Oggi sono già due anni che Gigi Riva da Leggiuno ha lasciato la vita terrena per andare nel cielo azzurro, il colore che ha sempre portato nel suo cuore.
Azzurro era ed è il suo Lago Maggiore, azzurro era ed è il mare della sua amata Sardegna, azzurro era ed è il colore della maglia nazionale italiana, alla quale ha dedicato gran parte della sua vita. In questi due anni caro Gigi, sulla Terra sono successe tante cose, a dire il vero sempre più brutte e negative.
Se fossimo stati insieme a commentare le vicende dei giorni nostri, magari insieme agli amici Tomas e Sandro, avresti detto alla tua maniera "orca boia ma dove andiamo in questo brutto mondo". Ora tu hai raggiunto un posto nel cielo dove è scritto "Hombre Vertical" e lì hai rincontrato le tue amate sorelle Candida e Fausta, papà Ugo e mamma Edis ai quali finalmente hai potuto raccontare i tuoi grandi risultati nel mondo del calcio, che non hanno avuto la fortuna di vedere, così come tuo zio Benito, che da non vedente ha sempre ascoltato alla radio la tua straordinaria vita di campione.
I ricordi nella tua cara Leggiuno sono sempre vivi sia nel cuore di chi ti ha conosciuto, sia di coloro che non hanno avuto questo grande privilegio. Chiudendo gli occhi ti vedo che esci da casa tua con un panino in mano, per andare nella chiesa storica di San Primo, dove l'allora parroco Don Piero prima di farvi giocare vi faceva recitare le orazioni, per poi farvi giocare interminabili partite nel campetto dell'oratorio, dove oggi i tuoi amici del Centro Anziani leggiunese hanno fatto realizzare, dalla pittrice Sonia Zarantonello, un dipinto in tua memoria.
Sempre chiudendo gli occhi ti vedo accompagnare tua mamma al lavatoio con le cesta piene di panni da lavare mentre le raccontavi il tuo sogno di voler diventare un calciatore. Custodisco nel mio cuore il ricordo delle partite da bambino, nel campetto dell' oratorio e le mamme che ci chiamavano per andare a cena o quando c'era qualche temporale in arrivo, ma noi volevamo rimanere fuori a tutti i costi per ascoltare il tuono ed il suo rombo nel campetto dove tu anni prima giocavi con il Dilo, Alberto, Pin Pin ed altri tuoi compagni coetanei.
Il tempo è passato caro Gigi, ma a Leggiuno tutto parla sempre di te, in attesa di ascoltare ancora una volta dal cielo quel rombo di tuono...




