Negli ultimi anni le attività di contrasto allo spaccio di droga nell’alto Varesotto hanno portato a inchieste, arresti e numerosi blitz di carabinieri e polizia nei boschi. Un lavoro costante che ha inciso sulle modalità operative dei gruppi criminali, spingendoli a modificare rapidamente strategie e strumenti utilizzati sul territorio.
Il fenomeno, storicamente legato alle aree boschive tra Valcuvia, Valganna, Valmarchirolo, Valtravaglia e territorio luinese, si sta trasformando. Alle “piazze di spaccio” nei boschi si affiancano oggi forme più dinamiche e meno visibili, con un progressivo spostamento verso consegne a domicilio e contatti diretti con i clienti.
Un elemento ricorrente emerso nelle indagini in tutto il Nord Italia è l’utilizzo di auto a noleggio, spesso di grossa cilindrata. Veicoli che consentono spostamenti rapidi e rendono più complessa l’identificazione dei responsabili, come dimostrano alcuni episodi recenti, tra cui un incidente avvenuto nelle scorse settimane a Rancio Valcuvia, con un’auto di lusso abbandonata a bordo strada. All’interno, nel cellophane, sono stati trovati non solo diversi grammi di cocaina ed eroina, ma anche bilancini e materiale per il confezionamento
Questi mezzi vengono impiegati per le consegne e per muoversi tra diversi Comuni, riducendo il rischio di essere riconosciuti. Il noleggio, inoltre, limita i collegamenti diretti tra veicolo e utilizzatore, aggiungendo un ulteriore livello di difficoltà alle attività investigative.




