Oggi, 13 gennaio 2026, è una data speciale per Besozzo e per la famiglia Porrini: compie 95 anni Luciano Porrini, besozzese doc e imprenditore nel settore dell'abbigliamento che non ha bisogno di presentazioni nemmeno oltre i confini del Varesotto.
Un commerciante e un negozio che sono stati e sono tuttora un punto di riferimento del commercio del territorio della provincia di Varese: una storia imprenditoriale che si intreccia con quella della famiglia Porrini, come spesso capita di sentire nel nostro territorio. Un modello di gestione dell'impresa che rappresenta la spina dorsale della nostra economia, dove il rapporto diretto con il cliente è un vero valore aggiunto, al pari della qualità dei prodotti venduti.
Il negozio d'abbigliamento Porrini nasce nel 1910 (con una denominazione diversa), grazie alle sorelle Albizzati, Teresa che è la mamma di Luciano e Lidia e si trovava all'angolo dell'attuale piazza 1° Maggio verso via De Bernardi: una bottega piccola, ma dove si poteva trovare tutto ciò che avesse a che fare con l'abbigliamento. Con la Lambretta, Luciano girava nei paesi limitrofi per far conoscere tessuti e merce in vendita.
A raccontarci qualcosa di più della storia del signor Luciano, con aneddoti e qualche particolare curioso sono i suoi figli Andrea e Carlo che portano avanti la tradizione e l'attività di famiglia, oggi con il marchio Porrini Moda, che continua ad essere punto di riferimento per abbigliamento di qualità, ben oltre i confini della provincia di Varese e che oggi si trova in via XXV Aprile. Quello che non è cambiato è lo stile "inventato" dal signor Luciano, improntato sul rapporto speciale con i clienti, con i dipendenti e i collaboratori.
Com'è nata l'attività fondata da vostro papà?
Le mercerie in quel periodo storico vendevano principalmente prodotti per il cucito, ma le sorelle Albizzati già facevano realizzare abiti su misura dando lavoro alle sarte della zona. Successivamente, con l'avvento del pret-a-porter, gran parte degli abiti non veniva più realizzato su misura, ma venivano venduti già finiti, in taglie diverse e pronti da indossare. Nostro padre comprese subito la portata di questa rivoluzione per il settore che arrivò anche in Italia e subito si mise alla ricerca di prodotti italiani, francesi e inglesi di alta qualità. In poco tempo la sua intuizione ebbe notevole successo tra i clienti.
Nell'attività di famiglia era impegnata anche vostra mamma Anna?
Mamma nei primi anni di matrimonio lavorava come ragioniera in un'importante azienda locale. Senza esitare lasciò questo impiego per aiutare papà in negozio. Mamma fu davvero determinante e fondamentale per nostro padre; sono stati una grande coppia nella vita e nel lavoro. Successivamente, verso la fine degli anni sessanta, venne aperta una nuova sede che negli anni è stata ampliata, sino all'attuale in via XXV Aprile: nostro padre ha voluto seguire tutte le fasi della costruzione e poi dell'apertura del nuovo negozio.
Qualche ricordo particolare dei vostri genitori?
Mamma Anna è mancata nel 1999, ma è sempre stata un pilastro per papà; lei era l'anima economica dell'attività di famiglia, mentre nostro padre è sempre stato un creativo dal grande intuito imprenditoriale che sapeva interpretare la moda del periodo e anticipare i gusti, grazie alla sua innata sensibilità e al forte fiuto per gli affari. In quel periodo non esisteva il non lavorare, anche noi fratelli eravamo reclutati in negozio per svolgere qualche mansione soprattutto durante le festività natalizie e i periodi di vacanza estivi. Tanto per dirne una, Andrea si è sposato di domenica, perché di sabato era inconcepibile tenere il negozio chiuso. Bei ricordi, chissà oggi cosa direbbe la mamma nel vedere la grande crescita dell'attività di famiglia.
Altri aneddoti legati a vostro papà?
Ce ne sono molti, ha vestito negli anni personaggi importanti di cui però preferiamo non fare nomi. Posso però ricordare un episodio legato al Varese Calcio di inizio anni ottanta. In quel periodo la squadra biancorossa era allenata da Eugenio Fascetti che diventò amico di nostro padre. Terminata l'esperienza varesina, il mister andò ad allenare a Lecce, ma rimasero sempre in contatto, tanto che quando il Lecce giocava in trasferta a Milano, Fascetti veniva a trovarlo con il pullman della squadra con giocatori, staff, dirigenti e tecnici. Era sempre un momento molto emozionate.
Oggi cosa fa il signor Luciano?
Dopo aver lasciato il negozio a 85 anni e dobbiamo dire che lo ha fatto con molta fatica, oggi finalmente si dedica al meritato riposo. Spesso riaffiorano i ricordi del passato. Oggi noi tutti gli facciamo i super meritati auguri di buon compleanno con 95 candeline da spegnere e un desiderio da esprimere.
Anche la redazione di VareseNoi si unisce volentieri nel fare gli auguri al signor Luciano Porrini, un pezzo di storia non solo del commercio besozzese. Un ringraziamento particolare ad Angela Garro non solo per le foto ma anche per la collaborazione fornita per la preparazione dell'articolo.






