Cronaca - 13 gennaio 2026, 10:52

Il giudice del processo Hydra: «C'è un patto tra le tre principali mafie in Lombardia, soprattutto nelle province di Milano e Varese»

La nota del Tribunale di Milano all'indomani della sentenza che ha visto 62 condanne: «Delitti di associazioni per il traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, estorsioni e rapine nonché plurimi reati economici, tutti commessi sul territorio lombardo e, in particolare, nelle province di Milano e Varese»

(foto d'archivio)

(foto d'archivio)

Il giudice di Milano Emanuele Mancini che ieri sera, martedì 12 gennaio, ha emesso un provvedimento per gli imputati del processo Hydra (leggi QUI), «ha ritenuto che si è in presenza dell’operatività sul territorio lombardo di un’associazione costituita da singoli soggetti - alcuni dei quali già in passato ricondotti giudiziariamente alle mafie storiche (Cosa nostra, camorra, 'ndrangheta) e altri comunque collegati a tali soggetti - che ha esercitato la propria capacità intimidatoria determinando condizioni di assoggettamento e di omertà sulla collettività mediante il ricorso alla violenza e alla minaccia, gestendo l’attività di cessione delle sostanze stupefacenti ed inserendosi nella realtà economica locale con proprie società le cui attività erano finalizzate principalmente all’attività di riciclaggio di denaro proveniente da precedenti illeciti». E' uno dei passaggi riportato in un comunicato firmato dalla presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora e dal presidente del Tribunale Fabio Roia.

Il processo, che ha richiesto circa 40 udienze, ha visto scelte diverse per i 146 imputati: tra le 56 posizioni trattate in udienza preliminare è stata emessa sentenza di proscioglimento nei confronti di 11 imputati, gli altri 45 sono stati rinviati a giudizio e il processo proseguirà davanti ai giudici dell'ottava sezione del Tribunale di Milano. Per le 80 posizioni definite dopo la richiesta di giudizio abbreviato è stata pronuncia di condanna nei confronti di 62 imputati con condanne fino a 16 anni, 18 le assoluzioni piene e 9 i patteggiamenti. Irreperibile un imputato e per un altro detenuto in Colombia non si è ancora potuto celebrare il processo in attesa della sua estradizione. La motivazione della sentenza sarà depositata tra 90 giorni, "stante la complessità del procedimento".

Nell'ottobre 2023 il gip Tommaso Perna aveva respinto 140 richieste di arresti per i 153 indagati e aveva disposto il carcere solo per 11 persone accusate di diversi reati eliminando l'accusa di associazione mafiosa. Un anno dopo il Riesame aveva dato invece ragione alla Procura e riconosciuto per alcuni l'associazione mafiosa. La conferma della Cassazione sulle misure cautelari aveva quindi portato nei mesi successivi a diversi arresti. La sentenza di ieri, emessa all’esito del giudizio abbreviato, «ha riconosciuto, nel contraddittorio delle parti, sulla base dell’imponente materiale probatorio acquisito anche dopo il formarsi del giudicato cautelare, ad esempio con le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, la sussistenza dell’associazione criminale di tipo mafioso contestata al capo 1 delle imputazioni, oltre agli ulteriori reati-fine, tra cui delitti di associazioni per il traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi, estorsioni e rapine nonché plurimi reati economici, tutti commessi sul territorio lombardo e, in particolare, delle Province di Milano e Varese» si legge nella nota dei vertici del Tribunale.

(Afe/Adnkronos)

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