Economia - 01 gennaio 2026, 14:11

Natale 2025 in provincia di Varese: +5,2% di visite nei centri storici delle cinque città principali

Dall’1 al 25 dicembre crescono i flussi e si rafforza l’attrattività sovralocale: aumentano gli stranieri (boom di spagnoli) e cambia il peso dei bacini di provenienza. Crescono la capacità di spesa e le presenze nei giovedì. L’analisi dei flussi di mobilità è stata realizzata attraverso la piattaforma di Analytics di Confcommercio

(foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Varese)

(foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Varese)

L’analisi dei flussi di mobilità, realizzata attraverso la piattaforma di Analytics di Confcommercio provincia di Varese, riguarda i centri storici di Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Luino nel periodo 1–25 dicembre 2025, confrontato con lo stesso intervallo del 2024. Il primo dato da evidenziare è la crescita complessiva delle visite: 1.606.012 visite nel 2025 contro 1.526.142 nel 2024, pari a +79.870 visitee +5,2%.

Una crescita che matura nonostante due elementi di contesto rilevanti: nel 2024 il periodo includeva una domenica in più e la festività dell’Immacolata cadeva di domenica, riducendo di fatto i giorni festivi “utili”. Nel 2025, al contrario, l’8 dicembre è caduto in un giorno feriale, ampliando le opportunità di mobilità.

Riepilogo numerico

• Visite totali 2024: 1.526.142

• Visite totali 2025: 1.606.012

• Variazione assoluta: +79.870

• Variazione percentuale: +5,2%

Nota metodologica

L’analisi considera le visite e non i visitatori: una stessa persona può generare più visite nel periodo osservato, contribuendo così in modo più puntuale alla misurazione della vitalità dei centri storici.

Sono esclusi lavoratori, minorenni e residenti nel punto di interesse; la permanenza minima considerata è di 40 minuti e l’analisi copre l’intero arco delle 24 ore.

Parametri di analisi

• Unità di misura: visite

• Permanenza minima: 40 minuti

• Arco temporale: 24 ore

• Esclusioni: lavoratori, minorenni, residenti nel POI

Cinque città, cinque dinamiche

Il dato aggregato nasconde dinamiche territoriali molto diverse, che riflettono la vocazione dei singoli centri.

Luino registra la migliore performance complessiva: +29,3% di visite (da 49.090 a 63.473), spinta dalla forte attrattività turistica e dal ruolo strutturale del mercato.

Gallarate è la città con la crescita più solida in valore assoluto dopo Luino: +35.581 visite (+9,5%), confermando il ruolo di polo commerciale e di servizi.

Saronno, città-crocevia tra Varese, Como e Milano, cresce del +6,0%, beneficiando di un bacino interprovinciale molto ampio.

Varese cresce in modo più contenuto (+2,8%), ma consolida il proprio ruolo di capoluogo attrattivo anche sul fronte internazionale.

Busto Arsizio mostra una variazione complessivamente stabile (+0,3%): un dato che va letto alla luce di una scelta precisa, ovvero quella di distribuire molte iniziative natalizie – incluse alcune tra le più rilevanti – nei quartieri e nei rioni, e non solo nel centro storico. Una strategia vincente in termini di coinvolgimento dell’intera città, ma che ha naturalmente “spalmato” i flussi su un’area più ampia, riducendo la concentrazione nel solo perimetro monitorato.

Riepilogo numerico per città

Varese:  +2,8%

Busto Arsizio: +0,3%

Gallarate: +9,5%

Saronno: +6,0%

Luino: +29,3%

I giorni della settimana

Il calendario ha inciso in modo netto sulla distribuzione dei flussi. La domenica è il giorno che registra la contrazione più evidente: -15,3% di visite (da 230.163 a 194.949), con una quota sul totale che scende dal 15,1% al 12,1%. Guardando al solo dato 2025, la domenica funziona peggio soprattutto a Gallarate e Busto Arsizio, dove il peso percentuale delle visite domenicali risulta il più basso tra i cinque centri storici.

Il sabato si conferma invece come il giorno più performante del periodo natalizio 2025. In termini di volumi assoluti, il sabato funziona meglio a Varese e Gallarate, che guidano la graduatoria delle visite nel principale giorno di affluenza settimanale, confermandosi come i poli più capaci di intercettare il pubblico nel cuore del weekend.

La migliore crescita si osserva invece il giovedì, che passa da 182.910 a 222.243 visite (+21,5%), diventando uno dei pilastri settimanali del periodo natalizio. Nel 2025 il giovedì assume un peso particolarmente rilevante soprattutto a Gallarate e Busto Arsizio, dove si consolida come giornata chiave per la fruizione dei centri storici, in linea con una vocazione più legata a servizi, business e mobilità feriale.

Curioso notare come anche i giorni tradizionalmente “di passaggio” mostrino segnali positivi: il mercoledì cresce del +10,2%, mentre il venerdì segna un +9,0%, confermando una maggiore continuità dei flussi lungo tutta la settimana.

Riepilogo numerico

Sabato (2025): migliori performance a Varese e Gallarate

Giovedì: 222.243 visite | +21,5%

Mercoledì: +10,2%

Venerdì: +9,0%

Quanto si resta

Il tempo di permanenza conferma che il Natale 2025 non è stato solo più frequentato, ma anche meglio vissuto. La fascia 1–2 ore, dominante, cresce del +5,2% e rappresenta il 37,5% del totale.

La migliore crescita percentuale si registra nelle permanenze lunghe:

6–12 ore: +10,2%

4–6 ore: +8,1%

Una curiosità significativa è la crescita anche della fascia 30–60 minuti(+6,2%), che suggerisce una pluralità di comportamenti: accanto a chi trascorre diverse ore in città, aumenta anche chi torna più volte, generando nuove visite.

Riepilogo numerico permanenza

• 30–60 min: +6,2% | quota 22,1%

• 1–2 ore: +5,2% | quota 37,5%

• 2–4 ore: +1,8% | quota 23,7%

• 4–6 ore: +8,1%

• 6–12 ore: +10,2%

Bacini di provenienza: comunali, regionali e nazionali

Nel confronto complessivo emerge un riequilibrio del peso dei bacini di provenienza.

Le visite comunali restano la componente principale, ma crescono in modo più contenuto (+3,1%), riducendo leggermente il loro peso percentuale sul totale.

Le visite regionali mostrano una crescita più sostenuta (+6,8%), aumentando la propria incidenza complessiva e confermando l’attrattività sovralocale dei centri storici.

Le visite nazionali sono la componente più dinamica: +9,4% anno su anno, con una quota percentuale in aumento, segnale di un Natale capace di intercettare flussi ben oltre il bacino di prossimità.

La migliore performance in termini di mix bilanciato tra le tre componenti si osserva a Saronno, mentre Luino spicca per l’incidenza delle visite non comunali, coerentemente con la sua vocazione turistica.

Riepilogo numerico bacini

• Visite comunali: +3,1%

• Visite regionali: +6,8%

• Visite nazionali: +9,4%

Provenienze provinciali e straniere

La provincia di Milano si conferma il principale bacino extra-provinciale, con +3,8% di visite, mentre Como cresce del +5,9%, rafforzando il ruolo di Saronno come porta d’accesso interprovinciale.

Sul fronte internazionale, la crescita complessiva degli stranieri è del +19,5%. La Svizzera resta al primo posto (+34,4%), ma la vera curiosità del confronto è la Spagna, che passa da 5.206 a 10.826 visite (+108%), trasformandosi da presenza marginale a componente strutturata del mix internazionale.

Riepilogo numerico esteri

• Stranieri totali: +19,5%

• Svizzera: 43.928 visite | +34,4%

• Spagna: 10.826 visite | +108%

• Regno Unito: 9.652 visite | -0,2%

• Polonia: 7.362 visite | +24,0%

Capacità di spesa 2025

Nel solo 2025, il profilo di spesa evidenzia differenze marcate tra i centri storici della provincia, offrendo una chiave di lettura particolarmente significativa se messa in relazione con le previsioni nazionali sui consumi diffuse da Confcommercio.

Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio, le tredicesime destinate ai consumi nel periodo natalizio 2025 raggiungono 49,9 miliardi di euro, 2,4 miliardi in più rispetto al 2024, con una spesa media per famiglia pari a 1.964 euro (+53 euro). A fronte di una sostanziale stabilità della spesa per i regali tradizionali (211 euro pro capite), emerge una maggiore propensione a destinare risorse a ristorazione, tempo libero, cultura, benessere ed esperienze, insieme a un atteggiamento complessivamente più positivo verso la spesa natalizia.

In questo quadro, i dati rilevati nei centri storici della provincia di Varese risultano coerenti con lo scenario nazionale. In particolare, Busto Arsizio si distingue per la quarta fascia di capacità di spesa, che raggiunge il 27,1%, portando la somma delle due fasce più alte (Mid-High + High) al 55,6%: un valore che riflette una presenza significativa di pubblico con propensione alla spesa medio-alta, in linea con l’orientamento nazionale verso consumi più distribuiti e non concentrati esclusivamente sui regali.

Anche Saronno mostra un profilo analogo, con una forte incidenza delle fasce alte (53,9% complessive), coerente con il ruolo di polo commerciale e di servizi capace di intercettare flussi sovralocali. Gallarate presenta una distribuzione più equilibrata, mentre Varese registra una maggiore presenza delle fasce medio-basse, pur mantenendo una quota significativa di capacità di spesa elevata.

All’estremo opposto si colloca Luino, dove l’82,1% delle visite ricade nelle fasce Low e Mid-Low: un dato che non contraddice le previsioni nazionali, ma le interpreta in chiave territoriale, riflettendo una vocazione più turistica e orientata alla visita, con una spesa media per singolo accesso più contenuta.

Nel complesso, la lettura integrata tra previsioni nazionali e dati Analytics locali indica che il Natale 2025 si colloca in una fase di graduale riattivazione dei consumi, e che questa dinamica trova riscontro concreto soprattutto nei poli urbani a più forte vocazione commerciale e business.

Riepilogo numerico spesa

• Busto Arsizio: quarta fascia 27,1% | fasce alte 55,6%

• Saronno: fasce alte 53,9%

• Luino: Low + Mid-Low 82,1%

La piattaforma Analytics

In questo contesto, la piattaforma di Analytics di Confcommercio provincia di Varese rappresenta lo strumento che consente di collegare in modo diretto dinamiche macroeconomiche e comportamenti reali sul territorio. La lettura integrata di quantità, qualità, tempi di permanenza, provenienza e profilo socio-economico delle visite permette non solo di misurare l’andamento del periodo natalizio, ma anche di interpretare come e perché i comportamenti di consumo si trasformano, offrendo una base solida e oggettiva per la programmazione futura delle politiche commerciali e urbane.

C.S.

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