Chi è un cultore dei film di Renato Pozzetto e in particolare della pellicola del 1978 "Io tigro, tu tigri, egli tigra", non può non ricordare con affetto e una risata, la locandiera della trattoria "Semivuota" interpretata dalla monvallese Irta Binda Rossetti, protagonista della scena forse più iconica di tutto il film.
Una gag irresistibile dove Irta, irascibile e poco empatica e degna del suo nome di battesimo, prende a male parole Pozzetto appena entrato nel suo locale dandogli fondamentalmente del cretino. Nelle scena, appare in un cameo un altro personaggio noto del nostro territorio come "Ul Giancarlo" assiduo frequentatore del locale della Irta, adibito alla vendita di tabacchi, vivande e caffè.
Sono gli stessi monvallesi, soprattutto quelli con qualche capello bianco in testa a tracciarne un ricordo. Irta era una donna, come del resto si vede bene nel film, con un caratterino un po' spigoloso che viveva insieme al fratello Emilio che faceva il riparatore di biciclette. Entrambi non erano sposati, sbarcavano il lunario con le loro piccole attività di paese; il locale era uno dei luoghi di incontro più frequentati dagli anziani ma non solo, di quel periodo.
In questo contesto si ricordano in particolare le dispute calcistiche soprattutto in occasione delle sfide tra Inter e Juventus, con sfottò che iniziavano nel bar già giorni prima tra i tifosi delle due squadre. Anche coloro che tra i monvallesi non guardavano la partita, conoscevano comunque il risultato, perché il famoso "Peder" - ovvero Pietro Genzi, mitologico autista della corriera della "Nicora & Baratelli" che collegava il centro di Laveno a quello di Besozzo, passando per i vari paesi - sfegatato tifoso bianconero, se la Juve vinceva si fermava con la corriera fuori dalla casa della Irta e del fratello e iniziava a suonare il clacson a più non posso ricevendo le maledizioni degli interisti.
La locandiera di Monvalle è anche uno dei conigli estratti dal cilindro di Renato Pozzetto, come del resto così è stato anche per il famoso "Lampadina" di Ispra. Pozzetto inoltre frequentava il paese in quanto l'amico e collega Cochi aveva sposato una monvallese e quindi Renato si fermava spesso a Monvalle.
Irta aveva un nipote che si chiamava Elio, figlio di un altro fratello, che abitava a Cellina di Leggiuno. Elio Binda Rossetti, negli anni 50 giocò nelle file della Juventus e in diverse altro squadre come Piombino, Lanerossi Vicenza, Treviso e Mestrina come difensore. Al termine della sua carriera calcistica ritornò a Cellina ed iniziò ad allenare la Condor Leggiuno, dove scoprì un giocatore di grande talento come il Silvio Papini, detto Sisso, che poi giocò nel Varese e in seria A a Lugano.
Ancora oggi Irta è ricordata con affetto dagli appassionati di storia locale di Monvalle come uno dei grandi personaggi che hanno dato lustro al paese affacciato sul lago Maggiore: la Pro Loco nel gioco denominato "Ul Gioeugh de Muall" le ha riservato un posto d'onore.
La mitica scena del film:




