Una villa storica che torna a nuova vita, trasformandosi in un polo sanitario d’eccellenza. È stata inaugurata questa mattina a Varese la nuova Clinica La Quiete, dopo un imponente lavoro di riqualificazione che ha restituito alla città un luogo caro ai varesini e fortemente radicato nella sua storia.
Alla cerimonia hanno partecipato le principali istituzioni provinciali e regionali, dal sindaco Davide Galimberti al presidente della Provincia Marco Magrini, fino al governatore Attilio Fontana. Il taglio del nastro, accompagnato dalla benedizione di monsignor Franco Gallivanone, ha segnato ufficialmente la rinascita di un presidio che nel Novecento, grazie alla famiglia Riva, trasformò una villa privata in una clinica di riferimento per la città.
«Vorremmo che La Quiete tornasse ad essere, come un secolo fa, un punto di riferimento per la comunità», ha dichiarato l’amministratore delegato Renato Soma. «Abbiamo digitalizzato servizi e processi senza tralasciare l’aspetto umano, che è nel DNA della clinica. Le stanze sono “umanizzate” con immagini del territorio, perché la cura passa anche dall’ambiente».
Il tour nella clinica
Dopo il momento istituzionale, gli ospiti hanno potuto visitare gli spazi della struttura, accompagnati dai professionisti. Il radiologo Tiziano Frattini ha illustrato le innovazioni della diagnostica: «Disponiamo di apparecchiature di ultima generazione, ecografi e mammografi integrati con software di intelligenza artificiale: siamo tra le pochissime cliniche sul territorio a possedere questa tecnologia. Anche la risonanza magnetica è supportata da sistemi AI, che permettono esami avanzati su cuore, prostata ed encefalo».
Il direttore sanitario Roberto Giani ha presentato il poliambulatorio e i reparti operativi: «Abbiamo ambulatori cardiologici, ginecologici, di chirurgia vascolare ed endoscopica, fino a un centro d’eccellenza per la visita oculistica. Il blocco operatorio dispone di tre sale di ultima generazione, mentre il reparto di Day Surgery consentirà degenze brevi ma complete. La Villa storica accoglierà reparti di medicina, chirurgia e degenza, operativi entro la primavera 2026».
La voce delle istituzioni
La riapertura è stata accolta con entusiasmo dalle autorità presenti. «Tutto quello che questo luogo rappresenta per i varesini torna oggi a nuova vita» ha affermato il sindaco Davide Galimberti. «Abbiamo bisogno di un sistema sanitario integrato, capace di rafforzare il diritto alla salute per i cittadini».
Sulla stessa linea il presidente della Provincia Marco Magrini: «La Quiete è parte della storia di Varese. Speriamo che torni ad essere un fiore all’occhiello, non solo per la città ma per l’intera provincia. Dobbiamo stare vicino alle persone, soprattutto a quelle più fragili».
Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato la portata della nuova apertura: «Questa realtà è rinata. Ma ciò che conta è la collaborazione, perché la sanità va ripensata alla luce dei cambiamenti demografici e sociali. La Quiete eccelle per accoglienza, umanità e tecnologia».
Un futuro inclusivo
La proprietà, rappresentata da Franco Marcora, ha ribadito l’impegno verso un modello aperto, con convenzioni con fondi assicurativi e una governance che valorizza anche le nuove generazioni, con un CDA composto per metà da donne under 40. Renato Soma ha concluso: «Il nostro obiettivo non è creare disuguaglianze, ma offrire un servizio più inclusivo, radicato sul territorio e in continua evoluzione».
La benedizione finale del vicario episcopale di Varese monsignor Gallivanone ha richiamato le parole di San Vincenzo de Paoli, ricordando che «la densità del rapporto con malattia e cura avvicina a Dio». E nel silenzio della Villa tornata a nuova vita, il nome La Quiete ha trovato il suo significato più autentico.




















