Ultim'ora - 03 gennaio 2026, 16:54

Trump attacca Venezuela e cattura Maduro, c'è chi dice no

Trump attacca Venezuela e cattura Maduro, c'è chi dice no

(Adnkronos) - C'è chi dice no. Dalla Russia all'Iran alla Cina c'è chi condanna l'attacco americano al Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro, al di là dell'operato del presidente venezuelano. In Europa è la Francia a far sentire la propria voce. Parigi condanna l’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Maduro, affermando che mina il diritto internazionale e che nessuna soluzione alla crisi del Paese può essere imposta dall’esterno. Maduro ha "gravemente violato" i diritti dei venezuelani, ma l’operazione militare che ha portato alla sua cattura "contravviene al principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale", ha scritto sui social il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot. "Nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall’esterno", ha aggiunto, avvertendo che "le crescenti violazioni" di questo principio da parte dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu "avranno gravi conseguenze per la sicurezza globale" che "non risparmieranno nessuno". 

Anche la Russia ha condannato l'azione militare degli Stati Uniti in Venezuela, affermando che non esisteva alcuna giustificazione sostenibile per l'attacco e che "l'ostilità ideologica" ha prevalso sulla diplomazia. "Questa mattina gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Ciò è profondamente preoccupante e condannabile", ha affermato il ministero degli Esteri russo in una nota. 

"Siamo estremamente allarmati dalle notizie secondo cui il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie sono stati rimossi con la forza dal Paese a seguito dell’aggressione statunitense di oggi. Chiediamo un chiarimento immediato della situazione", ha dichiarato il ministero degli Esteri russo in un comunicato. 

Il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha usato toni caustici contro il presidente degli Stati Uniti. "In breve, un altro passo brillante verso il Premio Nobel", ha sintetizzato Medvedev, alludendo all'aspirazione del capo della Casa Bianca, che più volte ha rivendicato di meritare il Premio Nobel per la Pace. 

"Un perfetto esempio di 'peacekeeping' statunitense", ha proseguito Medvedev in un post su X, sottolineando che gli Usa hanno agito con la forza "in un Paese indipendente che non rappresentava alcuna minaccia. Naturalmente - ha proseguito ironico - nel rigoroso rispetto del diritto internazionale e della legislazione nazionale, in coordinamento con il Congresso", mentre dall'Europa "democratica" è arrivato "silenzio quasi totale". 

L'Iran ha condannato "con fermezza l'attacco militare americano" contro il Venezuela, dopo le esplosioni che hanno scosso la capitale Caracas. "Il ministero degli Affari esteri iraniano condanna fermamente l'attacco militare americano contro il Venezuela e la flagrante violazione della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale del Paese", ha dichiarato in un comunicato il ministero degli Esteri iraniano, condannando "l'aggressione illegale degli Stati Uniti". Teheran intrattiene stretti legami con il Venezuela. 

Dalla Cina, il ministero degli Esteri ha dichiarato di essere "profondamente scioccato e condanna fermamente gli Stati Uniti per aver usato la forza in modo sconsiderato contro uno Stato sovrano e aver preso di mira il suo presidente". Il ministero ha inoltre affermato che le azioni degli Stati Uniti "violano gravemente il diritto internazionale, violano la sovranità del Venezuela e minacciano la pace e la sicurezza dell'America Latina e dei Caraibi". 

Il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ha condannato le operazioni militari Usa in Venezuela e la cattura del presidente Maduro, definendo quanto accaduto "inaccettabile" e un "precedente pericoloso" per la comunità internazionale. "Questi atti rappresentano una gravissima violazione della sovranità della Venezuela e del diritto internazionale", ha affermato il presidente brasiliano in un post su X. "Attaccare Paesi in flagrante violazione del diritto internazionale è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove prevale la legge del più forte sul multilateralismo", ha aggiunto. 

Lula ha ricordato che la condanna dell'uso della forza è coerente con la posizione storica del Brasile nelle recenti crisi internazionali e ha sottolineato che i fatti ricordano "i peggiori momenti di interferenza nella politica dell'America Latina e dei Caraibi", minacciando la regione come zona di pace. "La comunità internazionale, attraverso l'Onu, deve reagire con decisione a questo episodio. Il Brasile condanna queste azioni e resta disponibile a promuovere il dialogo e la cooperazione", ha concluso Lula. 

Anche il governo del Messico ha condannato gli attacchi statunitensi in Venezuela, affermando che qualsiasi forma di azione militare "mette seriamente a repentaglio la stabilità regionale". Città del Messico "condanna fermamente e respinge le azioni militari portate avanti unilateralmente nelle ultime ore dalle forze armate degli Usa contro obiettivi sul territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela", ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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