Una sfida che passa dalla riduzione dei tempi di percorrenza e dall’aumento delle connessioni, ma anche da un cambio di paradigma nel rapporto tra aeroporto e ferrovia.

La dimensione istituzionale: una visione condivisa di futuro

Sul piano politico-istituzionale, l’inaugurazione restituisce l’immagine di una filiera decisionale che, pur nella complessità, ha saputo tenere insieme livelli diversi di governo. L’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente ha parlato di «un aeroporto che da domani avrà un sistema di interconnessione più efficace», sottolineando come Regione Lombardia stia lavorando per rendere la rete dei trasporti «sempre più intermodale, più smart e più vicina ai cittadini e ai viaggiatori».

Un concetto ribadito dal presidente di FNM Andrea Gibelli, che ha rivendicato il metodo come valore politico: «Attraverso la collaborazione tra sistema normativo e istituzionale si riesce a portare a termine le opere nei tempi che ci si è dati». Una lettura condivisa anche dal prefetto di Varese Salvatore Rosario Pasquariello, che ha definito l’opera «il risultato di una visione complessiva di futuro che le amministrazioni comunali e le istituzioni del territorio hanno saputo costruire nel tempo», evidenziando il significato di sistema di un’infrastruttura che va oltre i confini amministrativi.

Nel quadro regionale, l’assessore alla Cultura Francesca Caruso ha posto l’accento sulla ricaduta territoriale: «È un’opera che valorizza il patrimonio culturale e produttivo di questo territorio», capace di connettere Gallarate e la provincia di Varese a uno dei principali aeroporti italiani, favorendo una mobilità più sostenibile e una nuova attrattività economica.

L’opera: complessità tecnica e sostenibilità

Dal punto di vista infrastrutturale, la tratta Gallarate–Malpensa T2 rappresenta un intervento di alta complessità tecnica. Il nuovo collegamento a doppio binario consente di raggiungere il Terminal 2 in otto minuti e il Terminal 1 in quindici, ridisegnando in modo strutturale i flussi di accesso allo scalo. Un risultato ottenuto affrontando criticità rilevanti, dal passaggio nel sedime aeroportuale all’attraversamento di importanti assi viari e ferroviari.

«Sono stati anni estremamente complicati, sia dal punto di vista tecnico sia ambientale», ha ricordato il consigliere delegato di FNM Fulvio Caradonna. Un aspetto su cui ha insistito anche il presidente di FerrovieNord Pier Antonio Rossetti, rivendicando «l’orgoglio di inaugurare un collegamento prima delle Olimpiadi» e sottolineando come l’opera dimostri che «lo scetticismo internazionale verso la capacità italiana di realizzare infrastrutture complesse non trova riscontro nei fatti». Un progetto che ha puntato su sostenibilità e mitigazioni ambientali, candidandosi a modello replicabile.

Sea e la centralità di Malpensa

In questo scenario si inserisce il ruolo di Sea, protagonista del percorso di crescita che ha interessato Malpensa negli ultimi anni. L’amministratore delegato Armando Brunini ha evidenziato come «l’apertura del collegamento ferroviario tra il Terminal 2 e Gallarate rafforzi l’accessibilità dell’aeroporto e la sua integrazione con la rete di mobilità regionale, nazionale ed europea», consolidando Malpensa come core airport della rete Ten-T. Una crescita che impone scelte infrastrutturali coerenti e che trova negli investimenti pubblici di Regione Lombardia e dello Stato un fattore decisivo. L’ampliamento dei collegamenti ferroviari non è solo una risposta ai numeri in aumento, ma una leva strategica per il futuro dello scalo e del territorio che lo circonda.

Oltre l’opera, una strategia

In questa prospettiva si inserisce anche la lettura offerta dal mondo della logistica e dell’impresa. Per Marco Colombo, presidente di Malpensa Distripark, la nuova tratta «rappresenta un passo concreto verso un futuro più sostenibile e competitivo», perché infrastrutture moderne e collegamenti ferroviari efficienti sono «la chiave per spostare traffico dalla gomma alla rotaia, riducendo emissioni, congestione e tempi morti». Un passaggio che rafforza l’idea di Malpensa come piattaforma intermodale capace di unire ferro, cielo e mare, «completando quel corridoio strategico che lega l’area logistica milanese al porto di Genova».

A emergere con forza dall’inaugurazione è l’idea di un’infrastruttura che non risponde a una contingenza, ma costruisce una traiettoria. «Le infrastrutture richiedono tempo, perseveranza e ostinazione», ha ricordato Pierpaolo Settembri, vice capo di gabinetto del Commissario europeo ai Trasporti, collocando Malpensa «al centro di una delle principali dorsali della mobilità europea».

Ridurre il traffico su gomma, potenziare il ferro, rendere più efficiente l’interconnessione tra aeroporto e territorio: la nuova tratta Gallarate–Malpensa T2 va esattamente in questa direzione. Un passaggio che rafforza il ruolo internazionale dello scalo e ridisegna la mappa dei collegamenti del Nord Ovest, proiettandola in una dimensione sempre più europea e strutturata.

Alice Mometti

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