Se la meritava. E non solo questa. Essere felici nel vedere felice una persona che ha creduto tanto nel calcio e si è speso ancora di più per le idee in cui crede, non ha prezzo. Vedere Claudio Milanese alzare al cielo una Coppa Italia Lombardia (leggi QUI) davanti al pubblico, indicando la gente e dicendo "questa è per voi", ci ha ricordato il gesto e le parole di Buba Buzzegoli rivolte a 1.500 persone dopo la finale di andata con la Cremonese che poi avrebbe riportato Varese - intesa come provincia unita del pallone - in serie B dopo 25 anni: "Ce n'è un'altra". Quando le parole, dette da persone speciali, si uniscono in un gesto e in un momento irripetibili, nascono momenti unici del presente che arrivano dal passato e portano nel futuro.
Una Coppa, un campionato, una promozione, una salvezza, un derby, una partita che resta nella storia: si possono vivere e vincere in tanti modi, ma ce n'è solo uno "alla Milanese" e cioè pensando prima di tutto agli altri, percorrendo un cammino che dura da tempo e che durerà ancora a lungo e seguendo le orme di un destino (la Coppa Italia di serie D e di serie C con il Varese, quella di due anni fa, sempre qui a Seregno, sempre con la Solbiatese) in cui davanti a tutto c'è un territorio a cui restituire qualcosa attraverso il calcio. Delle persone che hanno sofferto e hanno creduto in questo traguardo. C'è una Coppa che va alla provincia di Varese e non alle altre 11 "sorelle" della Lombardia, cioè un orgoglio per la propria terra e la propria gente.
Milanese condivide questo trofeo con le persone che gli sono accanto, soprattutto una, e che lo sono state soprattutto nei momenti in cui era difficile mettere davanti a tutto coerenza, fedeltà, visione e pazienza, tutte doti rare nel calcio perché vanno al di là della vittoria, ma contribuiscono a formare le lettere di una parola altrettanto difficile da scorgere e da scrivere: credibilità.
Claudio si coccola la sua Coppa che, rispetto alla prima con la Solbiatese, è arrivata dopo un percorso netto senza la macchia della sconfitta. Una Coppa che puoi vincere o puoi perdere solo se arrivi a giocartela (sei finali con quattro vittorie nella sua carriera da patron). Non è un refuso o un errore quella frase iniziale - «Questa Coppa è per Solbiate e per tutta Varese» - ma un dono. Anzi, un sogno per una provincia che nel calcio merita tanto, merita di più. E un giorno l'avrà.












































