Politica - 21 ottobre 2025, 12:11

La Lega propone l'iscrizione di Antonio Tomassini al Femedio di Varese

Il consigliere comunale Stefano Angei ha presentato la richiesta ufficiale: «Tomassini ha rappresentato con onore Varese in Parlamento e nella sanità. Merita un posto tra i grandi che hanno segnato la storia della città»

Il senatore Antonio Tomassini

Il senatore Antonio Tomassini

La Lega varesina chiede all’amministrazione comunale di inserire il nome del senatore Antonio Tomassini, recentemente scomparso, nel Famedio cittadino di Varese, il luogo della memoria dedicato alle personalità che hanno lasciato un segno profondo nella vita della città.

A farsi promotore dell’iniziativa è stato Stefano Angei, consigliere comunale della Lega, che ha formalmente presentato la proposta, sottolineando il valore umano, professionale e politico del senatore scomparso il 13 ottobre.

«Antonio Tomassini ha rappresentato un’eccellenza varesina sia nella medicina che nella politica nazionale – ha dichiarato Angei –. È stato un uomo di competenza, rigore e umanità, che ha dedicato la propria vita al servizio pubblico e al benessere della comunità. Il suo nome merita di essere iscritto tra quelli che hanno contribuito a rendere grande la nostra città».

Medico chirurgo e specialista in ginecologia, Tomassini ha diretto per anni il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Varese, distinguendosi per dedizione e capacità innovativa. Migliaia di donne varesine lo ricordano come un professionista di grande sensibilità e ascolto.

Parallelamente, la sua lunga attività parlamentare – quattro legislature consecutive dal 1996 al 2013 nelle file di Forza Italia – lo ha visto impegnato nella Commissione Igiene e Sanità e nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, ruoli dai quali ha contribuito alla definizione delle politiche sanitarie del Paese.

La Lega, con questa proposta, intende riconoscere non solo la statura pubblica di Tomassini, ma anche il suo radicamento civico: pur nato ad Ascoli Piceno, aveva scelto Varese come città della vita, della professione e dell’impegno civile. «Era un uomo capace di unire la scienza alla politica, la competenza alla visione, la fermezza al dialogo – ha aggiunto Angei –. La sua figura è stata un ponte tra mondi diversi, un esempio di stile e di responsabilità che appartiene alla migliore tradizione varesina».

Alice Mometti


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