La Varese Nascosta - 17 gennaio 2026, 08:17

LA VARESE NASCOSTA. La leggenda dei quattro cipressi di Bodio

Le acque molli e grigie del lago di Varese dormono tra i canneti e raccontano una storia che arriva da lontano: quella di quattro cavalieri e di altrettante principesse dal cuore spezzato

(foto generica realizzata con l'Intelligenza Artificiale)

(foto generica realizzata con l'Intelligenza Artificiale)

Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata alla storia, agli aneddoti, alle leggende e al patrimonio storico e culturale di Varese e del Varesotto in collaborazione con l'associazione La Varese Nascosta. Ogni sabato pubblichiamo un contributo per conoscere meglio il territorio che ci circonda. Oggi raccontiamo la leggende dei quattro cipressi di Bodio.

I quattro cipressi di Bodio

Le acque molli e grigie del lago dormono tra i canneti della palude afosa, dove gli uccelli acquatici hanno il loro nido. Una volta le terre delle contee sul lago erano vaste e silenziose. Ma due castelli nemici, due famiglie potenti erano in perenhe lotta tra loro: il maniero della Vignaccia e quello della Brabbia, oltre le torbiere rosse e ondulate.

I colli attorno al lago più volte erano stati devastati e incendiati; dopo le stragi, il silenzio delle paludi si era mutato nel silenzio della morte. Arbusti spezzati, stoppie riarse, persino gli uccelli acquatici si erano rintanati, impietriti dal terrore.

E quando dalle piane del Danubio erano giunte le orde degli Ungari, con gli elmi appuntiti e le scimitarre ricurve e sporche di sangue, il signore della Vignaccia le aveva accolte perché devastassero il castello della Brabbia.

Ma la rocca delle torbiere aveva resistito. Nel silenzio guardingo gli armigeri aspettavano, vigili sugli spalti, chiusi nelle loro maglie di ferro con le alabarde in pugno. Il sole della sera dava bagliori alle loro armi.

Dietro le mura, al sicuro, la vita scorreva e i figli crescevano: in un castello quattro giovani ardenti, nell'altro quattro dolcissime principesse dagli occhi neri e profondi.

A volte Marusia, la più bella e intraprendente, fuggiva verso il limitare delle vigne con la complicità del tramonto. Allora dalle torbiere giungeva Olivieri. Si vedevano di nascosto, all'ombra delle canne selvatiche. Le altre principesse non conoscevano gli altri principi, ma sapevano di amarli e di essere ricambiate.

E venne il grido d'aiuto per la difesa del Santo Sepolcro, vennero le crociate. In tutta l'Europa le porte dei castelli si spalancarono, i ponti levatoi furono abbassati e i cavalieri passarono a fumi. Con le loro lance d'oro partirono anche i quattro giovani cavalieri della Brabbia.

Le principesse vennero a salutarli, pallide, al pizzo di Bodio... Era la prima volta che si vedevano tutti insieme. “Vi aspetteremo qui, così, quando tornerete, ci vedrete dall'altra riva..." continuò Marusia, ingoiando le lacrime "e voi alzerete le armi, così le vedremo luccicare al sole." "Alzeremo le armi e avremo sulle insegne i vostri nomi e il nome di Dio."

Partirono sui loro cavalli, volgendo verso la punta del lago. Le principesse rimasero lì, a guardare la riva opposta. il tempo passava. L'odio non si placava. Il castello della Vignaccia fu assalito, incendiato Le mandrie furono uccise e le vigne devastate. Le principesse fuggirono, ma furono raggiunte e uccise sull'ultimo pezzo di terra a fior d'acqua, mentre con occhi disperati guardavano la riva opposta.

Tutto fu silenzio, il tragico silenzio della morte. Ma la mattina successiva, quattro cipressi alti e aguzzi come lance erano cresciuti su quel'lembo di terra al margine dell'acqua. Fermi e vivi, come gli occhi di Marusia e delle sue sorelle, guardavano la riva opposta. Immobili guardano anche oggi davanti a loro, i quattro cipressi di Bodio, e quando una barca si avvicina, sembra che si chinino dall'alto a guardare.

E qualcosa dice, nel sonno delle acque leggere: “Non siete voi." Nessuno approda ai quattro cipressi. La barca se ne va a malincuore, portandosi nel tonfo dei remi la pena di quella voce delusa: “Non siete voi."

Chiara Zangarini

(Post da La Varese Nascosta)

da La Varese Nascosta

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